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Bagnaia e Ducati cercano il riscatto a Jerez

La stagione 2024 si preannunciava nel migliore dei modi per Ducati e per Bagnaia in particolare. I campioni in carica hanno iniziato la stagione con la vittoria in Qatar, ma dopo quella dimostrazione di superiorità in cui l’obiettivo era quello di affermarsi come leader fin dal primo momento, le cose sono completamente cambiate per l’italiano. La prima nota negativa dell’anno è arrivata a Portimao con una caduta che ha interessato anche Marc Márquez e quando Austin sembrava lo scenario ideale per ripartire, le cose non sono cambiate. Il due volte campione del mondo della MotoGP ha lasciato la pista americana con 13 punti (due il sabato e undici la domenica) e non era nemmeno un candidato al podio complice il suo stato di forma con la Desmosedici che non aveva nulla a che vedere con quello di un anno fa.

Pecco non è a suo agio sul manubrio della GP24, non riesce a guidare come vorrebbe e le vibrazioni nella gomma sembrano essere il punto di partenza di tutti i suoi problemi. O almeno così ha fatto intendere l’italiano dopo il GP delle Americhe ai microfoni di Sky: “Dal sesto giro in poi ho dovuto iniziare a guidare sulla difensiva. Avevo molte vibrazioni, si chiudeva davanti. Ora dobbiamo lavorare”. Bagnaia si prende la sua parte di responsabilità e la necessità di migliorare, mentre Ducati punta il dito contro le scarse prestazioni del pilota che avrebbe dovuto guidare la spedizione di Borgo Panigale. Dall’Igna, amministratore delegato del team, parla di “una buona partenza nel primo terzo di gara”, ma si sofferma subito sui contrattempi che hanno segnato la domenica del campione: “Il suo passo è diventato meno efficace e si è difeso per assicurarsi un quinto posto che non lo soddisfaceva. Un bottino molto magro, senza podio, in un weekend da lasciarsi alle spalle”.

Dall’Igna parla già della “prossima sfida” (dal 26 al 28 aprile a Jerez) che Bagnaia ha davanti a sé, ma non gli sfugge la caduta di un pilota che ha totalizzato 13 dei 37 punti possibili in territorio americano. Pecco ha chiuso al quinto posto assoluto, a 30 punti dal leader Martín, dopo aver mancato il podio per il secondo appuntamento consecutivo. Qualcosa che non accadeva da appena un anno, tra Argentina e Austin. Il due volte iridato si giustifica però: “È un inizio di stagione simile a quello del 2022, quando all’inizio ho faticato un po’ e cercavo solo di portare a casa qualche punto”. L’italiano è convinto che “lavorando torneremo dove dobbiamo essere”, e lancia un messaggio ambizioso e pieno di speranza: “Quando sarà il momento di attaccare ed essere davanti, lo faremo”.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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