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F1: Gp Gran Bretagna, Pagelle “Per perdere gli devono bucare le gomme…dicevano!” di Giornale Motori

Nelle discussioni tecniche, le analisi dettagliate dei dati sui tre gran premi corsi nella stagione 2020 fatte in redazione, era emerso che per far perdere Lewis Hamilton gli dovevano bucare le gomme. Ecco, possiamo affermare certezza che non ha funzionato.

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Il campione del mondo ha vinto lo stesso, tagliando il traguardo su tre ruote. Bisogna dire che il Gran Premio britannico non sarebbe stato tanto movimentato senza le gomme scelta da Willy il coyote (Pirelli) per il tracciato di Silverstone.

Bisogna dire che la sfiga ci vede veramente benissimo. Delle due Mercedes che tiravano indisturbate davanti quella che buca per prima nel momento peggiore è quella di Bottas, punito dalla sorte divina per non aver provato a passare Hamilton quando poteva in partenza. La perfetta applicazione della legge di Murphy.

La RedBull si mangia le mani per aver perso forse una delle poche occasioni di vittoria. Dall’altra parre una Ferrari che passa con il cappello in mano ringraziando e portando via un podio che non stava scritto in nessun sogno più recondito. La prestazione della macchina è apparsa ancora imbarazzante. Con due safety car Leclerc aveva preso comunque 40 secondi. Senza le due vetture di sicurezza di finiva ancora doppiati. Ma La banda Binotto resta ancora li bella e beata.

Lewis Hamilton 10: Non lo ferma nessuno. Nemmeno le bucature. Non c’è verso. Il comandante è lui. Ha dato la mazzata finale a Bottas in partenza, deve solo chiudere una storia già scritta con la conquista del mondiale 2020.

Daniel Ricciardo 9. Gran bella gara dell’australiano. Una di quelle gare che lo hanno reso uno dei grandi della F1. Consistente, veloce, sorpassi e lotta fino alla fine. In più è riuscito anche a conservare le gomme quel tanto che bastava per arrivare sul podio se fosse durato solo un altro giro.

Pierre Gasly  9: La vendetta è un piatto che si gusta freddo. Arrivare davanti a chi trionfante gli aveva soffiato il sedile non ha prezzo. Ma soprattutto mette in netta difficoltà chi lo aveva retrocesso ingiustamente visto i risultati.

Esteban Ocon 8 Segue il capitano, sia in qualifica che in gara. Buona la prestazione, sfrutta al meglio la sua Renault. Manca ancora un po’ di velocità pura ma arriverà con il tempo e l’esperienza.

Max Verstappen 7: Una bella prestazione vanificata dalla mancanza di coraggio nel finale. La decisione in comune con il team di entrare per evitare la foratura gli è costata la vittoria. Senza coraggio si arriva al massimo secondi.

Charles Leclerc 7: Aveva trovato un buon modo per fare andare al meglio la sua monoposto. Una qualifica eccezionale ed una gara consistente. Un podio che è una magra consolazione per una situazione tecnica imbarazzante.

Alexander Albon 7: Nonostante tutto ha fatto una buona gara. Ha recuperato una qualifica disastrosa ed una partenza pessima. Quando lo hanno messo nelle condizioni di attaccare con la strategia ha recuperato fino alla zona punti ma alle spalle di un cliente scomodo come Gasly

Lando Norris  6: Una gara in cui non è riuscito a brillare. In difficoltà fin dalle qualifiche, anche in corsa non aveva un gran passo. La sua solita fortuna è quella di trovarsi nelle condizioni ideali nel momento giusto rispetto al compagno che ha avuto problemi più avanti.

Sebastian Vettel 6: Non aveva feeling con la macchina. Come successo a Leclerc in Ungheria sta volta è toccato a lui fare da birillo rosso in pista. Alla fine prende un punto confermando la posizione di partenza almeno ci ha messo un briciolo di orgoglio.

Carlos Sainz 6: Stava facendo una bella gara. Veloce, consistente, un passo gara niente male. Era davanti al compagno velocissimo. Poi la gomma Pirelli ha stoppato il sogno.

Valtteri Bottas 5: Se hai uno spiraglio per vincere la gara, ci devi mettere il muso. E’ rischioso? Sicuramente, correre è un rischio. L’alternativa è un secondo posto a vita.

Lance Stroll  5: Un disastro. Una monoposto sotto gli occhi di tutti che improvvisamente si pianta di netto. Poco affidabile, poco competitiva. Una situazione che non ha certo aiutato il povero figlio di Papà che nella nuova macchina compratagli non aveva un manuale sulla gestione dei momenti difficili.

Pirelli 3: Silverstone. Se c’è un problema nascosto nelle coperture italiane viene sempre fuori sulla pista britannica. Sembra sempre che si corra per la prima volta. Speriamo che correre due volte di fila serva a consolidare l’esperienza fatta.

Banda Binotto -3: Il voto della passata pagella resta. Il podio non basta. Il presidentissimo ha dichiarato che avranno una macchina vincente con le  nuove regole nel 2022. Ma chi la progetta questa banda? Soprattutto con al comando lo stesso staff? Lo stesso che pur conoscendo le regole da anni si è fatto infinocchiare con nuove regole che le hanno stravolte? Binotto dovrebbe essere il direttore sportivo che dovrebbe dare indicazioni al team per vincere nel 2022? L’uomo che ha dato vita alla prima era “Vinciamo tra due anni…forse!” 

Daniele Amore

Si ringrazia per la foto gli amici del gruppo fb “Le cordiali gufate di Gianfranco Mazzoni

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