Test Drive | DS5 2.0 Litri 180cv BlueHdi Performance Line, sulle strade dell’ePrix a Roma

La Formula E, il campionato dedicato alle monoposto con propulsione elettrica, ha come elemento di distinzione il fatto che per effetto delle emissioni zero può correre nel centro delle città. Nella prossima stagione, ormai alle porte, ci sarà anche un appuntamento a Roma per il primo ePrix della capitale su un tracciato che si snoda sulle strade del quartiere EUR a sud della capitale. Protagonista del campionato la DS brand di lusso e tecnologico della galassia PSA, con il team DS Virgin. Quindi non potevamo avere migliore compagnia per scoprire le strade del tracciato di Roma Capitale, se non una bella DS5 180cv BlueHdi nella versione Performance Line che porta su alcuni dettagli le strips con i colori del team che corre nella Formula E. Dal punto di vista estetico la DS5 è una vettura che ricalca la storia dei modelli DS nati negli anni 50 del secolo scorso. Uno stile particolare, unico nel panorama del segmento D del mercato. Un pò monovolume, un pò berlina, un pò station wagon ed anche un pochino coupè, la DS5 ha la pretesa di voler accontentare un pubblico trasversalmente ampio. Il rischio è che un design così ricercato finisca per avere la caratteristica di piacere in modo assoluto,  oppure non piacere affatto andando a perdere quella fetta di clienti conformisti tipici della concorrenza tedesca.

Gli interni sono un’inno allo stile.  La plancia è veramente un capolavoro di design. Bella a vedersi, avvolge il driver come un cockpit di un aereo, in questo contesto la funzionalità è sacrificata sull’altare del design. Comicniando dal posto guida, che nonostante abbia un bel sedile profilato sportivo, con regolazioni in profondità del volante non consente di avere una perfetta posizione di gambe e braccia, inoltre c’è un volante dal diametro eccessivo. Sembra che quanto i tecnici PSA abbiano risparmiato con i piccoli volanti delle Peugeot lo abbiano recuperato con gli interessi nell’ampiezza del volante DS.  Di solito siamo sempre molto critici sulla disposizione poco funzionale dei comandi, ma su questa DS, la ricerca continua del piacere visivo e tattile ci porta a chiudere un occhio sulla dislocazione di pulsanti che si solito sono alla portata come gli alzacristalli elettrici spostati dalla pulsantiera porta, posti sulla DS5 sul tunnel centrale. In questa media francese è un continuo scoprire nuove vie dello stile anche dopo settimane alla guida.

 Il conducente soprattutto abituato al pragmatismo teutonico, può divertirsi a scoprire cose nuove della plancia. I materiali sono di altissima qualità. I rivestimenti sono di materiale molto morbido al tatto in ogni punto degli arredi anche quelli più nascosti contraddistinti da una bella copertura in moquette. Le cornici in plastica della consolle centrale hanno una rifinitura superficiale molto bella a vedersi,  ma anche a toccarsi, ma soprattutto resistente ai graffi ed all’usura del tempo. Una cura per il dettaglio che pone la DS addirittura ad un livello superiore rispetto alla media della produzione tedesca dello stesso segmento. Al centro della plancia il sistema multimediale, completo delle funzioni necessarie come navigatore ed una serie di applicazioni. Resta un problema di funzionalità di utilizzo del sistema. Per sfruttare al massimo le sue potenzialità bisogna perdere tanto tempo nel trafficare con i  vari menù, una cosa che necessita non solo di essere sempre a veicolo fermo, ma anche un bel pò di tempo per l’apprendistato.

La linea a monovolume con il montante anteriore sdoppiato crea qualche problema di visibilità per effetto del riflesso della plancia sul parabrezza, ma lo spazio a disposizione è ampio. Dietro si sta comodi in due ma si può ospitare senza troppi limiti anche un terzo passeggero. Il padiglione rastremato verso la coda che impone lo sdoppiamento del lunotto posteriore non crea problemi per i passeggeri più alti, e non penalizza nemmeno la visibilità posteriore aiutata da una serie di sensori e la retrocamera per il parcheggio. Il bagagliaio è abbastanza capiente ma soprattutto funzionale con la possibilità di variare la capienza fino a 470 litri nella configurazione normale per arrivare a quasi 1300 litri con il sedile posteriore abbattuto. Su strada la prima cosa che ci viene da pensare è che l’amministrazione della capitale deve darsi da fare, il primo ePrix di Roma è alle porte e bisogna riasfaltare tutte le strade che ne compongono il tracciato. Oggi le buche che contraddistinguono il percorso ci ha dato la possibilità di provare il confort della DS5. Bisogna fare una premessa. Chi ha avuto,  come chi scrive,  la possibilità di provare una versione storica restaurata di quella che era la prima DS degli anni 50. Una vettura che oltre a distinguersi per lo stile, moderno ancora oggi, aveva la particolarità delle sospensioni idro-pneumatiche.

Un sistema che abbiamo spiegato nei nostri articoli riservati alle sospensioni nella sezione tecnica, e che aveva la particolarità di assorbire ogni tipo di buca, ondulazione, asperità senza il minimo scossone per i passeggeri in tutta sicurezza. Le sospensioni compensavano al punto da poter viaggiare su tre ruote. Vedere il marchio DS sul volante e subire qualche scossone per le buche più profonde aumenta la dose di nostalgia. Un piccolo sforzo economico e si poteva fare tenendo in vita almeno per questa serie che punta sul lusso la tecnologia idro-attiva della passata generazione della Citroen C5. Bisogna dire che i tecnici francesi hanno il massimo per regalare ai passeggeri un buon compromesso tra l’assorbimento e una certa frenatura degli spostamenti di carico in curva.

La DS5 appare veramente comoda soprattutto per lunghi trasferimenti autostradali, con un ottimo assorbimento sonoro.  Un piccolo limite è rappresentato dall’adozione dei bei cerchi da 19 pollici con pneumatici sportivi. Una misura di cerchio che per quanto bella da vedersi è molto delicata da tenere in efficienza sulle strade italiane, e trasferisce troppe sollecitazioni agli occupanti. Il motore è il classico 2.0 Litri BlueHdi da 180cv già oggetto di prova su strada per la Peugeot 308, un motore che eroga 180cv a 3750giri/min, per una coppia di 400Nm a partire dei 2000giri/min. Un motore che su questa DS5 ha mostrato qualche limite caratteriale rispetto a quello provato a suo tempo.  Per ottenere il massimo della prestazione bisogna affondare con decisione il piede sull’acceleratore.

La sensazione di mitigazione del carattere appare nel momento in cui si vanno a rilevare i tempi di accelerazione appena sotto il tempo medio per il segmento di 9 secondi, quasi come se avesse accusato fin troppo la differenza di peso che sulla carta è di 100kg tra la DS5 e la 308SW. In ripresa i problemi arrivano dalla lentezza del cambio. L’EAT6 è un classico comando a convertitore di coppia, con la differenza di essere contraddistinto da una funzione sport, che non ha il compito di cambiare carattere a motore, ed altre funzioni della vettura, ma quanto di consentire al motore di sfruttare meglio le cambiate allungando leggermente le marce in base alla posizione dell’acceleratore. Il motore con questa funzione attivata lavora nelle sue condizioni migliore andando a la buona erogazione di potenza tra i 2000giri/minuto ed i 3500giri/minuto.

Una vettura votata al lusso ed al confort che ha come effigie Performance Line, soprattutto con un invito dettato da un set up delle sospensioni che promette bene, non è male andare a cercare un bel pò di curve. Il percorso è contraddistinto da un bel misto veloce, con curve che necessitano di un ottimo appoggio stabile laterale. La DS5 può contare su una buona frenata, potente, affidabile e ben modulabile. Lo sterzo non è un campione di precisione, ma fa discretamente il suo dovere. Il muso della DS5 entra in curva stabile, trova come pensavamo il suo appoggio laterale in modo rapido e rimane fermo anche accelerando a centro curva. Abbiamo provato a insistere fino a giungere al momento in cui l’avantreno mostra cenni di cedimento, quando avviene il fenomeno della perdita di equilibrio sopraggiunge un leggero e moderato sottosterzo molto dolce e progressivo, facilmente controllabile. Il retrotreno appare stabile, ma discretamente dinamico per consentire ad una vettura con un passo importante di mostrarsi anche agile in un percorso di curve e contro-curve molto veloci. In definitiva il compromesso tra confort, e prestazioni appare molto ben amalgamato.

La DS5 2.0 BlueHdi da 180cv ha fatto registrare un consumo medio di circa 15km/litro, valore che può migliorare leggermente quando non si sfrutta la funzione sport, un valore in linea con la media del segmento con la medesima potenza. La versione Performance Line oltre ad un allestimento estetico e degli interni specifico molto bello, è contraddistinta da una serie di accessori che rendono completa la dotazione della vettura, come l’impianto miltimediale. Un peccato che per avere elementi di sicurezza attiva come l’avviso del cambio di corsia o il rilevamento dell’angolo cieco e la telecamera si deve accedere alla lista degli optional cosa che porta il prezzo base di 41700 Euro fino alla soglia dei 44000 Euro. Un  prezzo che mette la DS5 in diretta concorrenza con le vetture premium tedesche. Sarebbe bastato avere questi ultimi accessori nella dotazione base per consentire alla DS5 di avere una ottima possibilità di coniugare, Lusso, qualità degli interni, confort, e prestazioni ad un prezzo più competitivo.

Daniele Amore

Si ringrazia per la gentile collaborazione gli appassionati della Peugeot Crew

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