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F1: Prove tecniche per il 2017 da parte della Williams nei test di Barcellona

esp-williams-rwLa Williams è uno dei team che si trova più in difficoltà nel tenere il passo dei team di punta. Nei passati test di Barcellona il team britannico ha comunque dato segni di grande vitalità presentando una innovativa ala posteriore composta da un profilo alare superiore.  Si tratterebbe di un anticipo di quello che si potrebbe vedere sulla prossima monoposto. Infatti questa soluzione usata sulla FW38 di quest’anno sarebbe contro il regolamento. In sostanza i tecnici Williams stanno guardando al futuro.  C’è da capire se la nuova posizione del alettone aggiuntivo con due alette laterali ha la sola funzione di generare più carico andando a prendere un flusso aria pulito nella zona superiore oppure semplicemente tende a pulire il flusso aria che investe l’ala principale. I più esperti, gli appassionati che seguono la F1 da più anni,  ricorderanno che varie volte nel corso dei passati decenni ci sono state soluzioni simili.  La sensazione che i tecnici della Williams stavano valutando l’andamento dei flussi piuttosto che il carico, si nota dalla diversa configurazione anche della parte inferiore dell’ala. La mancanza del sedile della scimmia all’altezza dello scarico. In questa zona interna alle ruote posteriori ci sono dei profili neutri che hanno il compito di raddrizzare e indirizzare il flusso aria. Inoltre si pensa che questa soluzione con un profilo alare superiore avanzato possa essere utile nelle fasi di apertura del DRS per migliorare l’efficienza quando l’ala principale perde il profilo alare che si apre.

L’occasione i test di Barcellona per capire meglio cosa potrebbe realmente accadere in pista con le nuove norme che vanno a ripensare la parte posteriore della monoposto. Ma la cosa interessante sta nel fatto che non solo è stata messa sotto controllo tutto l’ala posteriore, ma il monitoraggio è stato fatto partendo dal muso, con un grosso sensore che controllava il flusso aria che investe la monoposto. Questo per l’ormai solito discorso che una monoposto non è composta da componenti assestanti, e che per far lavorare una nuova ala posteriore come un profilo estrattore questo comincia lavorando con il flusso aria che arriva dall’avantreno.  La dimostrazione che nonostante le avanzate tecnologia della galleria del vento, la pista non ha rivali per lo sviluppo delle soluzioni future.

Daniele Amore 

 

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