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Test Drive | Honda HR-V 1.6 I-DTEC 120cv Executive Navi ADAS

La Honda è uno di quei produttori che quando costruiscono un nuovo modello di auto  lo fanno sempre in modo da essere un punto di riferimento. Il dominio dell’era turbo in F1, la proverbiale e leggendaria affidabilità dei modelli Honda,  i motori a portata di tutte le tasche con il contagiri che arriva a lambire zone consentite solo a vetture supercar, e per finire il SUV/crossover compatto con il primo HR-V degli anni 90 del secolo scorso. Una vettura alta, dal design sportivo, trazione integrale perfetta per il tempo libero senza rinnegare l’anima sportiva e tecnologica del marchio giapponese, ma come tutte le volte che un costruttore inventa letteralmente un nuovo segmento di mercato, non sempre ne riesce a coglierne i frutti. Oggi che questa fascia di mercato è in forte ascesa la Honda ci riprova con la nuova versione della HR-V. Una vettura che abbandona certe particolarità stilistiche e la trazione integrale per abbracciare un pubblico più vasto. Quella in prova è la HR-V 1.6 I-DTEC da 120cv Executive Navi ADAS.  

L’ abitacolo della HR-V appare imborghesito nello stile, non si cono più eccessi come nel recente passato di Honda, ma ci si trova davanti ad una  plancia in un unico blocco,  ben fatta,  con la parte centrale rivolta verso il conducente e la maggioranza dei comandi ben disposti. Qualche piccolo appunto si può muover solo per le zone nascoste dove  c’è qualche componente di plastica rigida ma compensato da un buon montaggio e una buona finitura superficiale. La posizione di guida è buona, permette postura corretta per ogni corporatura nonostante lo schienale regolabile a scatti.  La strumentazione è chiara anche se alcuni strumenti posti ai lati,  come il computer di bordo necessitano di una certa abitudine ad essere letti ed usati con dimestichezza.

Il navigatore si trova al centro della plancia, non grandissimo per le misure dello schermo ma è rivolto in modo funzionale verso il conducente. Un impianto che ha tutte le funzioni necessarie compreso la possibilità  offerte dal proprio smartphone con accessi leggermente nascosti per le prese USB.  Più in basso leggermente defilato c’è il condizionatore bi-zona potente e ben calibrato mancano le bocchette per i posti dietro.   La visibilità nonostante la linea di cintura alta ed il lunotto non grandissimo consente grazie ai sensori posteriori e la telecamera di capire al meglio la posizione degli ingombri della carrozzeria. Su strada il lavoro dei tecnici Honda per quanto riguarda l’assorbimento delle asperità è di buon livello, un po meno quello per quanto riguarda il contenimento delle vibrazioni che percepibili quando il motore accelera dal basso.   L’abitabilità è buona, davanti, normale dietro con qualche problema per il passeggero centrale a causa della conformazione del sedile posteriore nella di mezzo, ma il vero punto di forza della HR-V è il bagagliaio. Grande per le dimensioni,  sfruttabile e funzionale per contenere valigie per tutti gli occupanti. Un vano che può solo migliorare sfruttando l’abbattimento del sedile anche frazionato.

Per essere un costruttore del sol levante che non punta tutto sulle motorizzazioni diesel, il 1.6 I-DTEC da 120cv sotto il cofano della HR-V è una bella unità propulsiva. Buona l’erogazione di potenza, poco ritardo del turbo ma soprattutto la capacità di tenere la sua spinta anche verso le zone alte del contagiri. In ripresa basta calare una marcia quando è necessario per avere una certa vivacità che consente di togliersi dagli impicci in ogni condizione. A dire il vero cambiare marcia per svegliare il motore è un piacere, il cambio è preciso ben spaziato e non disdegna di essere strapazzato senza impuntamenti nell’uso sportivo. La Honda HR-V ha un design brillante, sportivo, ed il carattere in curva non è da meno. Il crossover giapponese appare sempre molto composto e sicuro in ogni condizione.

Lo sterzo risente del baricentro alto perdendo un po di precisione e progressione, ma basta qualche chilometro per trovare la giusta confidenza e sfruttare l’ottimo feeling che viene dal telaio. Unico neo di un comportamento tutto sommato sincero ed affidabile è la consistenza dei freni. L’impianto è apparso in difficoltà non per potenza ma per affaticamento  con il pedale che tende a diventare spugnoso già dopo la seconda frenata impegnativa compromettendo anche la modulabilità. Infine i consumi. Il motore dell’HR-V non solo ha potenza disponibile sull’intero arco di giri, ma riesce a garantire alla crossover compatta giapponese ottimi valori per il consumo di carburante. Non è difficile tenere una media per l’uso combinato di 18km/litro. La versione Executive in prova era accessoriata di tutto punto. Il vantaggio è che il prezzo di quasi 27.000 euro, per quanto leggermente alto rispetto alla concorrenza non necessita di essere ritoccato verso l’alto attingendo alla lista di accessori a parte la vernice metallizzata.  In sostanza la Honda ha perso quei tratti di originalità che contraddistingueva il marchio giapponese, ma ha conservato inalterati i contenuti di qualità e funzionalità che da sempre sono parte del DNA Honda.

Daniele Amore

Giuseppe Bencivenga

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