L’anno scorso Jorge Martín iniziò a ribaltare un brutto inizio di stagione nella Le Mans Sprint e un anno dopo ciò gli permise di voltare pagina dopo l’errore commesso nella caduta nella gara di Jerez, oltre ad aggiungere la terza vittoria dell’anno nella gara breve ma per prendere nuovamente le distanze in testa alla classifica della MotoGP in questo sabato del GP di Francia. Ora Bastianini è a 28 punti di distacco e a 29 punti Bagnaia, vittima fin dal via di un problema tecnico sulla sua GP24.
Ma il grande protagonista, il più inaspettato sul podio, è stato Marc Márquez che sembrava condannato all’irrilevanza questo sabato dal 13° posto in griglia, la prima volta che non entrava in Q2, e ha fatto una partenza perfetta e una delle migliori rimonte della sua carriera in Ducati. In soli due settori ha guadagnato nove posizioni e questo gli ha facilitato quel sorprendente secondo posto, il suo terzo secondo posto in Sprint da quando è arrivato alla Ducati Gresini.
Marc Márquez era caduto dalla pole di Jerez al 13° in griglia di Le Mans in soli 15 giorni, la sua peggiore classifica da quando è salito sulla Ducati delineando il piano di rinascita. Ma la pista di Le Mans lo adora anche se non è a sinistra L’anno scorso ha vissuto uno dei suoi migliori fine settimana con la Honda anche se la fortuna non è stata dalla sua nella gara lunga ed è caduto a due giri dalla fine lottando per il secondo posto. . Anche se con la Ducati alla curva non era esplosivo, il suo passo era sufficiente per pensare ad una rimonta e perché no, ad un podio.
Martin è partito perfettamente dalla pole, all’opposto di Bagnaia, rimasto bloccato (15°) per un problema tecnico in partenza e perdeva posizioni. È stato Vinales a mettersi alle spalle di Martín, ma Bezzecchi e Aleix Espargaró lo hanno subito superato. Poi si è scoperto che l’Aprilia di Vinales era partita troppo presto al via e questo gli è costato una doppia penalità sul giro lungo. Ma è riuscito a difendere la top-5 finale.
E dal 13° al 6° posto c’è stata la straordinaria rimonta iniziale di Marc Márquez, con una partenza da videogioco e un sorpasso molto abile all’esterno mentre gli altri erano lenti all’interno. Alla fine del T2 era già quarto con soli 8 decimi persi contro ‘Martinator’ che aveva già invocato la fuga senza rivali di cui preoccuparsi fin dalla prima curva.
E al secondo giro, quando era quindicesimo, Pecco Bagnaia ha abbandonato definitivamente per problemi tecnici e con tristezza il vincitore dell’avvincente duello di domenica a Jerez è rimasto seduto al box a guardare il resto della gara. Anche nello Sprint avrebbe ceduto punti al suo grande rivale Martín e al suo compagno di squadra Bastianini per il secondo posto nel Campionato del Mondo di 1 punto.
Martín e Bezzecchi sono rimasti soli al comando, sempre mezzo secondo di vantaggio su ‘Martinator’ sul vincitore a Le Mans’23, con Marc Márquez a un secondo e mezzo dietro di loro e mezzo secondo su Viñales che è diventato un secondo sopra il Nativo di Girona alla sesta curva. Un secondo è toccato anche a Bezzecchi al settimo giro per consolidare il vantaggio solitario di Martín a metà gara.
Márquez era vicinissimo a Bezzecchi e ha cominciato a mettergli pressione finché a quattro giri mi dalla fine l’italiano è caduto alla curva 9 e sia Marc Márquez che Maverick Viñales sono saliti sul podio. Il pilota dell’Aprilia aveva però un pericolo nel suo inseguitore Bastianini che girava mezzo secondo al giro più veloce di lui e mancavano solo tre giri per difendere quel podio.
Pedro Acosta si è appropriato ancora una volta del soprannome di “re delle parate” precedentemente assegnato a Marc Márquez dopo una rimonta dal decimo al sesto posto e stava cercando di strappare la top-5 ad Aleix Espargaró. Basta all’esordiente intelligente che continua a raccogliere punti e mantiene il quarto posto a sole due lunghezze dal terzo posto di Bagnaia.
Si è trattato della quarta tripletta spagnola nello Sprint, su cinque possibili, e di un magnifico antipasto di una domenica in cui il meteo, a differenza dei primi due giorni che ha giocato a favore dei piloti, avrà la sua importanza. Pioggia e temporali sono attesi a metà della gara lunga della MotoGP.
