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Appena siglato l’accordo con Peugeot, Citroen annuncia una nuova berlina di grandi dimensioni che, 20 anni dopo, ha l’onere di succedere alla DS. La CX, che deve il suo nome alla sigla con la quale si è soliti indicare il coefficiente di penetrazione aerodinamica (tra l’altro bassissimo, solo 0,30), debutta al salone di Parigi del 1974. Ancora una volta, Citroen ha realizzato una vettura innovativa, senza compromessi con le mode del momento. Questa “personalità” è il segreto della longevità dei suoi modelli: e, infatti, anche la CX rimarrà sul mercato quasi vent’anni. La carrozzeria deriva dalla GS: due volumi a “sei luci” (come si diceva allora, alludendo ai finestrini laterali), coda tronca e ampio baule posteriore con lunotto concavo.
Citroen_CX_2.5_Prestige_1988Sul grande parabrezza è previsto per la prima volta su una berlina di classe, un unico tergicristallo. Sul piano tecnico, la CX, “Auto dell’anno 1975”, sorprende per il suo gruppo motore trasversale con il cambio in linea, fissato al telaio mediante giunti elastici. Le sospensioni, come ormai tradizione della Casa, sono del tipo idropneumatico ad altezza costante, il cambio è a 4 marce e i freni sono a disco su tutte le ruote.
L’interno non manca di originalità: sulla plancia, di gusto futurista, comandi e pulsanti sono raggruppati in comode “penisole” che sporgono dal cruscotto; tachimetro e contachilometri sono a lettura diretta su tamburo rotante retroilluminato; 17 spie controllano la vettura. Il volante di grande diametro, 41 cm per la precisione, è sempre ad una sola razza.

L’abitabilità non è certo tra le doti principali della CX che più stretta, più bassa e più corta, anche nel passo, della DS. Soltanto la Prestige, realizzata sul pianale della Break, ha un volume longitudinale comparabile con quello della “Dea”.

La pedaliera di tipo sospeso, che permette la manovra del punta-tacco, sembra comunque negare velleità sportive. E, infatti, la CX viene subito apprezzata per le sue qualità di “grande routière”. Hanno modo di verificarlo i rappresentanti della stampa mondiale prima della spettacolare parata sugli Champs-Elysèes, il 1° settembre 1974. In un test di guida in Lapponia, lungo interminabili sterrati attorno ai laghi, la nuova Citroen viene promossa a pieni voti per tenuta di strada, silenziosità e, appunto, confort. Insomma, sotto questo profilo, la migliore 2 litri del momento. La presentazione della CX 2000 avviene al Salone del 1974. Nel gennaio  dell’anno seguente viene affiancata alla CX 2200. I motori derivano da quelli della DS. Il primo con una cilindrata di 1985 cm3 eroga 102 cv e spinge la vettura a 174 km/h. Il secondo, di 2175 cm3, è accreditato di 112 cv e 179 km/h. Esteticamente i due modelli sono identici, ma la 2200 ha qualche optional in più, come la spia del freno a mano e alcune finiture interne. Continua a mancare, invece, come in tutti i modelli Citroen di allora, la spia di riserva del carburante, che arriverà soltanto nel 1979. A un anno dal lancio della gamma si arricchisce di nuovi allestimenti: confort, super e pallas. A dicembre 1975 è la volta della CX Diesel: 2175 cm3, 66 cv e 146 km/h di velocità massima.

Citroen_CX_dashboardNel gennaio 1976 debuttano le station wagon CX Break 2000 e 2200 Diesel e, a febbraio, sullo stesso pianale, la berlina a passo lungo (25 cm in più) PRESTIGE con tetto in vinile, climatizzatore, stereo, alzacristalli elettrici, servosterzo… Lo spazio tra i due sedili arriva a 71 cm, un valore insuperato per una berlina. La 2400 Prestige è equipaggiata con un motore di 2,3 litri della DS 23 da 115 cv che garantiva una velocità di 180 km/h. Optional il nuovo cambio automatico C-Matic, disponibile per tutta la gamma a partire dall’estate 1976, insieme con il servosterzo e il climatizzatore. Nell’autunno di quello’anno la 2200 a benzina viene sotituita dalla CX 2400, mentre la BREAK è affiancata da una versione a otto posti denominata FAMILIARE. Nel maggio 1977 è la volta di una versione marcatamente sportiva: la CX 2400 GTI raggiunge i 189 km/h grazie ad un motore di 2347 cm3 da 130 cavalli a iniezione elettronica e al cambio a cinque marce. Nel 1978 la 200 Diesel viene sostituita dalla CX 2500 Diesel da 75 cavalli, con cambio a quattro o cinque marce a seconda delle versioni.

Con quest’ultimo viene accreditata di una velocità massima di 156 km/h, qualificandosi per qualche tempo come la berlina a gasolio senza turbo più veloce del mondo. Nel luglio 1979, a seguito della fusione di Citroen e Peugeot (1976) nel gruppo PSA, le CX Reflex e Athena adottano, invece del vecchio 2 litri ad aste e bilancieri, un più moderno 2 litri in lega leggera da 106 cv progettato dal consorzio PRV (Peugeot, Renault, Volvo). Accoppiato ad un cambio a cinque rapporti, spinge la CX fino a 176 km/h. Come optional è offerto il servosterzo ad azione progressiva. Un’altro effetto dell’accorpamento  sono le nuove sigle di derivazione Peugeot: dal 1982 escono dai listini le varie Reflex e Athena ed entrano le CX 20 e 20 TRE. Dall’aprile 1983, grazie al turbocompressore, i motori a gasolio dichiarono 95 cavalli (CX 25 RD e TRD TURBO). Poco dopo, nell’ottobre 1984, il turbo arriva anche sulle versioni benzina: la CX GTI Turbo da 166 cavalli raggiunge i 220 km/h. citroen_cx_2400_gti_2A 10 anni dal lancio la linea non dà ancora segni di stanchezza. Nel luglio 1985 una CX 25 GTI Turbo è la prima vettura francese a offrire a richiesta l’ABS. Contemporaneamente l’ammiraglia Citroen beneficia di un restyling: la CX 2 propone nuovi paraurti in plastica, cruscotto più convenzionale ed equipaggiamenti aggiornati. L’adozione dell’intercooler è l’ultima importante modifica meccanica. Nel 1989 la berlina cede il posto alla XM. Le station wagon Break, ribattezzate CX Evasion, rimangono in listino fino al 1992. In poco meno di due decenni sono state prodotte oltre un milione di CX.

C’è anche una parentesi sportiva per la CX: il debutto sui campi di gara avviene nel dicembre 1975 al Rally Costa d’Avorio-Costa Azzurra. L’annoi successivo sarebbe partita, più o meno sullo stesso tracciato, una corsa destinata a diventare la più famosa e dura del mondo: la Parigi-Dakar. Questo per sottolineare come l’esordio sportivo di questa berlina, nata per le autostrade europee, non sia tra i più facili. Le tre vetture iscritte si piazzano al 4°, 5° e 6° posto. E pensare che in Citroen speravano che almeno una arrivasse a Nizza… Nel maggio 1977 una CX 2400 a carburatore è sesta assoluta al Rally dell’Acropoli, una gara “spacca macchine” tra le più note.

Nel 1977 quattro 2400 si classificano nei primi 10 posti al Rally Londra-Sidney, ma il risultato più clamoroso arriva al IX Rally del Marocco: cinque CX nei primi cinque posti assoluti! Con la vetrina internazionale del Rally di Monte Carlo, la CX si fa conoscere in tutto il mondo: nell’edizione 1978 vince la classe Turismo di Serie Diesel con l’equipaggio femminile Dacremont-Ganaelle.

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