Quattro vittorie di fila nelle ultime quattro edizioni per mano di Petrucci, Miller, Bastianini e Bezzecchi, doppiette nel 2021 e nel 2022 e tripletta nel 2023 danno a Ducati le ali per dominare tutte le classifiche di Le Mans di quest’anno. E la caduta di Jerez quando era in testa alla gara sta spingendo Jorge Martín, leader del Mondiale con 17 punti di vantaggio su Bagnaia, a mostrare un plus di velocità. Fino a quando la Ducati non deciderà ufficialmente, lo spagnolo lotterà duramente per la nomination come pilota ufficiale nel 2025 e questo venerdì lo farà capire guidando le prove libere e rimanendo a 81 millesimi di secondo dal record di tutti i tempi.
L’inizio delle Prove Libere della MotoGP che danno accesso ai posti di accesso alla lotta per la pole è stato frenetico e già al quinto giro Maverick Viñales ha battuto il miglior tempo del mattino di Martín con il suo 1’31″359, ma anche Marc Márquez e Pedro Acosta sono passati in testa alla classifica. Ma al quinto giro, lavorando sulla morbida posteriore, il 93 ha subito la settima caduta dell’anno, alla curva 12 e abbastanza tempo per riprendere confidenza con quelle stesse gomme.
Jorge Martín, con un posteriore morbido di 20 giri, ha rilevato l’Aprilia Viñales per 1:31.305, che Bagnaia ha abbassato a 1:31.235 come nuovo tempo da battere prima di affrontare il time attack cruciale con gomme fresche per conquistare un posto nella top-10.
Il primo ad approfittarne è stato Aleix Espargaró con il suo 1:31.113, ancora a più di sei decimi dal record detenuto da Bagnaia dal 2022. Il prossimo ad avvicinarsi è stato Fabio di Giannantonio con la GP23, è stato il primo a scendere sotto l’1’31” e con 1’30″683 era già sotto il tempo della pole 2023 e a 233 millesimi dal record assoluto. ‘Martinator’ non ha mollato con la GP24 e ha raddoppiato la puntata con il suo esplosivo 1:30.531, a 81 millesimi dal record. Bagnaia ha staccato di 145 millesimi e Pedro Acosta di 187 millesimi, che sono stati i più vicini a Martín.
Marc Márquez non si è sentito a suo agio nel suo primo time attack con la nuova posteriore morbida, provvisoriamente dodicesimo, a sette decimi dal miglior tempo dell’epoca e perdendo posizioni in modo drammatico. A poco più di due minuti dalla fine ha migliorato il suo miglior tempo nei primi due settori, ma è stato appena sufficiente per riconquistare il dodicesimo posto. La caduta di Bastianini e le relative bandiere gialle lo hanno lasciato senza una prima opzione per migliorare, ha provato la pelle dei denti prima di vedere la bandiera a scacchi, ma dopo essere andato con il casco rosso in T1 stava già perdendo tempo e non è andato oltre il 13° posto. Per la prima volta in questa stagione fuori dalla Q2.
E in Q1 dovrà giocarsi i quarti di finale con Bastianini, suo fratello Àlex e Brad Binder che è caduto due volte alla curva 13 in prova, tre volte di venerdì. Qualificati direttamente per la Q2, oltre a Martín Bagnaia e Acosta, Viñales, Di Giannantonio, Miller, Aleix Espargaró, Morbidelli, Bezzecchi e l’idolo locale Fabio Quartararo che si è aggrappato per 10 millesimi a quella top-10 ai danni di Bastianini.
Joan Mir è tornato in testa al gruppo Honda, lasciandosi alle spalle anche una Ducati, quella di Alex Márquez e alle spalle di Brad Binder. Ma a Le Mans le Yamaha si sono staccate dalle Honda.

