Quando ti viene data la stampa di una mail in cui c’è indicato che devi andare a provare la nuova gamma Mercedes AMG, fai fatica a leggere il resto del contenuto, ed anche se vai avanti nella lettura la tua mente viene completamente occupata dalle tre lettere che identificano la sportività della Mercedes. Poi succede che una mattina di fine autunno, entrando nel vasto parcheggio della Mercedes a Milano, davanti ai tuoi occhi ti si para il parco auto coperto dalla rugiada della notte. Improvvisamente quella specie di cicalino che ti suonava nel cervello per ricordarti qualcosa della mail di cui sopra che avevi dimenticato, ti si para davanti con tutta la sua improbabile verità. Vicino alle tre lettere AMG ed il numero magico 63, c’erano altre tre lettere SUV. Davanti a noi l’intera gamma SUV Mercedes-Benz AMG!
Bastano pochi secondi per convincere il tuo ego sconfinato che nella vita soprattutto in certe condizioni ci si deve accontentare, ammesso che guidare 557cv sia accontentarsi. La nostra attenzione in particolare è catturata dalla grossa GLE63 AMG 4-Matic blue, con degli stupendi cerchi da 20 pollici. Pochi secondi ed una addetta Mercedes molto gentilmente ci porge la chiave per avere quella vettura interamente a nostra disposizione per il tempo necessario per provarne le qualità. Aprire la porta, è come entrare in un mondo diverso, un’altra dimensione dove, lusso, e sportività non fanno a cazzotti. Pelle in tutte le zone a vista, carbonio ed alluminio per alcuni elementi degli inserti di plancia e consolle. Quando si inserisce la chiave, un sussulto, l’intera scocca viene scossa dal possente V8 Biturbo da 557cv. Il suono che arriva alle orecchie è semplicemente terrificante. Nonostante si tratti di un SUV di lusso, sembra di aver risvegliato una bestia selvaggia dal sonno della notte. La macchina è fredda, e non ci viene di partire come folli per provare le prestazioni del V8 Biturbo. Un motore come quello che ha progettato la AMG va scaldato a dovere, alzando il numero di giri un po alla volta, pochi secondi, poi una pausa, e poi un altro pochetto su con il contagiri in modo progressivo alternano pause. Il sound è semplicemente spettacolare. I più pignoli avranno da ridire sul nostro approccio al riscaldamento, ma questo metodo ci ha consentito di percepire ogni singola nota che viene dal questo poderoso V8. Un motore che possiede le note gutturali tipiche di un v8 americano, per poi prendere le note alte di un motore europeo. Una perfetta sintesi di quanto di buono ha prodotto nella sua storia la meccanica questa architettura tutto in un solo motore. Purtroppo, come in un bel sogno quando senti una voce da lontano, di solito quella di tua madre, che prova a interrompere la sua bellezza tentando di svegliarti, una vocina all’esterno della GLE63 AMG, ci dice che di tutto il parcheggio, ormai siamo i soli rimasti e che sarebbe il caso di andare, interrompendo bruscamente il nostro idilliaco ascolto delle note di questo motore.
Ancora qualche secondo, e la giusta posizione di guida è regolata in modo impeccabile con le molteplici regolazionei elettriche di sedile e volante. La plancia è tipicamente tedesca, sobria nel design, ma ben fatta con materiali pregiati vario tipo, perfettamente amalgamati ed assemblati senza la minima imperfezione. Davanti al conducente una strumentazione completa, ben visibile, ma classica, mentre al centro della plancia c’è un sistema multimediale con tutte le funzioni possibili, tutte facilmente utilizzabili, soprattutto con il comando sul tunnel. Nella parte bassa della plancia il perfetto sistema di condizionamento. Un impianto di pregevole fattura, completamente automatizzato, bastano pochi tocchi per avere un clima perfettamente adeguato alle esigenze di ogni occupante sia davanti che dietro. Uscire dal parcheggio Mercedes non è stato un problema, la visibilità davanti è ottima, ma basta accedere ad un parcheggio tipicamente affollato come quello di una classica area di servizio che ti rendi conto delle reali dimensioni della GLE63 AMG. Nonostante i sensori, le retrocamere, la macchina resta comunque molto grande e si fa una certa fatica a percepire gli ingombri nelle manovre strette. Sul tunnel centrale c’è la manopola che modifica la dinamica di guida, con un pulsante che consente la taratura separata delle sospensioni. In modalità confort la GLE sfila via liscia come l’olio anche sulle asperità più secche nonostante i cerchi di grande diametro. Se si passa nelle varie modalità, soprattutto sport plus ovviamente si sacrifica parte del confort. Al salire di giri, il rumore del motore diventa devastante, invadente, con qualche vibrazione, forse i passeggeri posteriori alla lunga potrebbero non apprezzare come il conducente le note del V8 Biturbo, ma è un problema riparabile tornando alle condizioni di marcia confort con la manopola.
La GLE è grande, ed ha spazio abbondante per quattro persone, anche un quinto passeggero non ha grossi problemi nonostante il tunnel centrale. Lo spazio sia per le gambe che per le spalle è sempre abbondante. La carrozzeria dal design Station Wagon rialzata, farebbe pensare ad un bagagliaio enorme, ma pur essendo ampio, lo spazio che ci si trova davanti all’apertura automatica del portellone è un po meno di quello che ci si aspetta guardando le dimensioni esterne. Rimane comunque sfruttabile con l’abbattimento anche parziale del sedile posteriore. Il traffico delle tangenziali milanesi di mattina pare non ci voglia concedere la possibilità di provare le qualità oltre al sound di questo V8 Biturbo. Poi un casello autostradale ci capita a pennello. Pasticciare con la scheda ed il biglietto per pagare è solo un pretesto per lasciare spazio alle vetture che si hanno preceduto. Non è necessario usare sistemi di partenza assistita per gare da sparo. Manopola in sport plus, sospensioni in modalità più sportiva, e giù tutto sull’acceleratore all’alzarsi della sbarra. I 557cv vengono fuori subito, con l’ago del contagiri che sale a oltre i 6000 giri in un battito di ciglia, la coppia di 700Nm fa impennare il muso del poderoso SUV, ma soprattutto è stupefacente come 2450Kg di massa sembrano letteralmente sparire. Le vetture davanti a velocità autostradale, sembrano letteralmente un muro di auto ferme, mentre la GLE63 AMG prende velocità in uno spazio così ridotto. Il tempo dichiarato di 4.3 secondi potrebbe essere ottimista, ma anche se fosse di qualche decimo più alto, il driver non avrebbe modo di accorgersene. Se l’accelerazione è stata stupefacente, la ripresa ha qualcosa di mostruoso. La coppia è veramente infinita. Si ha la sensazione che il cambio faccia fatica a controllare le ondate, il passaggio alla marcia quando si affonda il piede a tavoletta avviene con un leggero ritardo, poco male, tanto comunque il motore recupera tutto il tempo perso con interessi in pochi metri. Il cambio 7G tronic è una trasmissione interamente progettato, realizzato dalla casa di Stoccarda. Non è fulmineo come un doppia frizione di alcune gran turismo, ma riesce a coniugare con efficienza le esigenze di confort, e di sportività.
Finche si è andati dritti in autostrada ci sono state solo note positive, ma poi la nostra indole ci porta a cercare curve per capire se il telaio ha la stessa capacità del motore di far sparire i chilogrammi. Ebbene il primo che mostra i suoi limiti, è lo sterzo. Un comando in se che non ha grossi difetti, ma soffre di qualche limite per il baricentro alto. I freni per quanto potenti, hanno una buona resistenza considerato il peso, ma ci aspettavamo maggiore mordente soprattutto quando la GLE63 AMG prende velocità in modo consistente e necessita di fermarsi all’improvviso. In sostanza su strade impegnative viene fuori il limite delle vetture a baricentro alto. Il motore mostra i muscoli, ma il telaio nonostante i vari set-up risponde in modo lento alle esigenze di prestazioni in curva. Una vettura decisamente adatta alle grandi percorrenze sulle Autoban tedesche, dove riesce a percorrere curvoni ad alta velocità in modo impeccabile e composto, ma soprattutto sicuro. La trazione 4-Matic ha dimostrato la sua massima efficacia soprattutto in condizioni di bassa aderenza su pioggia e fondo umido, non avendo potuto provare la GLE 4-Matic in condizioni di neve o fango.
Ora verrebbe il momento di parlare di costi. Viaggiare con 557cv in modalità massimo confort con cambio in modalità massimo risparmio, si possono anche tentare di fare consumi a livello umano, ma se si vuole sfruttare il possente motore nella sua interezza i consumi salgono in modo vertiginoso. L’autonomia residua del computer di bordo, si abbassa in modo preoccupante anche con un serbatoio bello capiente. Il prezzo finale di questa Mercedes GLE63 AMG 4-Matic è di 121.350 euro, a listino franco concessionario. Ma la vera particolarità di questa vettura è quella di avere un piano di personalizzazione immenso. Il listino di accessori permette al cliente esigente di potersi creare un modello unico in ogni dettaglio. Una possibilità che potrebbe anche far lievitare il prezzo iniziale di parecchio. La verità è che il piacere che si prova ad alzare il cofano motore per vedere la firma in calce dell’unico operatore che ha allestito il motore AMG della nostra GLE, ci considerare il costo della soddisfazione di possedere una vettura, potente, dal sound spettacolare, e anche funzionale con cui andare dappertutto, sulla neve, nella brughiera britannica, od al teatro, con la classe e l’eleganza tipica Mercedes potendo contare sull’affidabilità del 4-Matic.
Daniele Amore
