
Non me ne voglia Charles Leclerc, quello di cui è stato protagonista nel finale con Verstappen è un diello che ci ha regalato uno dei momenti più belli del mondiale di F1 2019, una lotta da cui è uscito con le ossa intere, a testa alta, con l’onore delle armi.
Non c’è ne vogliano nemmeno i tifosi Ferrari, incazzati neri per non aver ricevuto giustizia con la penalizzazione per l’entrata dura sul Monegasco della Rossa. Ma una cosa deve essere chiara, la coerenza deve essere fondamentale.
Chi scrive è dell’avviso che Vettel in Canada, come Ricciardo in Francia non dovessero essere penalizzati e di conseguenza anche il gesto di Verstappen doveva passare come un incidente di gara.
Pretendere che l’episodio dell’Austria fosse stato deciso come il Canada dopo che per settimane si è detto e ripetuto che quella penalità era giusta ma sportivamente inadeguata, non significa avere giustizia ma è chiedere vendetta.
La verità è che non è la decisione dell’Austria ad essere sbagliata ma quelle due prese in precedenza in Francia e Canada ad esserlo. Chiedere ed ottenere la penalità per il duello dell’A1 Ring sarebbe come dare ragione a Pirro! e non aveva ragione!
Per chi invece ha ancora la rabbia negli occhi ed è convinto che dovesse vincere Leclerc, allora lo riportiamo alla dura realtà di una Ferrari che al momento ha il potere politico paragonabile al due di picche a briscola!
Si è visto quanto conti la Ferrari in Canada, poi con il ricorso a dir poco ridicolo ed ancora con la questione gomme Pirelli. La Haas ha fatto sentire molto di più la sua voce. In una condizione di pochezza tale che l’ingresso del Team Principal nella saletta dei giudici deve essere stata come un venticello tiepido manco abbastanza forte da dare fastidio!
In questa condizione meglio portarsi a casa una bella lotta, consci del fatto che il Monegasco non è certo uno che non sa restituire pan per focaccia. Un altro duello è questione di tempo e sarà molto divertente vedere come sarà la reazione di Leclerc.
Max Verstappen 10: Parte male, e meno male, perchè se fosse partito bene tenendosi la seconda piazza, con la sua strategia nel finale non ci sarebbe stato il duello dell’anno. Ha attaccato come colui che sa che non aveva nulla da perdere male che andava restava secondo e gli è andata bene per adesso!
Carlos Sainz Jr 8: Parte ultimo e con una McLaren in bella forma sale fino alla zona punti, un’impresa impensabile fino a tre gran premi fa. Una bella gara, concreta e consistente. Punti pesantissimi.
Charles Leclerc 7: Come ogni duello c’è un vincitore che viene osannato ed un perdente che si becca una insufficienza. In questo caso non è possibile per lo spettacolo che ha offerto per tutto il week end. C’è la certezza che abbia imparato un altra lezione e che alla prossima non sarà dalla parte dello sconfitto.
Valtteri Bottas 6: Si è trasformato da pilota spento e smontato delle ultime due gare, a salvatore della patria nel giorno in cui il capitano annaspava nei suoi errori. Ha anche recuperato qualche punto che non è male.
Sebastian Vettel 6: Ha fatto la sua gara, onesta, senza lampi particolari. Finalmente ha vinto un duello senza finire in testa coda. Un podio era alla portata ma doveva adottare una tattica diversa fin dalla partenza, impossibile se non ci si pensava al Sabato.
Lando Norris 6: Anche sta volta un voto che magari non rispecchia appieno la sua bella gara. Ma purtroppo ad abbassare la media è stata l’altrettanto strepitosa rimonda del compagno arrivato due posti alle sue spalle dall’ultimo posto.
Pierre Gasly 6: Sto ragazzo ha due facce. Una in qualifica dove non riesce a rendere per niente. Una in gara dove anche con le sue difficoltà riesce a rimontare e prendere punti. Certo non è la vittoria, ma sempre punti importanti riesce a conquistare.
Kimi Raikkonen 6: Parte a razzo come se avesse i riflessi di un quindicenne. Poi prova a tenere il ritmo ma la sua Alfa Romeo Sauber non è ancora in grado di lottare con i primi. Prende ciò che passa il convento e porta a casa punti ancora una volta pesanti.
Antonio Giovinazzi 6: Il primo punto della sua carriera. Siamo tutti contenti di vendere un italiano a punti. Ora lo vogliamo vedere più spesso. Con gare in cui si faccia notare di più che fare il semplice compitino base.
Lewis Hamilton 5: Una giornataccia, anzi un week end da dimenticare. Prendere di continuo i panettoni di delimitazione non è da campione del mondo. Rovinare di continuo l’ala anteriore nemmeno, ammesso che abbia rovinato solo quello!
Kevin Magnussen 5: Rovina tutta la sua gara con la cappellata del week end piazzandosi in modo errato sulla piazzola di partenza. C’è ne è abbastanza per far perdere i capelli al povero Steiner.
Honda 10: Il costruttore giapponese si è preso la rivincita su tutti. Dalla McLaren agli avversari. Vediamo se questo è un Gp two engine! Tutti muti la Honda è tornata e fa paura, sono giapponesi, non mollano la presa!
Fia 0: Potevano restituire pan per focaccia, ma non lo hanno fatto. C’è molto da discutere, ma non prima di capire da parte di chi guarda le corse che cosa realmente si vuole. Lo spettacolo quando questo viene a favore o le regole quando queste sono a favore? Lo si contesta o lo si applica?
La Banda Binotto -7 1/2: Un altro mezzo punto in meno, non per la gara o la prestazione, questa macchina è così, gli manca sempre l’acino di sale per completare la minestra. Il voto pesantemente negativo è per il fatto che sono mesi che si guardano le telemetrie mentre si era in tempo per progettare e mettere in pista una monoposto “B”, ma soprattutto per il fatto che il potere politico in F1 da questa gestione è imbarazzante, forse è il momento che almeno il consiglio di amministrazione Ferrari faccia qualcosa se nessuno prende le dovute considerazioni.
Daniele Amore
