Test Drive | Nuova Volvo XC60, D4 190cv R-Design e D5 235cv Inscription

La Volvo cresce in modo inesorabile, il nuovo corso inaugurato dalla nuova proprietà cinese ha portato come beneficio il rinnovamento completo della gamma, che oggi passa anche per una delle best seller del segmento SUV medio. La nuova XC60 si rinnova sfruttando al meglio la piattaforma tecnica modulare che ha dato vita alla più grande serie 90. Una struttura tecnica che consente di modificare ogni componente del telaio, lasciando ferma soltanto la distanza che intercorre tra l’asse anteriore e la zona in cui i longheroni incontrano la cella abitativa, consentendo la libertà di creare ogni tipologia di modelli come appunto la nuova XC60. La condivisione passa anche per l’utilizzo di schema sospensivo, come il particolare multilinck a balestra per l’asse posteriore, e l’utilizzo del motore 2.0 litri diesel 4 cilindri con diversi allestimenti di potenza che cambia la denominazione da D4-190cv, D5-235cv. Infine la nuova XC60 adotta tutti i migliori sistemi più evoluti per il confort degli occupanti e l’ausilio alla guida di ultima generazione. In occasione della presentazione italiana ci è stata data la possibilità di provare la XC60 nelle versioni D4 190cv Momentum, la rispettiva versione R-design, e la D5 235cv Inscription.

A guardarla,  la nuova XC60 conserva alcuni stilemi classici della versione che va a sostituire. Lo sviluppo verticale della fanaleria posteriore, il taglio del portellone, alcune spigolosità appena evidenti lungo la fiancata ed il muso con la classica calandra Volvo, ma ad una più attenta analisi, le proporzioni  lasciano intendere che siamo di fronte ad una vettura completamente diversa, nuova, con un design dinamico e compatto. Salendo a bordo la percezione di rottura con il passato è evidente fin dalla posizione di guida, regolabile sotto ogni punto di vista, anche in profondità del volante, consentendo ad ogni conducente indipendentemente corporatura di trovare la giusta posizione di guida anche sportiva se è il caso.

La Plancia dal nuovo design è contraddistina buon accostamento di colori e materiali, tutti morbidi al tatto e ben assemblati, ma soprattutto ci si trova davanti ad un eccellente esempio di funzionalità. Tutti i comandi e le funzioni della vettura passano attraverso il grande schermo centrale. Il monitor del sistema infotainment sostituisce in toto la pulsantiera tipica della plancia centrale. Per i nostalgici, c’è comunque una schermata che consente di replicare i classici pulsanti ma sempre con funzione touch. L’impianto nel suo complesso è un esempio di completezza e funzionalità.  Non è da meno il sistema di condizionamento, quadri-zona con la possibilità di regolare la temperatura anche separatamente per i posti posteriori. L’impianto audio di altissimo livello Bowers & Wilkins completa una dotazione di bord.

Lo spazio è buono per i passeggeri anteriori, dietro si sta bene in due, ad un eventuale terzo passeggero deve essere chiesto qualche sacrificio per stare comodo. Il bagagliaio, ha una capienza inferiore rispetto alla proporzione con le dimensioni esterne, ben sfruttabile, funzionale, soprattutto fruttando la possibilità di abbattere il sedile in modo differenziato. Su strada la versione D4 da 190cv con i cerchi in lega dalla misura umana da 18 pollici, riesce a sopportare ogni asperità del fondo stradale in modo impeccabile. La sorpresa viene quando abbiamo provato la versione R-Design con  le ruote maggiorate da ben 20 pollici, dove anche con set up appena più rigido delle sospensioni, comunque agli occupanti è assicurata una discreto filtraggio dalle sollecitazioni anche per le buche più profonde. Come anticipato la XC60 adotta il 2.0 litri modulare di Volvo, un motore che sarà oggetto specifico di un focus tecnico nella nostra rubrica Best Engine, questo perchè al di la dei premi ricevuti, ci ha letteralmente impressionato. Già nella versione più piccola quella da 190cv il quattro cilindri svedese, ha mostrato una curva di coppia corposa e piena di carattere dai giri più bassi. Un ritardo quasi inesistente del turbo, ed una progressione nella zona intermedia dei giri, quella più utilizzata dai guidatori comuni, senza per altro perdere di mordente nella zona alta dei giri. La differenza sostanziale con il D5 è che questo ultimo eroga la ragguardevole potenza di 235cv, che a ben vedere rappresentano 117,5 cv/litro, una potenza a dir poco impensabile fino a qualche anno fa. Un motore che acquisisce carattere soprattutto nella zona alta dei giri con un ottimo allungo anche oltre il limite dei tradizionale di 4000 rpm, ma con lo scotto da pagare di un maggior ritardo di risposta nella zona bassa dei giri.

Questo atteggiamento, rende paradossalmente più adatto all’uso comune la versione D4, lasciando agli utenti dal carattere più sportivo il fratello maggiore D5. In ogni caso la versione più potente consente alla XC60 di spostare i suoi 1900kg con disinvoltura, staccando tempi di accelerazione con un ottimo 8.0 secondi nel passaggio da 0-100 km/h. In ripresa la curva di coppia piena e consistente permette al cambio automatico di lavorare poco con il D4 vista la ottima elasticità nella zona intermedia, mentre con il D5 quando è richiesta la massima potenza dovendo riprendere dal basso addirittura può essere costretto scalare due marce per poi spingere con decisione la XC60 in avanti. Il cambio è un buon comando, fluido e confortevole, avremmo preferito una funzione sport adattabile alla dimensione della R-Design e magari la presenza delle palette al volante che consentano al conducente di usare il cambio in manuale più facilmente ricalibrando l’azione in funzione della diversa curva di coppia del motore più potente. La Volvo per il test ci ha riservato un percorso tra i più belli d’Italia, che si snoda sull’appennino emiliano dove provano Ferrari e Lamborghini, un bel misto di curve di ogni tipo. Su questo tracciato che a prima vista parrebbe non congeniale per una Volvo, la XC60 partendo dalla versione più turistica, ha dimostrato un comportamento sicuro, senza incertezze, con un retrotreno sempre granitico e che non riserva mai sorprese anche quando viene sollecitato in caso di emergenza.

Aumentando l’andatura emerge una certa imprecisione dello sterzo in fase di inserimento, un problema non difficile da risolvere anticipando quanto basta l’azione per mandare l’avantreno esattamente dove vuole il driver. Una volta trovato il suo appoggio laterale la XC60 non delude percorrendo senza incertezze la curva senza mostrare sbavature e con un ottimo bilanciamento.  Sollecitati dalla fiducia del direttivo Volvo circa le prestazioni della R-Design, decidiamo di riaffrontare lo stesso percorso con quest’ultima. Una volta sistemate le funzioni di bordo in modalità Dynamic, variando la servoassistenza dello sterzo, ormai sono solo poche ore al volante di questa vettura eppure ci sembra di conoscere il sistema di controllo da una vita, che possiamo partire alla volte delle curve. 

Lo sterzo acquisisce consistenza, finalmente si percepisce meglio ciò che succede sotto le ruote, ma la prontezza di inserimento in curva non è dovuta ad una migliore precisione del comando che rimane incerto, ma quanto all’adozione su questa versione di una gommatura maggiorata con un pneumatico come il Pirelli P-Zero decisamente più pronto e progressivo nella risposta quando ci si inserisce in curva. In ogni caso l’assetto appena più rigido consente ai piloti che hanno buona dimestichezza con i trasferimenti di carico di innescare qualche movimento del retrotreno che aiuta non poco l’inserimento. Una condizione che non mette mai in crisi anche provocata di proposito il bilanciamento tra i due assi rimanendo sempre sicuro e con reazioni comprensibili anche ai meno esperti.  Ci si domanda come va la versione D5 con il motore più potente. Essendo disponibile nella versione Inscriprion, il comportamento e molto simile alla versione turistica della D4 da 190cv. La differenza è che una volta trovato l’appoggio laterale, anche spingendo a fondo sull’acceleratore, l’avantreno dimostra ottime doti di resistenza al sottosterzo quando le ruote anteriori vengono sollecitate dalla maggiore potenza, una cosa per nulla scontata, considerato il DNA non proprio da gran turismo che ha sempre contraddistinto le Volvo.

Abbiamo detto di come la dote di questo propulsore riesce a far fronte al peso in modo egregio, ma dove emerge l’effetto dei chili di troppo è quando si vanno a considerare i consumi. Usata nella modalità Dynamic con la 190cv si riescono a fare la media di 15Km/litro in condizioni miste, valore che può essere migliorato a 17 km/litro se si usano le altre modalità di guida più confortevoli e parsimoniose. Stesso discorso che vale per la versione da 235cv, con i valori che si attestano sui 13Km/litro in Dynamic fino a salire anche a 15Km/litro in condizioni normali. La dotazione è complete fin dalle versioni entry level, disponibile a 48 mila euro per salire ai 55 mila euro della versione più potente. A questo prezzo quello che la XC60 offre dal punto di vista tecnologico, è perfettamente in linea con la migliore concorrenza Tedesca, Italiana, e Britannica. Il problema è che il cliente Volvo potrebbe perdersi nelle scelte del folto listino accessori. Risulta difficile rinunciare al suono dell’impianto stereo Browers & Wilkins, oppure alla potenza e precisione del condizionatore quadri-zona, oppure ancora all’eccellente sistema Intellisafe Pro Volvo, che prevede per esempio la funzione che rileva un veicolo nell’angolo cieco e se il conducente ancora non dovesse accorgersi del lampeggio della spia nel retrovisore di adeguare la traiettoria per evitare l’impatto in modo automatico, più una serie di interventi in casi di frenata di emergenza ed evitamento degli ostacolo in quasi ogni condizione di imprevisto. In conclusione la Volvo XC60 appare come il miglior esempio delle capacità tecnologica della Volvo 2.0, la quale pur rimanendo fedele al suo credo che fa della sicurezza la principale caratteristica della vettura, non disdegna di avere una immagine accattivante che possa attrarre il cliente a guardarla attraverso i vetri dello Show room, e con un comportamento che possa togliere qualche soddisfazione, abbastanza per giustificare un prezzo in linea con la concorrenza tedesca.

Daniele Amore

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