Honda non ha ancora alzato la testa. Lo scorso weekend si è corso ad Austin, dove avevano ottenuto l’ultima vittoria in MotoGP (Álex Rins ha vinto, a sorpresa, con LCR nel 2023), ma la verità è che erano lontani anni luce dal fare qualcosa di notevole sul tracciato texano.

Inoltre, i piloti che appartengono al marchio con l’ala d’oro hanno subito l’indicibile. Johann Zarco, Takaaki Nakagami e Joan Mir non hanno terminato né la Sprint né la gara lunga. E Luca Marini è stato ancora più umiliante. In entrambe le gare ha concluso in ultima posizione (rispettivamente 17° e 16°). E la cosa più triste è che domenica Álex Márquez ha finito per superarlo. Il numero 73 era caduto all’inizio dell’evento ed era riuscito a superarlo ed a strappargli il punto che viene assegnato al 15° classificato.

L’SOS di Marini

La situazione della Honda è estremamente preoccupante. Marini ha anche lanciato un SOS al COTA che dovrebbe far reagire il costruttore del Paese del Sol Levante. “L’anno scorso la Honda ha vinto la gara con Rins, mentre quest’anno eravamo abbastanza indietro rispetto ai nostri avversari. Il punto è che abbiamo perso i punti di forza della moto 2023, guadagnando qualcosa, ma non abbastanza, in quelli che erano i punti deboli di quella moto”, ha detto il fratello di Valentino Rossi.

Anche Mir è stato devastato da quanto accaduto sul circuito nordamericano. “Luca (Marini) è un sopravvissuto. La situazione è disperata. Se vuoi fare qualcos’altro, non puoi. E quello che è successo un po’ in gara è stato questo, che ti ritrovi nel gruppo centrale un sacco di volte. Ti avvicini, fai un giro, due giri recuperando. Ma al terzo giro, la moto dice: ‘Mi arrendo’ e poi sei a terra. Questo è un po’ il riassunto della storia. Dobbiamo essere forti e lavorare sodo per uscire da questa situazione”, ha detto il due volte campione del mondo.

Yamaha non è da meno

L’unica consolazione rimasta a HRC è che anche Yamaha è in pessima forma. Le due grandi strutture giapponesi non sanno come reagire e in questo momento sono in un altro campionato. Ad Austin non c’è un nuovo capitolo della Ducati Cup, con Aprilia (con un Maverick Viñales imperiale) e KTM (con un incredibile Pedro Acosta) che superano la Desmosedici. Ma dei giapponesi non c’era traccia. E questo nonostante tra le loro fila ci siano campioni come Mir o Fabio Quartararo. Ma ancora oggi passano inosservati. Non appaiono nemmeno in TV.