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Cattiveria, aggressività, rancore, vendetta, ingratitudine, sono tutte caratteristiche del pilota campione moderno! Il Gp del Brasile, libero da giochi di classifica ma ha messo in evidenza tutte queste caratteristiche per tutti i piloti. Le due scenette ridicole che sono accadute tra i due Ferraristi e i Bibitari hanno sottratto clamore alla doppietta Mercedes che recupera un anno difficile.

Leclerc dopo la difficile partenza rimonta, si danna l’anima, per poi arrivare alle spalle del tranquillo Sainz e chiede al team di passarsi una mano per la coscienza. Ma al muretto del box di Maranello non è minimamente per il cervello di togliere un podio a Sainz. Come poteva essere plausibile una inversione di posizioni dopo ciò che è successo in questa stagione, quando più di una volta è stato preferito Sainz, soprattutto quando Leclerc era in lotta per il titolo.

Leclerc alla luce di ciò, e di tutto quello che è successo nel week end del Brasile ha due vie da poter seguire. Una è quella di correre per un team sapendo che può contare solo e soltanto su sé stesso. L’altra e mettersi sul mercato. Nessuno lo lascerebbe a piedi e potrebbe ritrovare la sua serenità.

Veniamo al caso Red Bull. Perez sta lottando per il secondo posto. Il messicano per tante, troppe volte, si è preso il compito di proteggere letteralmente le spalle di Verstappen. Basta vedere l’ultima gara del campionato scorso. La verità è che Verstappen è un leader, un pilota che sa di essere forte, pretende di essere il Re e non accetta che nessuno gli imponga cosa fare. Non importa il debito con Perez. Se nella sua testa c’è uno sfregio, anche involontario, come quanto successo a Montecarlo, il buon Max non dimentica. Hamilton se ne è reso conto proprio alla prima curva!

La verità è che i piloti ad ogni livello sono brutte persone. La sportività ed il fair play sono parole che, ne loro limitato vocabolario, non capiranno mai. Un pilota pensa di essere sportivo quando annichilisce o distrugge l’avversario, tanto più se si tratta del compagno con cui condivide il box .

George Russell 10: Le due vittorie, nella sprint race e nella gara della domenica, sono un premio alla pazienza, alla sofferenza ed alla costanza soprattutto mostrata quando tutto andava male. Quando Hamilton cercava di trovare la sua direzione, Russell prendeva punti rimbalzando come una pallina impazzita. La vittoria la meritava tutta.

Carlos Sainz 8: In un week end cominciato in modo confuso, ha trovato la sua dimensione. Ha portato un buon passo, una buona prestazione che ha messo nelle condizioni il team di lasciargli i galloni di capitano. Un seme piantato per la prossima stagione, ammesso che riesca a partire bene ad inizio campionato.

Fernando Alonso 8: Un Gran Premio dove ancora una volta dimostra tutta la sua classe, il suo talento. Un recupero spettacolare, una gara tutta all’attacco. Alla fine, si è dovuto arrendere alla competitività della sua Alpine che non gli consente di lottare con le sei monoposto di vertice. Ma meno male che l’anno prossimo ci sarà ancora.

Charles Leclerc 7: Se non avesse provato a passare Norris all’esterno non sarebbe stato Leclerc ma un altro pilota. Non si può chiedere a Charles di aspettare un momento migliore per attaccare. Lui attacca quando gli si chiude la vena. Un atteggiamento che non ricorda Villeneuve, il canadese quel sorpasso lo porta a fine come si deve, ma piuttosto un Leone come Nigel Mansell, un vero esperto di vene chiuse nel momento sbagliato.

Valtteri Bottas 7: Altri due punti fondamentali per il mondiale. Una buona gara, onesta, concreta alla Bottas senza errori, senza brutte cose, senza tutte quelle caratteristiche che determinano un pilota vincente…meglio così per l’Alfa Romeo.

Esteban Ocon 6: Ha fatto le spalle grosse la sabato, come sempre del resto. Alla domenica si eclissa all’ombra del blasonato compagno. Il posto è garantito, ma la sua funzione di portare il minimo dei punti sta diventando limitata.

Lewis Hamilton 6: Il sette volte campione del mondo, ha capito amaramente sulla sua pelle che il rancore è una cosa che non scema mai nei piloti. Ha subito un attacco sconsiderato con l’unico scopo di non far vincere il britannico da parte di Verstappen. Alla fine, mastica amaro, la vittoria va alla parte concreta del box Mercedes mentre quella della classe deve accontentarsi di arrivare secondo.

Lance Stroll 6: Prova ad uccidere Vettel, come fece con Alonso nel Gp degli USA alla gara del sabato. La gara della domenica invece riesce ad artigliare un solo punto. Un magro bottino per tanta aggressività.

Max Verstappen 5: L’olandese punta a non far vincere l’acerrimo nemico Hamilton. Rovina la sua gara e quanto basta quella del britannico. Da buon pilota Alfa se ne frega di ciò che pensa il team e passa Perez. Una mancanza di rispetto ma soprattutto di riconoscimento per il lavoro fatto dal Messicano. Ma chi semina vento raccoglie tempesta ed i messicani hanno la memoria lunga.

Sergio Perez 5: Ormai dovrebbe essere chiaro che il lavoro fatto per il team vale per il team. Max Verstappen pensa che tutto gli sia dovuto perché è superiore. Il messicano mastica amaro per i punti persi, ma non può che prendere atto della cosa e far valere i suoi diritti in pista. Il contratto? A volte un pilota deve andare oltre gli interessi per orgoglio, ed Perez non ha difetto da questo punto di vista.

I Crucchi 8: Ci sono volute quasi tutte le gare ma alla fine sono tornati. Uno schiaffo alla Ferrari che invece ha smesso di credere nel mondiale a Maggio. Possibile che il loro abbiano un budget cap diverso? O solo non hanno voglia di perdere?

 bibitari 5: Un Gran Premio dove non ne azzeccano una. Soprattutto si sono resi conto che nonostante pensino di avere il controllo su tutto, regole, strategia, politica e tecnica, mancano proprio di influenza sul comportamento del loro pilota di punta. Non mi meraviglierebbe se per un pochino Verstappen fosse leggermente più lento…come Vettel prima e Ricciardo poi.

La Banda Binotto 5: Dopo il disastro di venerdi hanno salvato il salvabile sia nella sprint race che nella gara della domenica. Il secondo posto dovrebbe essere ancora salvo con questo risultato nonostante la doppietta Mercedes. Ma indipendentemente da come andrà a finire la domanda che ci si pone è questa. Ma i crucchi sono così stupidi a spendere soldi per il 2022 mentre i furbi di Maranello si concentrano per il 2023? Forse qualcuno pensa che Mercedes non stia lavorando anche ad un progetto per l’anno prossimo? O magari sta provando soluzioni che stanno funzionando per l’anno prossimo?

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