Adattando una celebre frase di Mark Twain riguardo alla questione diesel posso affermare che “Spiacente di deludervi, ma la notizia della morte del motore a gasolio è grossolanamente esagerata.” In redazione proviamo sempre ad essere quanto meno lucidi nel capire gli sviluppi del mondo dell’auto. Spesso di questi tempi ci capita di testare vetture Benzina, Ibride, Elettriche e non meno che Diesel. Senza andare a scomodare la politica, dopo aver provato le novità di casa Renault per quello che riguarda la propulsione a gasolio, posso consigliare vivamente ai lettori di decidere l’alimentazione della propria auto in funzione non di logiche globali lontane dalla nostra vita quotidiana, ma di scegliere in funzione delle normative locali in cui la vettura andrà ad essere utilizzata. Noi tutti viviamo in Italia, non nella lungimirante Svezia, quindi in una nazione con necessità diverse. D’altro canto, le case prodruttrici devono comunque fare i conti con le norme che vogliono che siano abbassate le emissioni dell’intera gamma e non è possibile farlo senza avere una varianza di modelli con diversa alimentazione nel listino compreso il diesel per consuma meno ed produce meno CO2.
Detto questo, Renault ci ha dato la possibilità di provare le sue novità a gasolio che vanno ad equipaggiare la Renault Scenic e Grand Scenic. Due motorizzazioni interessanti che vanno a coprire una vasta fetta di mercato con due livelli di potenza da 120cv e 150cv. Dal punto di vista estetico non ci sono grandi novità se non dettagli minimali. Lo stile resta quello molto apprezzato di monovolume dinamico con ruote grandi che strizza l’occhio alle Suv/Cossover, una linea che non perde il suo dinamismo nemmeno nella versione allungata a sette posti. Le due vetture in prova erano una Renault Scenic Sport2 1.7 dci con 120cv, e Grand Scenic 1.7 Dci 150cv Initiale Paris. Gli interni ricalcano la diversa destinazione delle due versioni, la prima destinata ad una clientela più pragmatica che guarda alla sostanza senza rinunciare alla qualità, mentre la seconda ha dotazione che guarda al lusso dei modelli premium. In particolare molto belli i sedili con rivestimento di materaiale pregiato, regolazione elettriche e tre tipologie di massaggio, componenti che esaltano la qualita complessiva degli arredi. La strumentazione si arricchisce oltre che del sistema multimediale R-link2 anche della strumentazione con Head up Display.
Lo spazio a bordo è buono sia sulla versione da cinque posti, comodi e versatili, che per la sette posti, ottima quando si occupando tutti i posti disponibili ma anche solo volendo sfruttare il vano carico regolare e capiente come quello di una generosa station wagon. Entrambe le vetture hanno un buon comfort. Il set up deciso dai tecnici francesi per le sospensioni è un buon compromesso per assorbire bene ogni asperità senza essere troppo morbido in appoggio in curva. Dal punto di vista tecnico il propulsore dci da 1.7 litri è una esclusiva Renault. Il progettisti francesi hanno puntato tutto sull’efficienza ottimizzando le componenti e l’affidabilità. Quindi, basamento in ghisa, ma con le parti in movimento come albero a gomiti, bielle e pistoni progettati per essere più leggeri per una migliore risposta. L’iniezione è diretta con pressione di 2800 bar e la turbina è una sola a geometria variabile. Infine due elementi come l’intercooler aria/acqua e la pompa per la librificazione a portata variabile ottimizzano le perdite senza rinunciare all’affidabilità.
Quello che si ottiene sono due unità propulsive partendo da 120cv a 3500 giri/min con una coppia di 300Nm a soli 1500 gri/minuto, mentre la più potente eroga 150cv con una coppia di 340Nm a 1750 giri/minuto. Entrambi i propulsori hanno l’omologazione Euro 6D-Temp anche grazie all’utilizzo dell’ormai immancabile AD-Blue. Su strada si traduce in un’andamento molto fluido, senza nessun ritardo del turbo soprattutto per la versione da 120cv. La sua fluidità con una spinta corposa nella zona più utlizzata dei giri quelli intermedi, si abbina perfettamente con il peso contenuto della versione cinque posti della Scenic. Il propulsore mostra il suo limite solo oltre i 3000 giri/minuto dove la spinta si affievolisce in modo evidente. La versione più potente, invece, da 150cv ha più carattere, si percepisce l’arrivo della potenza fornita dal turbo a circa 2000 giri/minuto. La spinta di fa più corposa, il motore mostra maggiore vivacità spingendo bene il peso ben più alto della versione sette posti. Come il fratello più piccolo anche il motore da 150cv mostra qualche limite in allungo ma questa volta oltre i 3500 giri/minuto, dove la spinta si fa regolare e progressiva perdendo parte del carattere vivace mostrato a regimi intermedi.
In sostanza, meglio usare bene il cambio manuale abbinato per l’occasione alle due motorizzazioni in prova. Anticipando la cambiata appena si affievolisce la spinta si riescono ad ottenere buone doti di accelerazione. A patto di non esagerare calando con i giri si possono ottenere buone doti di ripresa anche con le marce alte. Se proprio devo essere pignolo, proprio questa motorizzazione si sarebbe sposata a meraviglia con il cambio automatico doppia frizione, il comando automatico avrebbe agevolato il compito del conducente, soprattutto più inesperto nel gestire le merce giuste al momento più appropriato. Le colline nei dintorni di Barolo, in Piemonte, terre di ottimo vino e di eccellente tartufo, mi hanno dato modo di provare anche in curva la dinamica della Scenic e Grand Scenic. Partendo dalla versione cinque posti, la vettura si è dimostrata molto dinamica, con un avantreno sufficientemente preciso, con qualche limite solo per in progressione. La decisione di adottare una gommatura da 20 pollici ma molto stretta in rapporto all’altezza fa perdere un pizzico di progressione se si forza l’andatura a centro curva, manifestando un moderato sottosterzo.
I guidatori più smaliziati, apprezzeranno invece la dinamica del retrotreno che aiuta in inserimento in curva. La setteposti, è più grossa, pesante, ma per nulla impacciata. Il maggior perso sul retrotreno necessita di una guida più pulita e fluida per evitare eccessi di movimenti del retrotreno ottimamente controllati dal sistema ESP. La differenza sostanziale sta nella possibiità di utilizzare per questo modello la modalità Sport e Perso del Multisense. Lo sterzo diventa pià pronto, consistente e consente di gestire meglio, grazie ad una risposta dell’accleratore più immediata, la pontenza che deve giungere alle ruote per non mettere in crisi le gomme in fase di percorrenza curva. Il tutto senza perdere un solo briciolo di comfort quando si adotta la modalità specifica, ed addirittura si possono combinare le funzioni con la modalità Perso, molto utile ed aprezzata. Dopo aver provato questa Grand Scenic, mi viene da pensare che questa motorizzazione da 150cv abbinata alla funzione Multisense potrebbe traformare la Scenic 5 posti regalando una certa anima ludica alla vettura tenendo senza problemi il passo di molte compatte del semgmento C con un po di perizia al volante.
Il nuovo propulsore punta tutto sull’efficienza. Sia con il 120cv che con il 150cv guidato per il 90% del lungo test in modalità Sport, con il sistema ECO2 che segnava un vergognoso 48% nell’utilizzo dell’acceleratore, non sono mai sceso sotto la soglia del 18Km/litro. Il che significa che con una guida da padre di famiglia, regolare e progressiva magari usando meglio l’acceleratore e la modalità ECO, si può superare il 20Km/litro per il 120cv, con una differenza di mezzo punto per il motore più potente, cosa che lo mette in netto favore al momento della scelta per quanto compensa con carattere e vivacità la differenza i consumi. Le due versioni in prova coprono la totalità della clientela che si rivolge a Scenic. La Sport2 è molto ricca e completa, manca solo il sistema multisense, che però è appannaggio di versioni più ricche (peccato), disponibile ad un prezzo tutto sommato buono di 28.150Euro che possono salire a 31.000Euro attingengo alla lista di accessori. La versione più lussuosa, top di gamma Grand Scenic Initale Paris, completa veramente di tutto si attesta sui 40000 Euro. Un prezzo che per dotazione si avvicina alla concorrenza premium senza sfigurare.
Daniele Amore
