Test Drive: Hyundai Kona e i20 N, il divertimento esiste!

Piccole, veloci e aggressive queste sono le caratteristiche delle Hot Hatch ovvero le protagoniste assolute degli ultimi anni con tutte (più o meno) le case che propongono la loro versione di una sportiva compatta alla portata di (quasi) tutti. E così in questo mercato sempre più competitivo si inserisce anche la coreana Hyundai con la sua serie N, la casa di Seul ha in effetti le carte in regola per poter competere in questa agguerritissima categoria grazie anche alla sua esperienza nel mondiale WRC con la i20 WRC Rally 1.

Nate per le Performance

Per dimostrare che ora il mercato delle piccole sportive non guarda più solo in terra tedesca Hyundai ha scelto la pista di Vairano per presentare tutto il suo “arsenale” a un folto gruppo di appassionati che nonostante la pioggia e il freddo del sabato mattina sono in piedi a guardare il parco auto composto da i20 N i30 N e Kona N schierate nel piazzale dietro al circuito e anche la ben più potente, affascinante e intimidatori WRC Rally 1.

Le piccole Hyundai già promettono bene, hanno esattamente la linea che ci si aspetta da una sportiva: cerchi da 18 pollici, impianto frenante maggiorato con pinze del freno rosse con il logo N, una linea spigolosa e aggressiva fatta di paraurti dedicati, estrattori con scarico sportivo e appendici aerodinamiche discrete ma presenti, funzionali alla vocazione sportiva senza essere quei pacchiani pezzi di plastica aftermarket che oggi deturpano fin troppe auto e da ultimo un sound niente male, scoppiettante e borbottante ben lontano dai silenzi elettrici che oggi stanno prendendo piede.

Ma le N non sono qui per farsi solo ammirare, queste sono auto che invogliano a guidare e sembrano voler essere guidate, il loro borbottare a freddo, al minimo sembra, per un appassionato il canto delle sirene di Ulisse. Ammetto che sono curioso di vedere cosa sappiano fare queste Hyundai N, così dopo un breve ma efficace briefing sulle prove della giornata e sulla sicurezza si dà fuoco alle polveri.

Hyundai Kona N Handling Test: Non chiamatelo Crossover

Il primo test è quello di tenuta o “Handling”, tra il parco auto messo a disposizione quella che mi incuriosisce di più è senza dubbio la Kona, le i20 e i30 appaiono basse e sedute sulle loro ruote da 18 pollici la Kona è quella più alta, quella che i profani chiamerebbero Crossover o SUV “piccolo”, quindi sulla carta quello meno a suo agio tra coni, birilli e test dell’alce.

Mettiamola in difficoltà allora! E cosi mi siedo al voltante della Kona N, il “mio” esemplare in un bel rosso aggressivo e sfacciato, cosi come l’interno è indubbiamente sportivo con sedili contentivi volante dal diametro ridotto con corona in pelle e i due grossi tasti N per i set up personalizzati e salvati (che ricordano tanto i magici tasti M delle iconiche berline dell’elica), niente paddle perché questa Kona ha il classico cambio manuale a sei rapporti accoppiato a una bella pedaliera in alluminio di chiara ispirazione sportiva.

Agile e dinamica

I pochi metri dal piazzale alla pista mi permettono di fare conoscenza con la macchina, il tutto aiutato dal driver che mi dà qualche dritta e devo dire che il primo impatto è decisamente buono: la sensazione è quella di un’auto con una marcata vocazione sportiva, non è solo apparenza, lo sterzo è solido tra le mani quasi “pesante” comparato al giorno d’oggi, anche perché per i test le auto adottano l’assetto più sportivo tra quelli selezionabili. C’è da subito un bel feeling; il cambio ad esempio è fluido, con innesti corti e precisi accompagnati da una sensazione meccanica quando si inserisce il rapporto. I sei rapporti sono ben proporzionati e sfruttabili, la risposta dell’acceleratore è pronta senza essere nervosa cosi come quella del freno, modulabile dopo i primi millimetri di inerzia. Discorso a parte per la frizione che è rigida, di vocazione sportiva, che non teme maltrattamenti ma che nella guida di tutti i giorni può forse stancare un po’ ma qui non siamo nel traffico del centro ma sulla pista di Vairano e quindi entriamo in pista.

La pista è bagnata e ammetto che la cosa all’inizio, mentre entriamo, mi mette un po’ sul chi va là ma alla prima accelerazione tutto passa, come quando ci si butta in piscina e si supera la paura dell’acqua fredda. Questo test non è fatto per scoprire le doti di velocità della macchina ma per testarne l’agilità. Nel primo corto rettilineo si può intuire che il 2 litri da 280 cv abbia molte cose da dire, si schiarisce la voce mentre i giri salgono fino alla cambiata che è uno di quei gesti appaganti che ogni appassionato di guida dovrebbe amare, non c’è paddle che tenga e anche se è più lento di uno dei moderni cambi automatici è decisamente più gratificante.

Non abusa del termine Sportiva

Prima, seconda e terza entrano una dopo l’altra senza che ci siano incertezze mostrando quanto la Kona metta a proprio agio, ma i coni del test dell’alce sono lì e quindi chiamo in causa i freni. Una frenata decisa e un inserimento in curva che non ti aspetti da un Crossover, si sente come il lavoro sul telaio della Kona N sia stato volto a renderla solida e stabile in curva, non si avverte il trasferimento di carico e si passa di cono in cono con una serie di “destra – sinistra” o di “dentro – fuori” che fanno sembrare la manovra una bazzecola. Lo sterzo è pesante e fa sentire come se si potesse posizionare a mano l’anteriore con una precisione che non mi aspettavo, il tutto con asfalto freddo e bagnato, mai una sbavatura mai una incertezza anche se si alza il ritmo non c’è la ben che minima traccia di sovrasterzo o di comportamento scomposto. Tutto questo su un’auto che non ha il baricentro esattamente basso, il test del cambio di corsia è ancora più appagante: si guida su un tratto del circuito poi si simula uno scarto a sinistra brusco si prosegue e poi si scarta di nuovo a destra il tutto in accelerazione. Anche qui la Hyundai non si fa cogliere impreparata, merito anche delle ruote da 18 pollici, i passaggi di direzione sono precisi con lo sterzo che rimane pesante e saldo tra le mani, cosi come il mio corpo che viene ben contenuto dal sedile.

Vorrei andare avanti per tutto il giorno ma purtroppo bisogna cedere la Kona e a malincuore torniamo verso il piazzale. Devo dire che mi ha sorpreso, non mi aspettavo un assetto così ben studiato e pronto a contenere le forze laterali, si è vero ha qualche difetto come la frizione rigida e lo sterzo non proprio leggero ma queste sono caratteristiche di una sportiva, è carattere! L’unica vera pecca è forse il sound …. A sentirlo al freddo da fermo mi sarei aspettato un po’ di più durante la guida.

Hyundai i20 N Performance Test: Nel segno del divertimento

Se la Kona è stato un ottimo antipasto ora arriva il piatto forte. Schierate per entrare in pista ci sono tutte le vetture protagoniste della giornata ma io ho già scelto la mia “arma” per questo test: la i20N.

La più piccolina tra le presenti è quella che a mio avviso incarna maggiormente l’idea di hot hatch ovvero un’auto “da tutti i giorni” iper-vitaminizzata: la i20 poi mette sul piatto una serie di contenuti che, per un vero appassionato, sono irresistibili: primo tra tutti quello che c’è sotto al cofano, un quattro cilindri 1.600 cm3 turbo che eroga 204 cv e 275 NM di coppia, che in tempi di 3 cilindri, downsizing e motori da meno di 1 litro è comunque un’ottima base, ma se questo non bastasse aggiungeteci che c’è un bellissimo cambio a sei rapporti manuale (con tanto di pedaliera sportiva) e per chiudere in bellezza la bilancia si ferma a 1.190 kg. Leggera, potente e con il cambio manuale, cosa volte di più? Io nulla e quindi mi infilo subito nell’abitacolo; questo è sportivo ma, in piena tradizione asiatica, ricco di tecnologia a partire dal cruscotto digitale per passar all’ampio schermo per l’infotainment. Nulla di questo però mi interessa, mentre stringo il volante ho solo voglia di guidare, complice forse la sua forma: piccola, compatta e inclinata o forse per il borbottio dello scarico che crea assuefazione.

Cinque modalità di guida per ogni stile

Breve tragitto per entrare in pista, selezionata la modalità N (più estrema tra le 5 proposte) e poi via! Anche sotto la pioggia e al freddo la Hyundai non sembra per nulla intimorita, metto l’acceleratore a tappetino sul rettilineo di Vairano ed è subito amore: il 1.6 risponde reattivo con i giri che salgono rapidamente, la spinta del turbo è ben avvertibile, il dato di 6.5 secondi sullo 0-100 non appare così lontano. Il sound non delude, cresce al crescere dei giri, rabbioso come un pitbull con una nota roca, davvero appagante, che entra subito in testa e in pochissimo tempo non serve nemmeno più guardare i contagiri, si va ad orecchio e non si sbaglia. Ed è questa la magia della Hyundai, in pochi secondi ci si sente connessi con lei come se la si guidasse da sempre.

La Hyundai ha lavorato con passione sul progetto i20 N e lo si avverte da tutti i dettagli mentre la si spinge in pista, non è solo veloce ma è anche molto comunicativa; appena arrivano le prime curve si spinge sui freni, questi sono pronti e sicuri, intervengono rapidamente ma senza scomporre l’auto anche nelle staccate più secche, che la piccola coreana adora. La i20 rimane lì mente il muso si abbassa e anche quando si scala, o meglio si butta dentro la marcia più bassa, non soffre minimamente: in pista le cambiate sono favolose, il cambio manuale della N è vincente, corsa corta, sensazione meccanica al tatto e sostanzioso mentre lo si impugna: fa sentire dei veri piloti, è pronto sia in salita che in discesa grazie anche alla frizione con un punto di attacco molto vicino al fondo e una corsa molto corta che nella guida di tutti i giorni può affaticare ma in pista aiuta a essere precisi e rapidi con gli innesti senza perdere tempo.

Sportività vecchia scuola

Tra le curve poi si avverte la vocazione sportiva della i20N, precisa negli inserimenti, stabile nella percorrenza e rapidissima in uscita grazie a un telaio davvero ben studiato e a un differenziale meccanico chi interviene preciso come la spada di un samurai. E questo è solo il primo giro dei tre che ho a disposizione, quello che avrei dovuto usare per imparare a conoscere l’auto.

I giri successivi sono uno più bello dell’altro, la Hyundai spinge forte e, grazie anche ai consigli del driver che è con me, aumento ancora il ritmo, freno più tardi utilizzando il freno motore, apro prima il gas ma il grip non manca mai, non c’è il minimo accenno al sottosterzo la Hyundai è semplicemente pulita e veloce merito anche delle tante ore di sviluppo al Nurburgring che la Hyundai a dedicato alla serie N, al volante ci si sente sicuri, con la vettura che comunica esattamente cosa sta accadendo sotto le ruote, il feeling è totale e lo sterzo pesante in modalità sportiva si fa affilato, con input minimi si dirige il muso e quasi non si toccano i freni giocando solo con il gas, se si fa tutto per bene la Hyundai te lo fa capire regalandoti qualche “botto” in scalata; se amate la guida sportiva capirete quanto questo sia fantastico.

Bastano 204cv per divertirsi

L’ultimo giro è quello che più preferisco, ormai la pista non mi è più aliena e cosi mi prendo qualche piccola libertà sfruttando i cordoli, facendo l curve a raggio più ampio si riesce a spingere di più senza che i trasferimenti di carico mettano in crisi il telaio mentre non smetto di sorridere ad ogni uscita di curva quando i 204 cavalli intervengono a trascinare (la i20 ha la trazione anteriore) il peso piuma verso la prossima curva.

Sempre più veloce, sempre più aggressiva negli inserimenti di curva e per nulla stancante in pochissimo tempo la piccola di Seul mi ha conquistato, non vorrei mai scendere e non importa se fa freddo o non c’è il sole con lei puoi divertirti sempre, la sua potenza non è tale da richiedere doti sovraumane per poterla sfruttare ma è abbastanza da divertirsi davvero, non è intimidatoria perché il telaio e la meccanica lavorano con te per un’esperienza di guida divertente come poche sue rivali sanno fare.

Ti conquista in pista

Non c’è nulla che cambierei di questa piccola coreana, è veloce e divertente come se non più di auto più costose e blasonate con un fascino analogico fantastico. In pista si è dimostrata davvero valida, danzando tra le curve sicura e veloce mentre al volante il pilota si diverte, sentendosi parte del gioco e non dovendo lottare per mantenere il controllo, auto così al giorno d’oggi sono rare e per fortuna qualcuno ancora le fa, qualcuno crede nel divertimento alla guida, un divertimento fatto di velocità, precisione e comportamento dinamico. Forse in strada questo è un po’ stancante ma basta disabilitare la modalità N e la i20 torna ad essere più docile, più a misura di città; certo però che la voglia di ripremere quel bottone e far partire la magia sarà sempre tanta.   

Si conclude così una mattinata fatta di motori alla scoperta delle N di casa Hyundai e devo dire che nella situazione dell’attuale automobilismo queste piccole e arrabbiate auto sono una ventata d’aria fresca, che possono dire la loro senza timore contro “mostri sacri” come Polo GT e Fiesta ST. Siete avvisati le orientali sono tornate !  

Testo: Alberto Cunterio