Renault | Captur 1.5 Dci 110cv Hypnotic

La nuova Renault Captur è una delle crossover di compatte più apprezzate dal mercato. Una vettura che riesce a soddisfare ogni tipo di clientela, da quella giovanile a quella più matura, sia maschile che femminile.  Quella che abbiamo in prova è la Renault Captur 1.5 dci 110cv Hypnotic una serie speciale ricca di contenuti ad un prezzo sicuramente vantaggioso per il cliente. Quando si sale a bordo si respira un aria di familiarità, trovare la giusta posizione è davvero facile con le regolazioni millimetriche di sedile e volante. La plancia comincia a dimostrare il peso degli anni, un unico blocco di plastica piuttosto rigida con al centro la consolle con il navigatore ed i comandi principali. Purtroppo l’ambiente risente un po dell’eccessivo utilizzo per tutti gli arredi di  plastica che avrebbero giovato almeno di una cura superficiale migliore e di un accostamento cromatico più deciso per evitare l’eccesso di colore grigio che stona con la brillantezza dello stile esterno della Captur.

La strumentazione analogica davanti al conducente è quella classica, al centro della plancia c’è l’ottimo R-Link2 dotato di navigatore Tom Tom, e tutta una serie di utili finzioni per lo sfruttamento al meglio del veicolo. C’è anche un sistema di rilevamento della purezza dell’aria ed un ottimo sistema di monitoraggio dell’andamento della guida con tanto di voti all’utilizzo di acceleratore, cambio e freni per una guida accorta per l’ambiente e per le tasche. Sfruttando le prese USB ed Aux nella parte bassa della plancia si possono usare le funzioni dello smartphone in tutta sicurezza. Sulla stessa consolle c’è l’impianto di condizionamento, automatico ma solo mono zona. Per questo livello di allestimento ci si aspettava almeno un impianto Bi-Zona sicuramente più efficacie nella gestione dei flussi aria.

Uscire per andare in strada con la Captur non è facilissimo. Nonostante la terza luce posteriore, comprendere gli ingombri attraverso il piccolo lunotto posteriore non è facile. Indispensabile il sistema di rilevamento degli ingombri con i sensori e la retrocamera posteriore. Su strada la Captur sfrutta al meglio le regolazioni delle sospensioni per avere un confort ottimale, si irrigidisce solo sulle sconnessioni più brusche, si percepisce qualche rumorosità soprattutto aerodinamica alle velocità autostradali. Per quanto sia una crossover compatta dalle dimensioni contenute i tecnici Renault hanno fatto un ottimo lavoro per lo sfruttamento degli spazi. Davanti si sta bene dietro si può stare bene in tre, e si può sfruttare al massimo lo scorrimento del sedile che può privilegiare lo spazio per gli occupanti o favorire il bagagliaio che aumenta la sua capienza anche sfruttando al meglio il pozzetto inferiore. 

Il motore è il classico 1.5 Dci nella configurazione da 110cv, la motorizzazione per coppia e potenza si abbina alla perfezione alla stazza della Captur. Manca un po di cattiveria nella zona alta dei giri concentrando il meglio si se nella zona bassa dei giri riprendendo senza strappi, esitazioni dovuti al ritardo della turbina. Un carattere che penalizza leggermente l’accelerazione con tempi nella media, ma che giova alla ripresa. Tenere le marce alte a prescindere dalle indicazioni che arrivano dalla strumentazione non è mai un limite. Se si vuole avere maggiore vivacità basta scalare una marcia per tirarsi fuori dagli impicci senza la minima esitazione. Il cambio ha una buona rapportatura perfettamente studiata per sfruttare al meglio la disponibilità del motore, e non disdegna di essere utilizzato in modo sportivo.

La parentela con la cugina Nissan Juke si sente quando si affronta una bella strada piena di curve. La scelta di avere a disposizione il Pack invernale che prevede gomme “All Season” ed il controllo per la trazione sui fondi viscidi mediante la rotella al centro del tunnel, ha limitato un po la tenuta in senso assoluto, ma non ha inficiato minimamente sul carattere della Captur che dalla cugina giapponese ha preso quell’aspetto ludico nella guida che non guasta mai. Lo sterzo rimane consistente, sufficientemente pronto e preciso da consentire di sfruttare la bella aggressività della coda. Il retrotreno ha un notevole dinamismo che farà piacere ai driver più smaliziati. Per quelli che invece hanno una guida normale c’è sempre un controllo di stabilità molto attento che blocca ogni sfuriata eccessiva del retrotreno. Buoni i freni, potenti e sufficientemente modulabile.

Una delle qualità che non smetteremo mai di apprezzare riguardo a questo motore 1.5 dci nelle versione da 110cv è il fatto che a prescindere da come lo si guida consuma sempre uguale, ma soprattutto sempre poco. Il sistema Eco2 ha atto segnare un ottimo 5.3 litri/100km effettivi nell’uso misto. Considerando che il sistema ci ha pesantemente bacchettati con un pessimo 63/100 nell’utilizzo, e non abbiamo usato se non per lo stretto necessario il tasto ECO che tende a spegnere il carattere residuo del motore, un conducente molto attento può fare anche il 5,0 litri/100km senza problemi. Questa versione Hypnotic ha tutto quello che serve per essere vissuta al meglio. Il listino di accessori viene interpellato solo per il colore della carrozzeria, la vettura in nostro possesso aveva un bel rosso corposo abbinato ad un nero che le donava vivacità ed eleganza. Manca qualche accorgimento per la guida assistita presente sulle vetture della concorrenza come l’avviso di cambio di corsia involontario, l’avviso di veicolo nell’angolo cieco e d un cruise control attivo con rilevamento della distanza, ma per il resto ci sono tutti gli accorgimenti passivi necessari a rendere sicura la Captur, il tutto ad un prezzo di 23 mila euro, nettamente in linea se non inferiore alla stragrande maggioranza delle concorrenti sul mercato, un valore aggiunto di non poco conto considerando ciò che offre la Captur 1.5 dci 110cv Hypnotic su strada.

Daniele Amore

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