La Formula 1 quest’anno ci ha regalato alcuni momenti controversi che hanno alzato l’ira dei tifosi e messo in forte dubbio l’uniformità del giudizio dei commissari di gara. Spesso alle medesime manovre, avvenute in circostanze diverse, venivano applicate sanzioni diverse e contrastanti fra di loro.
A farne le spese è stato anche Vettel, nel Gran Premio del Canada, che si è visto privare la vittoria dopo aver rimediato una penalità di 5 secondi per essere rientrato in pista senza dare strada ad Hamilton. Ma andiamo con ordine.
Vettel doveva scrollarsi di dosso un’ultima parte della stagione 2018 da incubo, iniziata col fattaccio di Hockenheim. Il testacoda di Monza e gli altri errori rimediati nelle gare successive, avevano evidenziato un pilota tutt’altro che freddo e calcolatore. La stagione 2019 non aveva permesso, fino a quel momento, di riscattare le delusioni dell’anno precedente. La SF90 pagava a caro prezzo il mancato carico aerodinamico nelle curve, tanto da rendere al meglio solo nei tracciati veloci, dove è fondamentale il motore e la bassa resistenza aerodinamica.
E Montreal è un tracciato veloce che si sposa perfettamente con le doti della SF90. E Vettel lo sa: conquista la pole position al sabato e alla domenica mantiene il comando della gara fin dal via. A circa metà gara, una piccola sbavatura del ferrarista lo costringe a tagliare la seconda variante e nel rientrare in pista, ostacola in maniera involontaria Hamilton, che gli era dietro.
Per la direzione gara, quella manovra è stata giudicata pericolosa e sanzionata con 5 secondi di penalità da sommare al tempo finale. Vettel taglierà il traguardo davanti a tutti ma dovrà cedere, ingiustamente, la vittoria ad Hamilton.
Analizzando la manovra, si vede subito la NON intenzionalità di Vettel di chiudere la porta in faccia all’avversario. La sua manovra è stata un conseguenza della sua uscita di pista e la piccola sbandata del posteriore è dovuta allo scarso grip degli pneumatici sporchi quando il tedesco ha dato gas. Uno pneumatico di F1 lavora a temperature attorno ai 100°C e la minima uscita dalla traiettoria comporta raccogliere dello sporco che va ad attaccarsi al battistrada, riducendo di molto il grip della gomma. Ma i commissari, evidentemente molto più esperti dei piloti in pista, l’hanno pensata diversamente. E non ci stupiamo tanto di questa decisione, visto che da anni la Federazione assieme al suo collegio di Commissari Gara, ci ha regalato molte decisioni dove ancora adesso ci chiediamo il perché di quelle scelte.
Il problema è che il collegio dei Commisari varia da gara a gara e spesso a giudicare gli episodi sono delle persone completamente estranee al mondo del motorsport non avendo avuto un passato come pilota.
Una cosa però è certa: la Formula 1 a Montreal ha perso molta credibilità (se mai ce ne fosse rimasta…) e ha raschiato nuovamente il fondo del barile. Ma se siamo arrivati a queste scellerate decisioni, la colpa è anche dei piloti diventati troppo frignoni rispetto a qualche decennio fa, quando i conti si regolavano in pista e non davanti a comunicati e ricorsi.
