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Martin vince la gara sprint di Jerez segnata da tante cadute.

Che gara sprint movimentata quello di Jerez, con vittoria di Martín, secondo di Acosta e terzo di Quartararo, che ha preceduto Pedrosa per soli 50 millesimi. Anche se è durata un paio d’ore, perché il francese è stato penalizzato per la pressione delle gomme e lo spagnolo ha ereditato il terzo posto dal pilota Yamaha.

A differenza dello scorso anno, nessuna bandiera rossa dopo la partenza, che è stata pulita, ma che ha dato il via ad un carosello di cadute che ha raggiunto un numero altissimo: 14 in totale.

Sono caduti quasi tutti, ma soprattutto è caduto nuovamente Marc Márquez quando era in testa e gli mancavano meno di quattro giri per riconquistare la vittoria 916 giorni dopo. È arrivato alla curva 9 (Nieto), la stessa dove prima aveva superato Martín. L’otto volte campione è entrato in un piccolo tratto di asfalto bagnato e ha perso la ruota anteriore.

Marquez ha potuto riprendere la gara ed è tornato in pista, tanto che ha provato a sorpassare Mir dove non c’era spazio, toccandolo nella curva all’ingresso del traguardo, rinunciando alla posizione e alla fine ha tagliato il traguardo in settima posizione, molto meno di quanto ci si aspettasse da lui.

L’elenco dei caduti, nell’ordine, è il seguente: Aleix, Miller, Bagnaia, Di Giannantonio, Savadori, Rins, Álex Márquez, Binder, Bastianini, Bezzechi, Márquez, Maverick, Marini, Bradl e Zarco. Molti erano alla curva 5 e alcuni si potevano evitare, come quello di Bagnaia alla curva 1.

E Binder lo ha preso alla prima curva e ha lasciato Pecco senza spazio, perché a sua volta aveva l’esterno su Bezzecchi. Quella manovra del sudafricano formò un sandwich letale per il Campione del Mondo.

Prima di quell’azione, Binder, partito ancora una volta molto bene dalla quarta posizione per passare in testa, ha avuto una rissa con Márquez nella curva d’ingresso al traguardo, e Álex ne ha approfittato per sorpassare entrambi e portarsi in testa per un tratto, pochi istanti di secondo prima che suo fratello lo superasse nuovamente, per ritrovarsi alle calcagna di Martinator .

Il leader della classifica generale ha commesso un errore alla curva 7, che ha permesso al pilota di Gresini di tagliare il secondo deficit che aveva, per superarlo a sei giri dalla fine alla curva Nieto, dove sarebbe caduto due giri dopo.

Con così tante cadute, c’è stato un podio davvero inaspettato, con Martín, Acosta e Maverick, partiti undicesimo, ma il pilota dell’Aprilia è stato un altro di quelli che sono caduti alla curva 5, come Binder, Álex e Bastianini.

A beneficiarne sono stati soprattutto Quartararo e Pedrosa, partiti molto indietro e finiti in lotta per il podio. Lo spagnolo supera così il risultato dello scorso anno a Misano, un ottimo risultato considerando che è in “pensione “dal 2018.

Tornando a ‘Martinator’, l’undicesima vittoria in sprint, la seconda di questa stagione, lo rende ancora più leader della classifica generale, ora con 29 punti di vantaggio su Acosta (partito decimo)

Domani sarà più difficile, perché dovrebbero esserci meno cadute e Márquez, Pecco e qualche altro cercheranno la vendetta.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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