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Ducati domina anche i test MotoGP di Jerez con di Giannantonio

Il test di lunedì all’Ángel Nieto di Jerez ricalca più o meno il GP di Spagna, con un netto dominio della Ducati, questa volta con Di Giannantonio in testa alla classifica dei tempi, con Vinales secondo e con i marchi giapponesi, i più bisognosi di miglioramenti tecnici e i più aiutati dalle concessioni nei regolamenti, ancora in difficoltà. Certo, Joan Mir ha chiarito le cose alla Honda, facendole capire che la strada intrapresa con la nuova moto non è quella giusta.

Il due volte iridato ha parlato a mezzogiorno e ha lasciato diverse frasi: “La direzione che prenderei è già chiara, e gli ingegneri già lo sanno”. Di più: “Ci siamo messi al lavoro nella direzione che riteniamo giusta”. Il prototipo con cui Bradl ha corso lo scorso weekend lo aveva già scartato nei test di Montmeló della settimana precedente, dove con una sola uscita in pista sapeva già che non avrebbe funzionato: “Qui non avremmo provato una moto con cui Bradl si era già allenato. Abbiamo spinto per provarla nei test di Barcellona, l’abbiamo scartata e basta. Ora manca il lavoro. La moto che Stefan ha usato non è quella con cui vogliamo continuare a lavorare”.

Nonostante un panorama del genere, il maiorchino ha cercato di essere positivo: “La giornata è stata più positiva di quanto ci saremmo potuti aspettare. Abbiamo provato un concetto diverso. È una direzione che dobbiamo evolvere, ma penso che avrà del potenziale in futuro. Non è la moto dell’anno scorso, è roba dell’anno scorso. Il motore? In parte, sì. Provando, ho potuto girare un po’ meglio con quell’anteriore. Poi perdiamo in altre zone che sono un vero disastro, ma se dovessi decidere, avrei ben chiaro quale sarebbe la direzione da prendere, anche se penalizzasse sotto altri aspetti”.

Chi ha avuto motivo di essere contento di questo test post-gara, al di là del suo buon risultato, è stato Maverick Viñales che ha finalmente trovato il problema alla sua seconda moto, con la quale ha dovuto correre dopo aver subito una caduta con la prima, e che non era al livello di quella che lo aveva portato a mettersi in luce a Portimao e Austin. Si trattava di un componente “abusato”. Mack ha spiegato: “Oggi abbiamo capito cosa aveva la moto B, e c’erano alcune parti che non erano al massimo delle loro prestazioni. Ed è un peccato perché ho corso con quella moto questo fine settimana, e ho dato la colpa al freno anteriore, perché la moto non mi fermava in curva, ed era a causa di un componente della moto che non era al 100%”. Problema rilevato, così felice: “Già per capirlo considero il test buono, perché ti dà tranquillità e spazio tecnico per diversi set-up”.

Per quanto riguarda la classifica dei tempi, il miglior tempo di Di Giannantonio di 1:36.405 gli avrebbe permesso di essere quinto nella sessione di venerdì pomeriggio, le Prove Libere, in cui ha guidato il più veloce, a 0.380 dal record stabilito da Bagnaia e che era il nuovo record della pista (1:36.025).

Alle spalle dell’italiano si è piazzato Maverick, che ha fatto segnare il suo miglior tempo a meno di tre minuti dalla fine ed era staccato di soli 0.087. E dopo di loro due e a chiudere la top 10, Moridelli, Bagnaia, Márquez, Binder, Aleix, Álex Márquez, Bastianini e Martín. Più indietro, Acosta 11°, Raul Fernandez 12°, Rins 14°, Pol 19°, Mir 21° e Augusto Fernandez 22°.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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