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	<title>piquet &#8211; Giornalemotori</title>
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		<title>Piloti Leggendari: Nelson Piquet</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 02:04:38 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Al giorno d&#8217;oggi farebbe sensazione vedere un pilota disputare cinque GP con tre monoposto diverse, ma anche nell&#8217;epoca la cosa non passò inosservata. Purtroppo, Per Nelson Piquet non c&#8217;erano alternative e pur di correre in F1 si arrangiò al meglio. In Germania debuttò con una Ensign, in Austria, Olanda e Italia era al volante della Mclaren M23 riservata ai giovani nel programma Marlboro cominciato l&#8217;anno prima. Poi in Canada, fine stagione, per Piquet ci fu l&#8217;arrivo alla Brabham Alfa Romeo, squadra con cui ha disputato sette satgioni vincendo due mondiali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se qualcuno lo chiamava zingaro, per via di una certa filosofia di vita, in realtà Nelson Piquet è sempre stato un pilota stanziale, uno che difficilmente cambia squadra perchè legato ai rapporti umani.&nbsp;Ma quando si presento al via delie gare nel 1978, in pochi avrebbero scommesso su di lui. Anche perché l&#8217;anno precedente, nella F3 europea, le aveva prese di santa ragione da Piercarlo Ghinzani, vincitore del campionato, e da altri novelli campioni più accreditati di Nelson. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A dire il vero, anche li si era vista una speciale predisposizione alle donne, sport in cui Piquet ha eccelso presentandosi sempre con mogli e fidanzate dì assoluto livello. E forse proprio per questo, nel confronto con l&#8217;altro brasiliano della sua epoca, Ayrton Senna, il contrasto era molto evidente: donnaiolo e sempre pronto a far baldoria Piquet, quasi monacale e maniacale Senna. La rivalità trovava quindi le su fondamenta anche nel diverso modo di affrontare la sfida in F1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A giocare a favore di Nelson Piquet fu però il compagno di squadra Niki Lauda. L&#8217;austriaco, divorziato dalla Ferrari e approdato alla Brabham, per Piquet è stato una specie di maestro da cui apprendere i rudimenti delle corse. La messa a punto, per cominciare, la tattica e la visione di gara. Che Nelson fosse veloce lo si è capito però subito. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel GP Usa Est del 1979 partì in prima fila, la prima pole invece fu del 1980 a Long Beach, poi bissata in Canada. E finita male dopo una toccata con Alan Jones che spedì, senza complimenti, il brasiliano contro il muro subito dopo il via. Eppure l&#8217;anno migliore di Piquet, in quanto a prestazioni, fu il 1984, con la conquista di 9 pole, peccato che la sua Brabham BMW turbo non fosse affidabile come le rivali, ma quel punto Piquet vantava già due titoli mondiali, vìnti nel 1981 e 1983, sempre con la Brabham. Contro la Ferrari Nelson ha potuto dire poco, perchè nella trionfale stagione 1979, quando Scheckter e Villeneuve dominarono, la Brabham non era un fulmine di guerra, tanto che a fine stagione si passò dal motore V12 Alfa a un più classico Ford V8. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E il 1979 rimane la stagione più difficile per Piquet con tre uscite di pista In Argentina, Francia e Italia e il 15° posto nella classifica Iridata con appena 3 punti,La sua bestia nera, però, furnono Alan Jories e la Williams, con cui lottò duramente nelle due stagioni 80 e 81. In quest&#8217;ultima ebbe la meglio vincendo il primo titolo Iridato grazie alla accesa rivalità fra i due compagni della Williams. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutta la stagione Reutemann e Jones si rubarono punti a vicenda e la scuderia, senza nasconderlo, era dalla parte di Jones. In Brasile, infatti, Reutmann rifiutò di obbedire agli ordini, che imponevano il sorpasso a favore del compagno. Da quel momento i due corsero da separati in casa. Alla fine della stagione Piquet vinse il titolo per un solo punto su Reutemann e 4 su Jones. In Sudafrica, gara non valida poi per il titolo, aveva vinto Reutemann davanti a Piquet. Con quei punti sarebbe stato lui campione e invece&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diverso il discorso nel 1983. La Ferrari ha una monoposto imbattibile ma fragile quando è il momento di tenere botta. Arnoux e Tambay segnano la pole a ripetizione, vincono il mondiale costruttori ma contro Piquet c&#8217;è poco da fare. In quella stagione cominciano i collegamenti TV prima del via e Nelson si distingue con una serie di battute ai danni del telecronista che lo intervista (ne sa qualcosa il nostro Ezio Zermiani). Diventa subito un personaggio e quando finisce alla Williams, con Nigel Mansell compagno di squadra, la lotta fra i due è feroce, nella tradizione dei compagni di scuderia, ma la TV rende simpatico e popolare Nelson a scapito di Nigel, visto come un orso. A Imola, però, Piquet rischia grosso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo al Santerno&nbsp;nelle qualifiche del GP del 1987. A oltre 300 all&#8217;ora Piquet esce alla curva del Tamburello, quella che sette anni dopo sara fatale ad Ayrton Senna, Nelson riporta un trauma cranico ma vuole correre anche se i medici si diranno contrari. Piquét salta la gara ma percorre un giro di pista in sella a una moto e, senza casco, saluta il pubblico che lo acclama.&nbsp;A fine anno arriverà il terzo titolo davanti a Mansell complice anche un grave incidente del pilota inglese. A Suzuka, nelle prove del venerdì, la Williams si scompone, urta contro le barriere. Per Nigel è la fine della stagione visto che sarà costretto a saltare anche il GP d&#8217;Australia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Piquet vince il titolo ma divorzia dalla Williams. Disputa la stagione &#8217;88 al volante della Lotus-Honda turbo, ma non ottiene vittorie. Gli va peggio nell&#8217;89 con la Lotus-Judd: pochi cavalli, nessuna vittoria nell&#8217;epoca della McLaren Honda e della Ferrari che ha rivoluzionato il mondiale tecnicamente col cambio al volante e le molle a barra di torsione. Nel 1990 Piquet va alla Benetton. Lo ha voluto il nuovo manager della scuderia, il giovane Flavio Briatore. Piquet torna alla vittoria a fine stagione 90, vincendo il GP del Giappone e d&#8217;Australia, chiude il mondiale al terzo posto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel &#8217;91, ultima sua stagione, vince ancora in Canada, ma a fine anno arriva Michael Schumacher. Il tedeschino va forte. Fino a quel momento, GP d&#8217;Italia a Monza, Nelson Piquet aveva in squadra Roberto Moreno, brasiliano come lui, ma non certo un pilota impegnativo. Le ultime cinque gare del &#8217;91 sono per Nelson all&#8217;insegna della difesa. La classe e il mestiere di Piquet emergono e alla fine fanno la differenza nel confronto diretto con Michael Schumacher. Ma Nelson ha capito che la sua epoca è finita e lascia la F1 senza rimpianti. Ha corso con una generazione di piloti che hanno scampato la morte e questa, per Nelson, è la vittoria più bella. Ma lo capirà solo dopo un grave incidente a Indianapolis nelle prove per la 500 Miglia.</p>
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