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Il mondo di oggi è alle prese con crisi economiche e sconvolgimenti geo-politici. Situazioni che mettono a dura prova le tasche degli automobilisti in tema di caro carburanti. Quest’ultimo trova molto più interessante verificare il consumo della prossima auto che deve acquistare piuttosto che le prestazioni.

Molti se non tutti sono pervasi da un forte senso di scetticismo sui dati dichiarati dai costruttori in termini di consumi. I due cicli che vengono usati per verificare il consumo, il NEDC ed IL WLTP non godono certo della fama di essere sinceri in modo assoluto.

Il NEDC (New European Driving Cycle) aveva molte lacune. Difetti di valutazione dei consumi messi in evidenza in modo imbarazzante dal Diesel Gate che ha visto coinvolto il gruppo Volkwagen qualche anno fa. Questo ciclo di omologazione entra in vigore in Europa dal 1990. Si compone di un percorso che ha due rilevazioni. Una parte che simula il tratto urbano (ECE) che deve essere ripetuta quattro volte. A questa si aggiunge una parte di collaudo exstraurbano (EUDC) con una velocità di punta pari a 120KM/h, ma solo per dieci secondi. In tutto il test di rilevamento dura 20 minuti, con una velocità media di percorrenza di 33,6km/h.

Questo ciclo viene svolta in laboratorio su banco rulli. La scelta può apparire irrealistica ma è sensata. Per costruttori che producono e progettano auto nelle zone più disparate del mondo avere un terreno comune di giudizio era fondamentale per i tecnici. Il vero problema semmai era nella realizzazione della prova da parte dello staff di collaudo. Condizioni di accelerazione blande e veleggiamento eccessivo che non corrisponde alla marcia reale neanche se il migliore collaudatore guiderebbe l’auto di prova.

Lo scandalo dei motori diesel, ha spinto a trovare una nuova norma, o ad accelerare la sua approvazione con il ciclo WLTP (Worldwide harmonized Light vehicle Test Producture). Il test si svolge sia un laboratorio che con una parte stradale reale. I parametri di valutazione vengono suddivisi in base al rapporto peso potenza separando i veicoli leggeri, da quelli dedicati al trasporto merci e passeggeri. Il ciclo di prova è stato allungato a 30 minuti, e prevede quattro fasi. Tre aree di test effettuate a velocità crescente per simulare, il cittadino, l’extraurbano, la velocità autostradale a 130Km/h con punte che superano questo valore fino a 140km/h, per una media complessiva di 46,5km/h di percorrenza.

Per quanto sia difficile da replicare per l’automobilista medio, il WLTP è comunque più vicino alla realtà di quanto non sia il vecchio NEDC. Basta un po di perizia con un impegno non molto eccessivo per avere una distanza tra il teorico ed il reale in meno del 10%. Quindi è evidente che il valore da tenere in considerazione anche per mettere a confronto modelli diversi per la scelta della prossima auto è il WLTP. Sapendo come è composta la prova, magari organizzare un ciclo di test drive presso il dealer che tende a coprire le fasi di questo test per verificare le differenze sfruttando la strumentazione di bordo.

Al di la degli aspetti economici legati ai consumi, c’è sempre una certa coscienza ecologica che sta crescendo nella popolazione automobilistica. In questo caso i costruttori devono verificare su strada con un’apposita strumentazione appollaiata dietro la vettura denominata PEMS. (Portabile Emissions Messurement System). Questo strumento, complesso nella messa appunto, ha il compito di verificare in modo realistico e stabilire il limite di emissioni soprattutto in merito di NOx che poi il veicolo dovrà rispettare per la sua esistenza.

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