La Ferrari inizia male il primo round di test pre-stagionali a Barcellona. La SF1000 non ha il ritmo della concorrenza e i tempi sul giro sono lontani da quelli siglati da Mercedes e da Red Bull, insomma l’esatto opposto dello scenario visto lo scorso anno sempre a Barcellona.

Poi si sa come è andata a finire, Ferrari competitiva nei test ma bastonata a Melbourne. L’eccesso di ottimismo di 12 mesi fa degli uomini di Maranello aveva portato a credere che la Ferrari fosse la vettura da battere, tanto che le prime novità sono arrivate quando il campionato è ritornato in Europa a correre, al contrario della Mercedes che già a Melborune aveva una vettura diversa rispetto ai test pre-stagionali.

Quest’anno le cose sono addirittura peggiorate e oltre ad essere carenti di prestazioni, devono fare anche i conti con problemi di affidabilità che nella giornata odierna hanno fermato Vettel in pista.

Mattia Binotto ha ammesso che questo deficit prestazionale è dovuto al diverso approccio lavorativo che la Ferrari ha adottato per i test, ma di sottofondo sentiamo anche le unghie che cercano di arrampicarsi sui vetri.

“All’inizio abbiamo cambiato l’approccio ai test e al programma, quindi abbiamo concentrato la prima sessione di questi tre giorni per cercare di mappare l’auto con varie configurazioni aerodinamiche senza davvero cercare di ottimizzare la configurazione e cercare prestazioni complessive”, ha detto lo stesso Binotto, che prosegue

“Non sono ottimista come l’anno scorso. I rivali sono più veloci di noi al momento. Quanto più veloce è davvero difficile da giudicare e esaminerò tutti i dati nei prossimi giorni, ma al momento non credo che siamo più veloci di loro. Abbiamo dei dubbi? Certamente sì, quando non sei veloce come vorresti essere. Ma penso che sia troppo presto per definirlo e capirlo. Questi tre giorni sono stati davvero importanti per noi, perché almeno abbiamo raccolto tutti i dati e abbiamo un’immagine chiara e una migliore comprensione. Ciò che sarà ancora più importante è capire che stiamo sviluppando la macchina nella giusta direzione, ma è una stagione molto lunga con 22 gare, quindi penso che alla fine ci sarà tempo per riprenderci. Aspettiamo la prossima settimana e l’Australia fino a quando non valuteremo correttamente la vera performance di tutti.”

In parole povere, il ferrarista ammette che sono indietro rispetto agli avversari ma che avranno tutto il tempo per riprendersi durante la stagione. Su come riprendersi lo sa solamente lui, se una vettura nasce male è praticamente impossibile ritrovare i decimi persi per lottare per il Mondiale e questo la Ferrari e Binotto l’hanno provato sulla propria pelle la passata stagione, quando, ad un certo punto, dovevano vedersela con la Red Bull e non più con Mercedes divenuta irraggiungibile.

La speranza per i ferraristi è che questa sia una pre-tattica, e che a Maranello abbiano qualche asso nella manica da giocarsi a Melborune per sfoderare un bruciante marameo agli avversari. Ma la nostra convinzione, da addetti ai lavori, è che la Ferrari, anche quest’anno, vincerà nella prossima stagione.

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