Sainz non è Leclerc. Non si discute sul fatto che lo spagnolo non sia riuscito a superare il monumentale Verstappen nel finale ma sul fatto che il team avrebbe dovuto tenerne conto ed adottare una manovra strategica diversa per cercare di metterlo nelle migliori condizioni di puntare alla sua prima vittoria. La voglia dello spagnolo di vincere la sua prima gara non è in discussione, ma la sua capacità di essere incisivo nel corpo a corpo. Talento in cui Leclerc sembra eccellere decisamente meglio.

Già in precedenza, infatti, Leclerc non è riuscito a superare Ocon con una monoposto abbasta veloce sul dritto da compensare la differenza di gommatura. Un campanello di allarme che avrebbe dovuto portare il muretto box Ferrari a provare un azzardo per sparigliare le carte. Leclerc non è certo uno che si tira indietro nel compiere un sorpasso; quindi, era chiaro che Sainz non avrebbe avuto la possibilità di superare uno come Verstappen e la sua RedBull.

In ogni caso c’è da guardare il bicchiere mezzo pieno nonostante tutto. Su un tracciato sulla carta sfavorevole come quello di Monteral, la Ferrari inverte la tendenza negativa. Il team di Maranello non torna dalla trasferta canadese con una vittoria, ma con una prestazione incoraggiante sia in qualifica che in gara. Soprattutto pare che ci sia una ritrovata affidabilità anche se a pagare il prezzo è stato Leclerc.

Si va verso Silverstone con un rinnovato ottimismo. La prestazione di Montreal evita di mettere la parola fine su un mondiale comunque compromesso da errori di gestione e mancanza di affidabilità. Smarcare una nuova power unit consente di poter attaccare su una pista che ha caratteristiche simili a Barcellona quindi con la possibilità di lottare almeno ad armi pari.

Max Verstappen 10: Un monumento alla perfezione. Senza l’unico avversario che poteva dargli filo da torcere è stata quasi una passeggiata la vittoria di Montreal. Nonostante la pressione di Sainz e la safety car, la sua sicurezza non ha vacillato nemmeno per un metro.

George Russell 8: Anche se è arrivato alle spalle di un raggiante Hamilton la sua gara è stata come sempre consistente e con un ottimo passo. Il tentativo di usare le gomme slick al sabato rende merito al coraggio. La gestione della gara conferma che si tratta di un pilota pragmatico che sa come incassare una battuta di arresto. Un avversario duro per tutti quando avrà una monoposto decente.  

Charles Leclerc 8: Parte dal fondo, si danna l’anima, recupera non senza una certa difficoltà. Poi il team decide di esaltare le sue doti di sorpasso complicandogli la vita. Il buon monegasco si rimbocca le maniche e attacca di nuovo chiudendo con un ottima quinta posizione. Perde altri punti rispetto al rivale diretto per il titolo ma si avvicina a Perez con un rinnovato ottimismo.  

Carlos Sainz 7: Non poteva fare di più e di meglio. Andare in duello con un rivale come Verstappen con una monoposto di qualche decimo superiore sembra essere fuori dalla sua portata. Non la il guizzo di Leclerc ma un’inversione di tendenza sui risultati che mette ottimismo per il futuro.  

Lewis Hamilton 7: I risultati positivi fanno passare il mal di schiena. Un podio che mette morale, che rafforza la fiducia nelle sue doti di campione. Soprattutto si mette alle spalle la spina nel fianco che si chiama Russell. Per una volta la fortuna ha grato dalla sua parte. Deve solo confermare i progressi a partire dal Gp di Casa.

Valtteri Bottas 7: Partiva dietro il compagno per la prima volta in stagione, ma in gara fa valere l’esperienza. Ancora leggermente indeciso nei sorpassi, ma la sua condotta prudenziale lo porta a conquistare punti importanti ancora una volta per l’Alfa Romeo. Alla fine guadagna una posizione per un regalo della direzione gara. Per uno come Bottas è perfetto cosi!

Guanyu Zhou 7: Il cinese ha finito l’apprendistato. In condizioni difficili come la pioggia sul tracciato di Montreal partendo davanti all’esperto finlandese Bottas. In gara si perde un pochino. Rimane bloccato alla partenza e non riesce ancora ad essere incisivo nei sorpassi. Prende comunque raggiunge la zona punti, un risultato importantissimo per la sua crescita sia come pilota che internamente al team.

Esteban Ocon 6: Il pilota francese si trova davanti al capitano senza meriti. Ne approfitta al meglio portando un buon passo, abbastanza per restare davanti. Tanta resa con poca spesa!

Mick Schumacher 6: Finalmente ha dimostrato qualcosa. La prestazione in qualifica è stata eccellente, peccato che in gara sia venuta meno la monoposto per affidabilità. La zona punti era ampiamente alla portata.

Lance Stroll 6: Un punto che fa morale. Una gara difficile, sempre bloccato nel gruppone. Riesce comunque ad emergere sgomitando, quanto basta per recuperare la zona punti.

Fernando Alonso 5: Una qualifica spettacolare vanificata da una strategia fallimentare. Il capitano deve farsi sentire nel team, se vede che le cose in pista prendono una brutta piega deve far leva sulla sua esperienza per raddrizzare la situazione dal punto di vista tattico. Lo spagnolo ha queste doti, non deve trovarsi nella condizione di elemosinare una posizione sul compagno. Essere penalizzato per aver fatto ostruzionismo su uno come Bottas poi è da mettere negli annali della storia!

Kevin Magnussen 5: Una bella qualifica meritava una gara condotta senza errori. Invece in partenza ne commette uno fatale colpendo Hamilton. La sosta ai box per la riparazione dell’ala anteriore ha buttato via una gara che poteva essere la svolta della stagione per la Haas.

Daniel Ricciardo 5: Nella mediocrità della McLaren si salva ma non riesce a fare la differenza. Anche quando sembra che possa avere un passo migliore non riesce ad emergere dal gruppone centrale senza poter confermare quando di buono si era visto al sabato.

I Bibitari 7: Una vittoria con un campanello di allarme. Una delle due monoposto non è arrivata al traguardo. Per questa volta è andata bene che sia stata quella di Perez ma la fortuna è una ruota che gira. In ogni caso possono contare sul monumento Verstappen al volante che riesce a far fronte ad errori di strategia. L’importante è che la macchina non si rompa.

I crucchi 6: Una prestazione discreta, un bel podio. Ma quanto sia frutto del miglioramento prestazionale o il caso di essersi trovati nella finestra gestionale della monoposto per pura fortuna non è dato saperlo. Il giudizio è sospeso alla prossima gara. Resta il fatto di aver ritrovato il campione sul podio e la conferma della consistenza di Russell

La Banda Binotto 6: Hanno corso di conserva sulla gestione motori. Questo ha portato ad un risultato tutto sommato positivo, se si guarda la singola gara. Una boccata di ottimismo per le prossime pista più favorevoli rispetto al tracciato di Montreal. Il mondiale non è finito, ma sicuramente è compromesso. L’unica tattica possibile è quella di navigare a vista provando a prendere più punti possibile senza pensare agli avversari. Ovviamente con la speranza di non fare errori da muretto. Facile a dirsi meno che a farsi.

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