La fumata bianca, quella che ogni costruttore di motori teme nelle corse più delle sconfitte. Una fumata bianca che in un epoca dove di comunicazione di massa così forte è deleteria molto più che negli anni 80 dove la vedevano solo gli appassionati di corse davanti alla TV all’ora di pranzo.
Il fumo bianco rappresenta al meglio il futuro del campionato del mondo piloti per il povero Charles Leclerc. L’urlatore di turno incitava il team di Maranello a dare una macchina competitiva al talento indiscusso di Montecarlo, ma ha dimenticato di urlare che non deve rompersi.
In sostanza se non sono errori madornali, ingiustificabili in nessun modo da muretto box come a Montecarlo, ci pensa la parte endotermica ed idraulica della power unit a distruggere i sogni di gloria di Carletto. Una power unit che fa parte di un progetto partito con due anni di anticipo per essere, pronti, competitivi, vincenti. Invece si continua a prenderle sulle orecchie senza se e senza ma da un team che fino all’ultimo metro della passata stagione stava lottando con il coltello tra i denti con la Mercedes.
I bibitari, sarà l’effetto benefico della loro bibita energetica, hanno messo in piedi una monoposto assolutamente vincente. Ad oggi in classifica mondiale le prime due posizioni sono appannaggio dei due piloti.
In sostanza, se non ci fosse Verstappen sarebbe prima con Perez segno che la monoposto è superiore. Per migliore degli altri non si intende veloce in termini assoluti, la pole position della Ferrari dimostra il contrario, ma la monoposto austriaca non si rompe più, è costante sull’usura gomme, ha due piloti che sono compatibili per bravura, ma soprattutto un team che funziona. Tutti elementi tipici di una monoposto vincente. Quello che emerge è l’inadeguatezza di Mattia Binotto rispetto al lupo Chris Horner un gigante rispetto alla pochezza rappresentata dal collega di Maranello.
Max Verstappen 10: Una vittoria semplice semplice. Non ha bisogno di essere il più veloce in qualifica. Ci pensano gli avversari a rendere facile la sua affermazione con un compagno che sornione gli cede il posto. Al buon Max non resta altro che non fare errori stando attento all’affidabilità della sua macchina. Lo scudiero è servile ma non troppo lontano per affondare un colpo inaspettato e micidiale.
George Russell 8: Il signore della consistenza. Una roccia, una garanzia. Non commette errori, fisicamente in grado di reggere lo stress di una monoposto orrenda, se manca qualcuno davanti si prende il podio. Riesce a mettere la sua figura ingombrante davanti a Sainz inserendosi tra i quattro top driver. L’unica certezza in casa Mercedes, un investimento in attesa di tempi migliori.
Sebastian Vettel 8: Aggressivo e combattivo come non si vedeva da tempo. La sua manovra per tornare in pista dopo il lungo al sorpasso, è da vecchia scuola e vale il voto in pagella. Un risultato notevole alla luce dell’evoluzione che la sua monoposto sta avendo in questo scorcio di stagione. Un valore assoluto di cui l’Aston Martin non può prescindere.
Fernando Alonso 8: Anche per lo spagnolo una gara fatta di alta qualità. Passo veloce, consistente, senza errori, ma soprattutto ancora una volta dimostra come il campione spagnolo sia dannatamente duro da passare per tutti. Punti importantissimi che lo pongono davanti al compagno nella classifica mondiale.
Lewis Hamilton 7: Stanco, con la schiena a pezzi. Il campione britannico sta accusando il colpo. Non riesce ad avere il passo del compagno. Non gli è consentita una gara tranquilla quasi mai. Non riesce a condurre un passo regolare come Russell e questo inficia sulla prestazione e sul fisico.
Pierre Gasly 7: Una bella prestazione, una gara veloce, consistente. Una bella lotta nel finale che ha costretto Hamilton a sfiancarsi per passarlo. Punti importantissimi per l’Alfa Tauri. Un pilota che si pone come alternativa al vertice per intelligenza e velocità in pista.
Daniel Ricciardo 7: Una delle poche gare dove i pilota australiano ha portato un passo migliore del compagno Norris. Non era in grado di combattere contro le Alpine ma nemmeno Norris lo poteva fare. Punti importanti, una ripresa che fa bene al team ed a sé stesso.
Sergio Perez 6: Parte bene, batte il compagno designato per il mondiale in qualifica, ma poi arriva l’ordine di non ingaggiare battaglia. Lo scudiero obbedisce, ma rimane in scia secondo nel mondiale. Un distacco abbastanza breve da non consentire a Verstappen di dormire sogni tranquilli. Un errore, un problema tecnico e Max si trova secondo!
Lando Norris 6: Una gara sottotono, una prestazione in linea con quanto può offrire la competitività della sua monoposto. Era più veloce di Ricciardo ma non abbastanza per pretendere di avere libertà di attacco.
Esteban Ocon 6: Non ha il passo per stare con Alonso e prendere qualche punto in più. Ne esce ridimensionato rispetto alla prestazione del capitano anche internamente al team.
Charles Leclerc 6: Due motori, ed una minkiata clamorosa ai box, per perdere 40 punti di vantaggio e ritrovarsi con più di 30 punti sotto. Abbastanza per sprofondare in una depressione profonda.
Carlos Sainz 6: Dei quattro di testa era il più lento fin dal venerdi. Nemmeno in gara, fino a che è durata era in grado di restare al contatto con la testa. Decisamente sottotono, deve trovare un modo per risolvere i suoi problemi per non sommarli a quelli della Ferrari.
I bibitari 8: Hanno costruito la miglior macchina pur lottando per il mondiale 2021. Non hanno avuto bisogno di due anni per fare la monoposto migliore, se poi mettiamo il migliore team e una gestione piloti eccellente, il quadro è completo ed inarrivabile.
La Banda Binotto 0: Due anni di progettazione, due anni di calvario e sofferenza, per fare cosa? Soffrire ancora e peggio di prima. Una monoposto che è velocissima sul giro secco, un gigante dai piedi di argilla. Un team che non ha idea di dove porre rimedio. La sensazione è di una gestione colta assolutamente di sorpresa con problemi al motore non previsti, di gestione assolutamente inadeguata. La preoccupazione seria da parte di tutti è che in questa condizione, a Maranello, non abbiano idea di come intervenire, e comunque per agire anche avendo la soluzione non si riesce a fare nulla prima del Canada. Pensare che c’è stata gente come Domenicali che oggi comanda la F1 che è andata via per aver interpretato male una Power unit per un solo anno il 2014. Quando si dovrà attendere prima che Binotto prenda atto di non essere adeguato al compito che deve svolgere?
