Al Salone di New York torna la più potente e cattiva delle Camaro. La Chevrolet Camaro ZL1, sfrutta la rinnovata versione della coupè americana. Il motore è lo stesso poderoso V8 LT4 da ben 6.2 litri sovralimentato con compressore volumetrico preso pari pari dalla sorella maggiore Corvette Z06, per una potenza di 640 CV e ben 868 Nm di coppia. Rispetto al modello precedente la nuova Camaro ZL1 ha subito una cura dimagrante che le ha fatto perdere 90kg, grazie a nuovi materiali per telaio e sospensioni. Il V8 ha subito un iniezione di potenza di 60 CV. Il motore è abbinabile ad un cambio manuale a sei marce oppure ad un nuovo automatico a 10 rapporti. Sulla Chevrolet Camaro ZL1 è stato fatto anche un lavoro per migliorare l’assetto ed il piacere di guida con l’adozione di sospensioni Magnetic Ride, di un differenziale autobloccante a controllo elettronico dotato di un sistema chiamato Performance Traction Management, di un selettore Drive Mode per decidere le dinamiche di guida, e di un sistema di Launch Control. La sicurezza prevede l’utilizzo di un impianto Brembo con pinze anteriori a sei pistoncini e posteriori a quattro pistoncini. Molto belli i cerchi di lega forgiati da 20″ con pneumatici Goodyear Eagle F1 Supercar nelle misure da 285/30 anteriori e da 305/30 posteriori, un tipo di mescole che il gommista americano ha previsto specificatamente per questo modello. Anche se si tratta di un modello tipicamente americano, grande cura è stata posta all’aspetto aerodinamico con uno studio particolare dei flussi per migliorare la deportanza. L’intervento ha visto coinvolto il paraurti con prese d’aria maggiorate, il cofano motore con elementi in fibra di carbonio con in più un grande sfogo d’aria. Nuove le minigonne, lo splitter anteriore, l’alettone posteriore ed il profilo estrattore con i quattro terminali di scarico. Per adeguare la carrozzeria alle nuove prestazioni i parafanghi sono stati modificati per allargare le carreggiate ed ospitare i pneumatici sportivi. La ZL1 non offrirà anche un Track Package specifico per la pista per allettare anche la clientela europea più esigente.
Daniele Amore



