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La prova del campionato mondiale di motocross della scorsa domenica, la 10° per l’esattezza, è stato un momento decisivo per l’intera stagione. Si potrebbe paragonare la disfatta KTM di Kegums a quella francese a Waterloo o, se volessimo restare in termini sportivi, all’harakiri Ferrari a Singapore. Ma Cairoli e Gajser non solo solo un numero su di una classifica.

Dal bacio della regina…

Un momento particolarmente toccante è stato il post – gara nei box KTM. Antonio Cairoli ritorna ai box dolorante, ha le lacrime agli occhi ma nulla può ormai. E’ costretto a restare nel suo stand, tenendosi la mano e guardando impotente il suo avversario, colui al quale ha insegnato tutto quando era piccolo, vincere ancora. Vincere ed allungare. Tim Gajser non è uno stupido, uno sbadato o uno baciato dalla fortuna. E questo Tonino lo sa.

Lo sa anche la sua dolce moglie Jill che, come ovvio per qualsiasi compagna, sta vicina al proprio eroe di tutti i giorni. Lei che vede oltre il 9 volte campione del mondo che è in lui, lei che vede l’uomo che ripara sotto i muscoli ed il sudore del pilota italiano. Il bacio della regina è proprio questo, qualcosa che da a tutti noi una sorta di consolazione. La consolazione che Tony di brutte esperienze e brutti periodi ne ha passati a bizzeffe ma è sempre riuscito a rialzarsi.

… al coro per l’erede

“Abbiamo un sogno nel cuore, o Tim Gajser torna campione” è quello che cantano i meccanici del team Honda Gariboldi nel momento in cui il loro pilota di punta fa rientro. Lo sloveno è felice, accarezza la tabella rossa e poi si mette a saltellare con i suoi compagni cantando in italiano questo motivetto tutto per lui.

E’ proprio in questo momento che ci rendiamo conto di quanto questo “coro per l’erede” sia legittimato più che mai. L’edere, l’edere di chi ? E’ ovvio, Tim Gajser ha preso tutto quello che più poteva prendere da Cairoli e l’ha fatto suo. Non ci sono altri discorsi da fare. La felicità, l’ilarità, la simpatia di uno che simpatico, diciamocela tutta, non è che lo sia proprio tantissimo. Ma è importante anche questo ! Essere serio quando bisogna essere serio ed essere felice quando bisogna essere felice.

“Eh, ma Gajser gioisce dell’infortunio di Cairoli” può anche essere. Chi lo nega. Ma del resto, accidenti, vorrebbe dire che Gajser potrebbe vincere il suo terzo titolo mondiale, un risultato straordinario che spaccherebbe il dominio KTM degli ultimi 10 anni (tranne le brevi parentesi annesse). Cairoli, da canto suo, potrebbe perdere l’unica occasione di vincere il 10° titolo. E, aggiungiamo, di poter eguagliare la leggenda di Stefan Everts.

Non chiamateli “campioni di serie B”

Concludo questo mio personale elogio a codesti campioni citando una frase di non mi ricordo più chi: “il calcio è uno sport da gentiluomini giocato da animali, il rugby è uno sport da animali giocato da gentiluomini”. Si potrebbe traslitterare questa frase con il motocross a, oserei dire, a tutti gli sport a motore, in primis la Formula 1. C’è una critica che si fa a Cairoli ed ora anche a Gajser: “tanto vincono sempre tutto come Hamilton”. Inutile dire: “non è vero”, “ma cosa dici”, ecc. tanto il bias di conferma, ossia l’idea che tenere a mente la propria opinione e trovare prove futili o anche false a suo sostegno, basterà a non far ragionare chi dice tali scelleratezze.

Dico solo che un elemento che, più di altri, distacca Antonio Cairoli e Tim Gajser da un personaggio come può essere la figura che abbiamo di Hamilton o un suo qualsiasi stereotipo è uno solo: l’umiltà.

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