Se le cose fossero andate tutte secondo i piani ora Alvaro Bautista (Team HRC) e il resto del paddock della Superbike si starebbero preparando per lasciare Jerez dopo il primo Round europeo della stagione 2020. Purtroppo però il COVID-19 ha costretto tutti a rivedere i propri programmi – nello sport e non solo – e ha cambiato la vita quotidiana delle persone. Raggiunto nella sua casa di Talavera de la Reina (Spagna), il vicecampione del mondo 2019 nel WorldSBK ha raccontato a noi di WorldSBK.com come sta trascorrendo queste giornate.

“È una situazione molto strana”, ha spiegato. “Non avrei mai immaginato una cosa del genere e di essere costretto a restare in casa a causa di un virus. Ma ora tutti noi siamo chiamati a collaborare. Non dipende soltanto da un singolo dato che il virus si diffonde con il contatto tra le persone e quindi abbiamo bisogno di restare il più isolati possibile soprattutto per quanto riguarda coloro che sono più esposti ai rischi. È tutto molto strano ma solo con la collaborazione e la solidarietà potremo uscirne”.

“Ovviamente vorrei tanto tornare alla mia vita di tutti i giorni e scendere in pista! Ma in questo momento la vita umana e la salute sono più importanti di qualsiasi altro evento sportivo”.

Bautista è stato costretto a rivedere le sue attività giornaliere e soprattutto il suo programma di allenamenti, un aspetto molto sentito dai piloti. Ma non tutti i mali vengono per nuocere.

“Mia figlia è nata poco meno di tre mesi fa e quindi sono bello indaffarato!”, ha ammesso lo spagnolo. “Ovviamente molte delle nostre attenzioni sono rivolte a lei. Questa situazione è strana e di certo non bella ma ha anche un risvolto positivo: posso godermi infatti i primi mesi di vita di mia figlia. Sto scoprendo cose nuove su di lei guardando come cresce. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, quindi per adesso sono indaffarato e tutto questo mi piace molto”.

“Devo mantenermi sempre in forma. Per fortuna ho degli attrezzi a casa che mi permettono di continuare ad allenarmi anche in questo periodo. Purtroppo però non posso fare del motocross o un po’ di supermotard”.

Le condizioni che in molti sono chiamati ad affrontare non hanno precedenti in epoca moderna: Bautista come tanti altri ricorda i tempi dei suoi nonni e dei suoi bisnonni. “Non ho mai vissuto una situazione del genere, dentro e fuori pista. Per noi è tutto nuovo; forse non lo è per i più anziani che hanno affrontato una guerra civile e con tanta gente rinchiusa in casa. Ma nel nostro caso si tratta di una situazione mai vista prima. Tutti noi dobbiamo aiutarci e lavorare insieme”.

“Al momento non penso a quanto tutto questo potrà durare. Ovviamente mi piacerebbe tornare il prima possibile perchè ciò significherebbe che tutto è tornato alla normalità. Ma ora non guardo a questo Round o al prossimo. Prima di tutto pensiamo a risolvere questo problema e poi potremo concentrarci sull’aspetto sportivo. Ora la vita umana è molto più importante dello sport”. 

La stagione 2020 è iniziata bene per il nuovo pilota Honda considerando che Bautista e la Casa giapponese sono appena al via del loro progetto. Lo spagnolo ha parlato anche del primo fine settimana di gara andato in scena a Phillip Island.

“Si tratta di una moto nuova e di una squadra nuova. È stato fatto tutto in poco tempo e ci manca ancora un po’ di esperienza…Ci attende un lungo percorso. Ma come si è già visto la moto, la squadra e HRC hanno tutto il potenziale per andare a caccia di ottimi risultati. È soltanto questione di tempo, ne abbiamo bisogno per lavorare. Quando tutto sarà a posto saremo là davanti. Lo abbiamo già dimostrato in Australia fin dalla prima gara facendo vedere di avere il potenziale per puntare alla vittoria”.

“Ora ovviamente siamo costretti a fermarci ma prima dello stop forzato ogni giorno stavamo facendo dei piccoli passi avanti. Siamo pronti a continuare a lavorare nel processo di sviluppo della moto. Dovremo aspettare ma penso che nei prossimi Round faremo ancora meglio”.