DS, due lettere, che per chi ha qualche annetto sulle spalle identifica un modello di auto unico nel suo genere. Un’automobile, dallo stile unico, dal confort ineguagliabile e dalla dotazione tecnologica senza pari. La DS era la vettura francese per antonomasia. PSA qualche anno fa decise di rispolverare la sigla DS, ma non per la solita operazione nostalgia con un modello che scimmiottava la prima versione degli anni 50, sarebbe stato non solo stucchevole ma anche inutile visto l’unicità del modello in questione. La DS è diventata la divisione premium di Citroen. Due lettere che distinguono il cliente classico da chi pretende una vettura curata nei dettagli e diversa dalla classica gamma. Un risultato andato oltre le più rosee aspettative tanto che oggi DS è un marchio indipendente con un design specifico, con una nuova calandra con lo stemma DS in bella evidenza. La linea generale della DS4 1.6 THP 211cv Businnes, non cambia se non nei dettagli che la rendono degna di fare concorrenza alle rivali del segmento premium del mercato delle compatte sportive.
Al volante, la DS4 permette di trovare la giusta posizione tramite la regolazione elettrica del sedile, Il volante è regolabile anche in profondità ma resta piuttosto grande nel diametro. Nell’impugnare lo sterzo si apprezzano di più alcune soluzioni come il volante piccolo ed il cruscotto rialzato tipico delle Peugeot che appartengono allo stesso gruppo. Di solito non siamo avvezzi a preferire accessori come gli interni in materiale pregiato per le auto che testiamo, ma osservando la plancia della DS4, composta da un grosso blocco di plastica, morbido al tatto, non possiamo che sentire la mancanza che del rivestimento in pelle con sedili che riprendono il motivo di un cinturino da orologio in acciaio. La strumentazione è contraddistinta da un contagiri un tantino piccolo e defilato ma ci sono tutte le informazioni che necessitano al conducente. Al centro della plancia c’è il sistema multimediale. Un sistema efficace, gestito tramite una fila di pulsanti sotto il monitor. Su una vettura di questo livello sarebbe stata meglio una più moderna rotella mouse sul tunnel centrale. Il condizionatore è posto in posizione funzionale. Si tratta di un classico bi-zona, con regolazioni automatiche. Grave la mancanza delle bocchette ai posti posteriori, visto che i finestrini dietro sono completamente fissi.
Il design da coupè porta inevitabilmente ad avere problemi di visibilità soprattutto al posteriore. I sistemi di ausilio alla guida sono molto utili. Ci sono sensori di prossimità, sensori di parcheggio, e telecamera posteriore. L’abitabilità è buona davanti. La plancia abbraccia letteralmente il conducente, dietro c’è spazio solo per due persone a patto di non esagerare con l’altezza. Un quinto passeggero si trova piuttosto scomodo. Su strada la DS4 nella sua versione più spinta mostra un set up decisamente rigido. I cerchi da 19 pollici non aiutano. Si passa gran parte del tempo a tentate invano di evitare buche per non far soffrire i passeggeri, sottoposto a continui e fastidiosi sobbalzi soprattutto al alla meccanica. Sarebbe stato decisamente meglio fermarsi con il diametro dei cerchi ai più funzionali 18 pollici. In sostanza questa DS4, si trova completamente agli antipodi per quello che riguarda il confort degli occupanti rispetto alla progenitrice passata alla storia proprio per questo aspetto.
Il motore è la vera anima di questa DS4. Piccolo con la sua cilindrata da 1.6 litri, ma potente con i suoi 211cv. Un motore che considerando i 131cv/litro, non presenta il minimo turbolag. La potenza si distende su tutto l’arco dei giri in modo costante e senza incertezze. Un’erogazione che consente di avere eccellenti prestazioni. Anche tenendo il cambio con la sesta marcia, non rifiuta mai di tirare dagli impicci il conducente. Basta spingere sull’acceleratore e la DS4 si muove in avanti senza necessità di scalare. Il classico passaggio da 80-120Km/h avviene in meno circa 9,5 secondi. Per chi ama usare il cambio potrà provare a tirare fiori anche un pò di cattiveria. Partendo da fermo non è difficile scendere con i tempi sotto gli 8 secondi in accelerazione.
Su strada si apprezza l’ottima potenza frenante. I freni sono ben calibrati, potenti e non si affaticano anche con l’uso intenso, buona la modulabilità. Lo sterzo è sorprendentemente preciso. Nonostante il baricentro leggermente rialzato della vettura, lo sterzo non sembra risentirne. Preciso in inserimento, non perde la progressione, anche se il conducente dovesse farsi prendere la mano, il comando aiuta a ritrovare la compostezza della vettura con poche correzioni. La tenuta di strada è di buon livello. Poco sottosterzo in inserimento curva, progressiva nel perdere la corda se il driver forza l’avantreno, un retrotreno reattivo quanto basta, perfettamente calibrato consente al pilota di divertirsi destreggiandosi tra una curva a l’altra in modo sempre sicuro e divertente. Questo fino a quando una griglia di scolo di un viadotto, non mette la parola fine alla nostro divertimento, rovinando il pneumatico da 19 pollici, ancora una volta dimostratosi tanto bello da vedere quanto poco funzionale ai fini della guida!
Dal punto di vista economico, il primo pensiero farebbe intendere che un 1.6 Turbo da 211 cv sia un motore esoso di carburante, invece le sue grandissime doti di elasticità hanno consentito di tenere bassi i consumi oltre le più rosee aspettative. Non ci sono percorrenze da vetture diesel, ma i 12km/l in condizioni miste sono alla portata senza rinunciare al piacere di guida. La dotazione in questa versione Businness è completa, ci sono versioni più economiche, ma vanno integrate, tanto vale optare per quella oggetto della prova che permette di entrare nel divertente modo della DS4 a 28.000, a cui vanno aggiunti solo gli interni di materiale pregiato. Non mancano i dispositivi di sicurezza come controllo di trazione, cruise control, ed una nutrita batteria di airbag,e controlli di guida attivi e passivi. Alla luce di questi dati, la DS4 permette di entrare nel mondo delle compatte premium, con un design unico, prestazioni e divertimento a patto si sopportate i finestrini posteriori fissi.
Daniele Amore









