
C’era uno slogan che l’Audi usava negli anni 80 del secolo scorso, “La velocità senza la fretta!” L’Audi A5 Sportback 190cv Quattro S-Tronic Sport incarna in pieno lo spirito di quello slogan. Bassa, larga, linea ci cintura alta tipicamente coupè. Il mascherone single frame simbolo delle Audi di ultima generazione diventa sempre più importante. Quando si sale a bordo di un’Audi è un po come ritrovare un vecchio amico. Le vetture si evolvono nello stile e nella dotazione tecnologica ma ci sono aspetti funzionali che non cambiano rimanendo tipici della casa degli anelli.
Quello che sembra essere una monotonia stilistica, è semplicemente frutto della ricerca spasmodica della funzionalità. Tutto sembra sempre troppo familiare, anche se passano le generazioni. Trovare la posizione di guida è facilissimo, bastano veramente pochi tocchi sulle regolazioni elettriche del sedile e volante guidare con lo stile che più si preferisce.

La strumentazione, composta dal virtual cockpit è molto utile, più di quando si possa pensare. Si può visualizzare ogni funzione della vettura con varie grafiche e varie priorità. I materiali appaiono buoni ma non eccelsi considerata la reputazione dell’Audi. Nella parte alta della plancia ci sono plastiche morbide, mentre nella parte bassa qualche elemento in materiale rigido. Qualche concorrente, come la recente gamma DS Automobiles utilizza materiali morbidi in zone più diffuse degli arredi. Anche le italiane Alfa Romeo Giulia riescono a fare meglio, soprattutto sulla conformazione e la rifinitura di un elemento chiave come i sedili.
Dove l’Audi riesce comunque a fare ancora la differenza è nell’assemblaggio. Una cura maniacale per il dettaglio anche a nelle zone più nascoste per tutti gli elementi sia della carrozzeria che della componentistica interna. Ottimo anche l’impianto di climatizzazione bi-zona potente e funzionale.

L’A5 Sportback è una coupè a quattro porte. Lo spazio a bordo è abbondante per quattro, ma nonostante questo il quinto passeggero trova posto senza grossi problemi. Il bagagliaio sfrutta al meglio la presenza del portellone posteriore con una capienza di 480 litri. Un vano funzionale, ma soprattutto ben curato nelle finiture.
Su strada l’assetto si mostra subito abbastanza frenato. Il pack S-Line porta in dote le sospensioni auto-livellanti che spostano l’ago della bilancia verso una vocazione più sportiva della A5 Sportback.
Anche nella modalità di guida più confortevole qualche scossone sulle buche più profonde delle strade italiane arriva comunque agli occupanti.
Prima di parlare della motorizzazione, va fatta la solita doverosa premessa. Il Diesel non è il demonio, non è il male incarnato che distruggerà il pianeta, ma soprattutto ogni volte che mi capita provarne uno ben progettato non mi posso esimere dal fare i complimenti al costruttore che lo ha adottato ed il cliente che ancora lo preferisce.

Il 2.0 litri Audi eroga 190cv e 400Nm a 1500 giri/minuti mostra un gran bel carattere. Non ci sono ritardi di risposta ma soprattutto è uno dei pochi propulsori di questa fascia di mercato che ancora conserva un’ allungo vecchio stile pur essendo omologato secondo le più severe norme vigenti. Non è difficile trovarsi oltre il limite fisiologico dei 4000 giri/minuto murando a 4500!
L’Alfa Romeo Giulia sopra citata per avere un’erogazione simile deve essere equipaggiata con il 2.2 litri da 210cv. La spinta del propulsore riesce a farsi beffa anche della presenza della trazione Quattro che porta un aggravio di 100kg. Lo scatto al semaforo dichiara un tempo di 7,4S sullo 0-100 km/h, mentre in ripresa viene in aiuto l’eccellente cambio automatico S-Tronic.

Basta affondare il piede sull’acceleratore ed il cambio adegua la marcia in modo rapido e puntuale. Ottima la possibilità di poter usare le diverse funzionalità abbinandole separatamente a quelle di guida. Ciò permette la libertà di usare la modalità sport per sterzo e sospensioni ma con la risposta del cambio in modalità comfort. Una possibilità di tarare le funzioni di guida in modo individuale che rappresenta un notevole valore aggiunto per chi ama la bella guida.
Selezioniamo la funzione Dynamic, quella più spinta, ed il cambio in Sport, si cambia marcia in modo rapido ma non troppo brusco. Il tutto con le sospensioni attive che si irrigidiscono l’assetto per ottenere il miglior feeling di guida possibile.
Lo sterzo non è un fulmine di precisione e di prontezza, ma una volta trovato il modo di compensare, rimane comunque progressivo e tiene bene la linea. Rispetto alla passata generazione delle vetture della casa degli anelli si percepisce chiaramente il lavoro fatto dai tecnici tedeschi per arretrare il propulsore abbinato alle nuova gestione della trazione quattro sui due assali. L’agilità in curva mostra chiaramente come all’anteriore ci sia meno peso.

In condizioni limite torna a fare capolino la solita propensione a perdere la traiettoria con l’avantreno. La differenza sta nel fatto che nel caso della A5 Spoirtback si può gestire l’intervento della trazione Quattro sfruttando la nuova taratura dei due differenziali, centrale e posteriore, per migliorare il comportamento agendo su freno ed acceleratore per bilanciare peso e trazione dove il driver preferisce che intervenga maggiormente.
Se l’avantreno perde la traiettoria, il controllo sposta la trazione in automatico al 60% sull’asse posteriore rendendo il retrotreno più reattivo e vivace. Una condizione che aiuta a tenere le ruote anteriori in traiettoria con un buon bilanciamento. Trovato il giusto equilibrio, basta dare gas sfruttando la massima trazione.
Ci si può aiutare anche con la gestione manuale delle marce per avere maggiore freno motore, ma sarebbe molto più difficile agire sui trasferimenti di carico in modo così preciso senza la presenza delle sospensioni attive, assolutamente indispensabili come accessorio a pagamento.

Un guidatore dal sedere dalla sensibilità superiore alla media può percepire l’intervento di tutti i sistemi, sfruttarli al massimo, amplificando la percezioni dei propri sensi. Per un normale driver, poco male, l’azione del telaio inteso nel suo complesso di scocca, motore, cambio, sospensioni, e trazione Quattro, non lascia spazio a margini di insicurezza ed instabilità rimanendo sempre piacevole alla guida.
A questo punto viene la solita domanda dalle 100 pistole. Ma l’Audi A5 Sportback 2.0 TFI 190cv S-Tronic Quattro Sport, è superiore all’Alfa Romeo Giulia 2.2 210cv Veloce? Sicuramente la tedesca è più curata in termini di qualità percepita, più dotata tecnologicamente con un sistema multimediale più moderno e completo.
Le prestazioni sono analoghe, ma dove l’italiana conserva un certo vantaggio è nel piacere di guida assoluto. La Giulia fa meglio in termini di percorrenza in curva e di divertimento al volante rispetto alla tedesca anche negli allestimenti senza sospensioni attive.
Un buon driver al volante dell’Audi A5 Sportack, riesce a tenere il passo di una Giulia senza troppe difficoltà, ma se al volante della italiana c’è guidatore esperto, anche con Pack S-Line e la trazione Quattro, per la tedesca sarebbe difficile avere la meglio.

I consumi sono influenzati dalla presenza del cambio S-Tronic. ma è uno scotto che non si può non pagare. Guidando in Dynamic e senza risparmiare l’uso dell’acceleratore si possono fare 16/17 Km/litro che possono anche diventare 19 Km/litro nelle modalità di guida più parsimoniose con il motore che resta ancora vivo.
L’Audi A5 Sportback 2.0 TDI 190cv S-Tronic Quattro Sport con pacchetto S-Line parte da 50 mila euro, a cui vanno aggiunti una serie di accessori che vanno dalla vernice metallizzata, il sistema multimediale più completo, pack S- Line che porta il prezzo a 55.000 Euro. La lista degli optional è molto lunga ed il prezzo potrebbe ancora lievitare.
In conclusione: L’Audi A5 Sporback resta comunque la migliore auto del suo segmento. Una vettura dove tutto è perfetto. Una conferma per chi è già cliente Audi. Scegliere l’A5 Sportback è come aprire una bustina di figurine dei calciatori e sapere che non ci sarà mai un doppione. Una certezza che toglie l’emozione della sorpresa.
Parafrasando Mary Poppins, usando un metro per il giudizio, ne uscirebbe la dicitura “praticamente perfetta sotto ogni aspetto!” pure troppo. Forse manca ancora un pochino di emozione latina!
Daniele Amore
