Ultimi articoli

Polestar 1, la prima sportiva GT 2+2 Hybrid del gruppo Volvo

Polestar 1 2020 1024 01La divisione sportiva di Volvo la Polestar diventa un brand a se stante e debutta al salone di Shangai con il suo primo modello denominata Polestar 1. Una divisione che traghetterà la gamma sportiva di Volvo verso quella elettrificazione già dichiarata dal costruttore svedese per i prossimi anni.  Il primo modello è una bella coupè elegante e sportiva, una Gran Turismo 2+2 ibrida, da 600 CV ed 1.000 Nm con prestazioni di alto livello con uno scatto dichiarato nello 0-100 in soli 3,8 secondi. Per chi stesse già scattando dalla poltrona dobbiamo dire che l’arrivo nelle concessionarie sarà previsto per il 2019. Un modello la Polestar 1 farà da apripista da una intera gamma che prevederà anche una Polestar 2, una berlina che avrà la componente elettrica molto marcata chiaramente per contrastare la Tesla Model 3 e la Polestar 3, la solita Suv sportiva.

Polestar 1 2020 1024 05Dal punto di vista tecnico la base è la piattaforma già in uso per la gamma T8 Hybrid della Volvo denominata  Spa, ma che vede una completa riprogettazione di più della metà delle sue componenti. Con una lunghezza di quattro metri e 50 ed un passo accorciato di 32 cm, ha un design contraddistinto da uno sbalzo posteriore ridotto di 20 cm. Una 2+2 che non sacrifica troppo la zona abitabile posteriore ma soprattutto che conserva un ottimo bagagliaio. La via verso l’elettrificazione diffusa passa per l’ibridazione sempre più presente che vede la Polestar 1 abbinare il due litri benzina anteriore quattro cilindri sovralimentato da 320 CV T6 gia oggetto di un dettagliato focus sulla nostra rubrica Best Engine, e da un doppio motore elettrico da 218 CV.

Polestar 1 2020 1024 0dOgni motore elettrico agisce su ciascuna ruota, ed ha anche la funzione di Torque vectoring. Il sistema è integrato con due batterie, una situata sul nella zona del tunnel centrale ed una posteriore trasversale. Un bilanciamento dei pesi studiato per dare alla GT svedese le caratteristiche di una buona guidabilità e piacere di guida. Quando è richiesta la massima prestazione la Polestar 1 si comporta come una trazione è integrale sotto la spinta del motore termico e i due elettrici al retrotreno, mentre diventa una vettura a trazione posteriore quando si usano solo i motori in full elettrico. L’autonomia con la sola energia elettrica si attesta sul valore di 150 km una distanza di tutto rispetto per una vettura dal piglio sportivo. Come per molte tedesche rivali la velocità massima è bloccata a 250 km/h, con i 160 km/h in modalità full elettrico.

Polestar 1 2020 1024 0eI tecnici Volvo si sono impegnati per contenere il peso con l’adozione di gran parte della carrozzeria e telaio in fibra di carbonio per un risparmio di ben 230 chili. Un vantaggio di peso che consente di limitare i problemi dovuti alla aggravio delle batterie che possono essere più grandi con maggiore capacità. La dinamica di guida è assicurata dall’adozione di nuove sospensioni regolabili della Öhlins, attraverso un sistema di controllo Continuously Controlled Electronic Suspension (CESi). Anche i freni sono al top con la collaborazione di Akebono, un sistema che prevede pinze a sei pistoncini all’avantreno e dischi ventilati da 400 mm di diametro. La trasmissione è dotata di cambio è un automatico a otto marce. La Polestar 1 sarà prodotta nel nuovissimo stabilimento cinese di Chengdu in collaborazione con Geely proprietaria del marchio Volvo. Indiscrezioni sul prezzo prevedono che si attesti a partire dai 130.000 euro ma non è escluso anche per questa Polestar l’adozione di formula dell’abbonamento con rata mensile come previsto già per i modelli XC60, una soluzione che prevede solo la restituzione della vettura senza nessuna maxirata.  Quando e come sarà commercializzata la Polestar 1 per l’Italia sarà ancora da definire.

 

4 Commenti

  1. Come si fa dichiarare 600 cv per una macchina la cui unica fonte effettiva di potenza è un motore da 320 cv?

  2. La fonte di Potenza è composta da un motore endotermico da 320cv e due motori elettrici che portano al massimo di 600cv. Attualmente il sistema è usato sulla xc90 t9 ed ha 407 cv. Vettura che avremo in prova a fine novembre.

  3. Facendo una battuta, non è che se compro due motori elettrici e me li carico sul groppone avvio a correre a 200 all’ora. Chi li alimenta? Finché si parla di dichiarare un 20-30% di potenza in più, tra recuperi in frenata e plug-in posso anche crederci, ma questa mi sembra un’esagerazione… C’è una qualche norma comunitaria per l’omologazione della potenza di un sistema ibrido?

  4. Il sistema pur non avendo compreso la battuta è alimentato da due pacchi batterie che si trovano nel centro del tunnel centrale e sull asse posteriore. I due pacchi batterie oltre a fornire energia per alimentare ben due motori elettrici si ricaricano attraverso la rigenera. Quindi la vettura può andar sua full elettrica per i km di autonomia che a benzina e che combinate. Finché c è alimentazione può sfruttare fino a 600 cv dovuta all azione dei due motori elettrici aggiunti. Ovvio che se si viaggia sfruttando al massimo della Potenza ogni momento della potestar per forza di cose arriverà il momento in cui la Potenza elettrica non potrà essere sfruttata. La omologazione è prevista per le attuali leggi Europee di omologazione in funzione degli co2 che emana nel complesso sul ciclo di omologazione vigente. Quindi è al momento euro6

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.