I numeri e le lettere si sa, sono artifici umani,  ma spesso quando trovano particolari combinazioni, evocano emozioni straordinarie. È il caso della M4 Competition xDrive 510cv, l’attuale coupé della casa BMW che si presenta con uno stile contraddittorio e dimensioni imponenti.

Il nuovo corso stilistico delle coupè della casa bavarese può anche non piacere ma la nuova M4 nella sua versione più performante appare imperiosa e muscolosa come deve essere una vettura della divisione “M”. Proprio il suo controverso frontale ricorda una fiera da arena pronto ad aggredire qualsiasi preda si pone sul suo percorso.

Stile unico per una vettura dalle diverse anime

La sensazione di soggezione che trasmette osservandola da ferma si riduce quando si prende posto al volante. Il driver si ritrova in un ambiente meravigliosamente familiare dove ogni comando è proprio dove ci si aspetta che debba essere, soprattutto quelli dedicati all’utilizzo delle modalità di guida e la gestione delle prestazioni dell’auto.

Regolare la posizione di guida è semplice grazie alle numerose posizioni del sedile e del volante. La seduta, comoda anche con i sedili sportivi, è calzante come un guanto da corsa. Gli ingegneri BMW hanno studiato la posizione del sedile e del volante per un ottenere un controllo perfetto di un auto che può anche diventare impegnativa.

Numeri prestazionali da supercar

I numeri parlano da soli, la potenza è di 510cv con la coppia di 650Nm di per una massa non certo peso piuma di 1800kg. In strada la Competition non smette di stupire fin dai primi metri dimostrandosi un enorme serbatoio di emozioni fin dalle basse velocità.

Sfruttando le varie modalità di guida da quelle riservate al comfort fino alle varie modalità per enfatizzare l’esperienza prestazionale dell’auto il driver riesce a guidare in sicurezza e in scioltezza la M4 senza superare i limiti imposti all’elettronica. Nell’uso quotidiano la vettura appare confortevole e sufficientemente agile anche su un percorso cittadino, dimostrando di essere pensata anche per un utilizzo versatile oltre che in pista.  

Dinamica per sfruttare tutte le situazioni di guida

Dalle scelte aerodinamiche, fino alla definizione della piattaforma tecnica i tecnici della divisione “M” hanno utilizzato concetti di progettazione aeronautica per ogni elemento dell’auto soprattutto per la gestione elettronica che controlla ogni funzione della dinamica della vettura.

Ogni operazione dal semplice controllo dell’acceleratore o del freno, passando per l’utilizzo dei paddle del cambio automatico viene elaborata all’istante dalle unità di controllo che consente di sfruttare al meglio la massima prestazione ottenibile indipendentemente dal livello di esperienza del driver.

Track Mode per il divertimento senza compromessi

La dinamica della M4 Competition viene controllata lasciando al driver il giusto spazio, facendo anche da tutor prevenendo e correggendo manovre che potrebbero indurre il guidatore a trovarsi in condizioni di guida difficili da recuperare, tanto per essere eufemistici.

Una gestione progressiva delle modalità di guida che consente ad ogni conducente di essere veloce, emozionandosi al volante restando sempre in sicurezza. Un driver esperto, invece, può variare le modalità di guida con la possibilità di utilizzare impostazioni più permissive relegando il controllo elettronico sempre più in secondo piano fino ad ottenere il completo controllo quando si sfrutta la modalità track mode!

Difficile ma divertente

Utilizzando la modalità di guida più estrema, la BMW M4 trova la sua migliore dimensione e la sua massima espressione. Il traverso diventa quasi la norma, una condizione quasi naturale per una guida impegnativa, da utilizzare, insomma, in un ambiente sicuro come la pista. Usare questa modalità in strada, aperta al traffico, infatti, richiede attenzione e perizia, soprattutto per la sua capacità di non perdonare errori e non concedere appelli.

Quindi meglio avere una rete di sicurezza come un ambiente dedicato lasciando all’uso stradale la modalità di guida sportiva più performante con i controlli ancora attivi ma permissivi quanto basta per enfatizzare le capacità di guida di un driver esperto.

Meno di 4 secondi per toccare i 100km/h

L’accelerazione sullo scatto per lo 0-100km/h è degna di una supercar di alto livello. La M4 Competition brucia l’asfalto raggiungendo il traguardo in meno di 4 secondi facendosi beffa del peso, e della reattività limitata come quella di un cambio automatico non a doppia frizione. Giusto per capire meglio la dimensione delle cose la M4 Competition accelera meglio di una Corvette C8 a motore centrale.

In curva la Competition sembra una gazzella per quanto è reattiva. Lo sterzo è assolutamente chirurgico per precisione e reazioni ed il controllo dell’azione del retrotreno è perfetta grazie al controllo del gas millimetrico. Il driver può regolare la pressione sull’acceleratore in simbiosi con il controllo dello sterzo per gestire al meglio la potenza che arriva alla ruote posteriori provocando lo spostamento della coda verso l’esterno della curva esattamente secondo il proprio volere.

Trazione integrale xDrive per un bilanciamento ottimale

Alla luce della dinamica di guida riscontrata in curva, la scelta tecnica di utilizzare la trazione integrale xDrive, per quanto faccia storcere il naso agli appassionati ortodossi, appare perfetta per gestire la trazione e le prestazioni dell’auto con un maggiore equilibrio complessivo senza nulla togliere la divertimento. Un progetto nato talmente bene da non accusare la differenza in termini efficienza in curva di una gommatura diversa da quella di serie come le Pirelli PZero con cui l’esemplare in prova era dotato.

Prestazioni ma i costi salgono

Per i puristi della guida, coloro che non rinunciano in nessun modo ad avere una BMW M4 con la sola trazione posteriore, esiste ancora l’alternativa M4 CSL. Una vettura dura e pura, che però rinuncia comodità di utilizzo quotidiano dell’auto per guadagnare una manciata di decimi sul giro secco quando si va in pista.

La M4 Competition offre prestazioni entusiasmanti, ma anche il prezzo sale e non di poco toccando la soglia dei 105.000 euro. Basti pensare che con una cifra inferiore un automobilista sportivo può avere una Chevrolet Corvette C8 entry level a motore centrale il primo livello di supercar!

Gianfranco Paciolla