Non era matematicamente possibile che si potesse perdere il GP del Giappone. Sul tracciato di Suzuka, vince o chi parte primo, o male che vada, chi parte secondo in griglia. Bisogna che i primi due si buttino fuori a vicenda perché possa vincere il terzo. Questo è vero almeno che in prima fila non ci siano due Ferrari.
Ancora una volta un errore che grave che ha pregiudicato la vittoria. Un campionato che sembra la collezione delle occasioni mancate, di svarioni, errori molto gravi per un team vincente.
La gestione Binotto riesce, di fatto, nell’impresa di lasciare il sesto mondiale alla Mercedes, quello del pareggio del record della gestione Todt. Questo, nonostante siano state conquistate la bellezza di otto pole position, ma solo tre vittorie. Un numero di affermazioni che dovevano essere almeno il triplo.
Complimenti alla Mercedes, alla loro capacità di organizzazione, di pianificazione, per la cura del dettaglio che hanno portato alla vittoria. Così come succedeva alla Ferrari quando dominava. Sono gli uomini a rendere storici i cicli di alcuni team, uomini che, purtroppo, non ci sono al comando di Maranello in questo momento.
Valtteri Bottas 10: La Mercedes vince il suo sesto titolo, regalando un momento di gloria a chi lo meritava. Ci aspettavamo che il cronista urlasse: “Il maggiordomo vince!”. Un’affermazione che meritava, più veloce di Hamilton per tutto il week end.
Daniel Ricciardo 8: Una gara non spettacolare. Ma l’australiano, partito a centro gruppo, riesce a raggiungere la zona punti, supera il compagno e porta a casa una posizione importante per il team, oltre le aspettative.
Alexander Albon 8: E’ stato messo da Helmut Marko al posto di Gasly perché potesse fare da scudiero. Un ruolo che sta coprendo in modo eccellente. Ogni volta che manca Verstappen lui c’è, e salva il team.
Carlos Sainz Jr 8: Splendida la partenza. Si è trovato a ridosso dei primi. Poi ha dovuto amministrare la posizione perdendo il meno possibile rispetto alle più veloci RedBull e Ferrari.
Lewis Hamilton 7: Non parte benissimo dalla parte sporca della pista. In gara prova a vincere con una buona tattica, ci sarebbe anche riuscito, ma deve capire che essere capitano ha il suo peso. Poteva puntare, fin dall’inizio, alla seconda piazza, sarebbe stata più facile ottenerla.
Pierre Gasly 7 : Rinato. Da quando è alla Toro Rosso non perde un colpo. Veloce, costante, senza errori e porta punti importanti per i team.
Sergio Perez 7 : Un nono posto fortunoso, regalato dai giapponesi che hanno sbagliato a sventolare la bandiera un giro prima. In ogni caso una bella gara, concreta e consistente, fino all’ultimo giro durante il quale ha rischiato di buttare tutto al secchio
Sebastian Vettel 6: Doveva solo partire bene. Poi la caratteristica della pista, il suo buon passo gara, avrebbero fatto il resto per portare a casa una importante vittoria. Invece parte male. Per lo meno sta volta riesce a correggere il tiro conquistando un buon secondo posto.
Nico Hulkenberg 6 : La Roccia, ha confezionato la sua ennesima gara concreta. Un pò anonima, considerando come è arrivato il compagno, forse, si poteva fare di meglio arrivando a ridosso dell’altra Renault.
Max Verstappen 6 : Parte benissimo, poi viene messo fuori da Leclerc. Incolpevole fa bene ad arrabbiarsi. Diciamo che Suzuka pareggia definitivamente i conti con l’Austria.
Charles Leclerc 5 : Parte male, forse influenzato dall’errore di Vettel. Prova a recuperare subito ma manda fuori pista Verstappen. Non va bene, vive un momento di grazia in cui gli viene perdonato tutto, ma l’errore è costato caro alla Ferrari
Romain Grosjean 5 : La qualifica non era male, ma in gara si spegne e si perde. Una brutta gara l’ennesima.
Daniele Amore
