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La MotoE, come sappiamo, ha una particolarità rispetto la MotoGP, l’elettricità ovviamente. Una forma di energia scoperta quasi dal nulla da noi uomini e che, da momento in cui siamo riusciti a piegarla ed impiegarla per i nostri scopi, non possiamo farne a meno. La diamo quasi per scontata, quasi. L’elettricità in queste moto è come la benzina in una classica moto che vediamo sfrecciare in circuito. Il “serbatoio” della MotoE è la batteria, essa è il cuore della moto dove viene prelevata l’energia necessaria per azionare il motore.

La batteria di queste moto è protetta in caso di guasti. In particolare, uno dei problemi che possono sorgere è quello della temperatura. La batteria (in questo caso, una batteria al litio) lavora tra i 50°C e i 55°C, a 60°C scatta il sistema di protezione chiamata BMS (Battery Management System) che “stacca” la batteria dal circuito isolandola e salvandola.La batteria può prendere fuoco per diversi fattori, alcuni di questi sono la scarsa qualità dei materiali o il danneggiamento causato da un urto.

Batterie di nuova generazione

Quando la batteria prende fuoco bisogna prestare molta attenzione a quello che si fa per spegnerla. Infatti, il fuoco si autoalimenta grazie al gas e al calore che si trovano all’interno della batteria stessa. Per trovare un rimedio a questo problema, sono stati fatti dei passi in avanti creando batterie ai polimeri di litio. Quest’ultime hanno il vantaggio di non avere solventi che alimentano la combustione di una normale batteria al litio. Ulteriori sviluppi verranno fatti nei prossimi anni.

Tra MotoGP e MotoE c’è ancora un abisso in termini di competitività e potenza. Del resto, tutto questo è ovvio, parliamo di una serie che non ha nemmeno un anno di vita contro decenni e decenni di esperienza. Quando la MotoE arriverà a raggiungere lo stesso livello di competitività, attenzione mediatica e popolarità della MotoGP potremo confrontarle. Da quel momento, poi, si creerà una “Civil War” tra gli appassionati classici e gli appassionati moderni. Tutto molto bello e futuristico.

Testo: Matteo Favaro

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