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F1, Gp Spagna, pagelle “rosse, gialle o bianche fa sempre schifo!” di GM

Barcellona doveva rappresentare l’esame di riparazione per tutti. Chi aveva ambizioni di vittoria doveva provare a battere Verstappen, chi doveva invertire la rotta confermando gli sviluppi aveva la pista giusta per verificare la bontà del lavoro svolto e chi era chiamato ad un esame di ultimo appello come la Ferrari, ha miseramente fallito.

Verstappen a messo in chiaro che non è solo la macchina a dover essere battuta ma soprattutto il pilota. Il campione del mondo ha fatto chiaramente la differenza se si guarda al disastroso week end di Perez. Alla Mercedes il doppio podio ha fatto finalmente vedere un puntino luminoso che fa intravedere l’uscita del tunnel, mentre alla Ferrari si trova un una caverna buia, fredda e profonda, ma soprattutto cieca senza uscita.

La monoposto non funziona, e non funziona con ogni tipo di gomma. Non importano le condizioni, la vettura è talmente imprevedibile che i piloti non sanno cosa indicare al team ed il muretto stesso va letteralmente a caso quando determina strategie ed assetti. Un disastro che non si capisce come risolvere. Anche volendo riprogettare la vettura si ha la netta sensazione che non ci sono le risorse umane per concepire la nuova monoposto.

Max Verstappen 10: Dove manca la monoposto ci pensa lui a distruggere gli avversari. Non c’è stata storia, partito davanti ci è rimasto, conquistando pole position e giro veloce. Non c’è modo di fermarlo.

Lewis Hamilton 8: Una bella gara, si sostanza. Ha insistito per cambiare completamente la monoposto ed ha funzionato. Non è ancora soddisfatto, ma la via è tracciata è solo una questione di tempo per il ritorno del campione.

Guanyu Zhou 8: Una grande prestazione del cinese. Conquista di forza due punti fondamentali per l’Alfa Romeo, con Bottas opaco sta diventando il faro del team.

George Russell 7: Partiva dietro una Red Bull e gli è arrivato davanti. La dimostrazione che battere la Red Bull è possibile, ma bisogna attrezzarsi per battere il binomio Verstappen/Red Bull

Lance Stroll 7: Una volta tanto che manca il capitano, riesce a sopperire senza fare errori. Un buon passo con punti importanti ed un’inversione di rotta nei risultati che gli serviva come l’acqua nel deserto.  

Esteban Ocon 7: Duro anzi durissimo come sempre nella difesa. Ha costretto Alonso a passare quasi sul muretto box. Un avversario difficile per tutti quando si trova davanti.

Fernando Alonso 7: Lo spagnolo ha scritto la guida per il sorpasso ad Ocon. Poi si è preso il lusso di fare da mamma chioccia al compagno e quando poteva battagliare con lui ha preferito salutare il pubblico.

Sergio Perez 6: Non un bell week end. In difficoltà dal venerdi non è riuscito ad invertire la tendenza nella gara della domenica. Ha subito le due Mercedes per mancanza di passo non per sfortuna. Deve lavorare su sé stesso per dare almeno fastidio al campione del mondo.

Pierre Gasly 6: Buona la prestazione del francese che senza commettere errori con un passo contante riesce a portare punti al team importanti in ottica costruttori.

Lando Norris 5: Dopo una bella qualifica crolla letteralmente. La sua McLaren torna ad essere la monoposto di sempre simile per certi versi alla Ferrari.

Carlos Sainz 5: La sua gara è durata dalla partenza alla prima curva. Poi un disastro non importava quale gomma usasse la monoposto andava regolarmente male.

Nico Hulkenberg 5: Discorso simile a quanto detto per la Ferrari ed in parte per la McLaren. La monoposto gli consente di poter essere nei primi dieci in qualifica per poi diventare inconsistente in gara.   

Ferrari 3: Gli aggiornamenti per Barcellona rappresentavano l’esame di riparazione per la monoposto di Maranello. Un esame fallito miseramente. Nonostante l’ottimismo do Vasseur nel voler trovare un elemento positivo nell’azione dei nuovi componenti, la monoposto è apparsa più lenta ed imprevedibile del solito. Se non cambiano gli uomini alla svelta non si risolve il dilemma dell’auto.

Si ringrazia per la foto, Le cordiali gufate di Gianfranco Mazzoni

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