Alex Marquez ha rivelato che il sistema di comunicazione radio in MotoGP potrebbe diventare obbligatorio a partire dalla stagione 2026, dopo aver testato un’evoluzione del dispositivo durante i test ufficiali di Aragon lunedì.
La MotoGP ha svolto una giornata di test ufficiali dopo il Gran Premio, con alcuni piloti che hanno avuto l’opportunità di provare l’ultima versione del sistema di comunicazione radio, sviluppato negli ultimi anni per migliorare la sicurezza in gara.
Il sistema di comunicazione radio in MotoGP
Attualmente, il sistema in fase di sviluppo è un auricolare a conduzione ossea, che trasmette i messaggi della direzione gara direttamente ai piloti mentre sono in pista. Marquez ha avuto modo di testarlo per la prima volta a Aragon e ha suggerito che potrebbe essere obbligatorio per tutti i piloti a partire dal 2026.
“È la prima volta che l’ho provato,” ha spiegato Marquez. “Già l’avevo visto a Silverstone, ma qui l’ho testato direttamente in pista. Non è proprio una radio, perché c’è sempre una voce che ti accompagna, ma non è come quando qualcuno dal box ti parla direttamente.”
Marquez ha sottolineato che il test era stato fondamentale, anche se non è stato facile capire chiaramente i messaggi durante la guida. “Non è stato facile da capire in alcuni punti, ma è stato utile testarlo. Mi sembra che l’anno prossimo potrebbe diventare obbligatorio per motivi di sicurezza.”
Problemi iniziali e potenzialità future
L’idea iniziale del sistema radio è quella di utilizzarlo per trasmettere messaggi dalla direzione gara ai piloti, simile al sistema che il World Endurance Championship utilizza per i propri piloti. Un portavoce di MotoGP aveva dichiarato lo scorso anno che il sistema sarebbe stato utilizzato volontariamente dai piloti una volta pronto, ma se la proposta diventerà obbligatoria a partire dal 2026, i test di Aragon suggeriscono che il sistema potrebbe essere già utilizzato da qualche pilota durante la stagione corrente.
Marquez ha spiegato che inizialmente è stato difficile concentrarsi sui messaggi quando stava spingendo al massimo. “Quando stavo spingendo forte, a 1m46s, non riuscivo a sentire nulla perché ero davvero concentrato sulla pista,” ha detto. “All’inizio riuscivo a sentire il messaggio, ma dopo un po’ il mio cervello lo ignorava.”
Adattamento al sistema radio
Lorenzo Savadori, pilota di Aprilia, ha anche testato il sistema, rivelando alcuni dei problemi iniziali. “Il pad tocca l’osso, ma rispetto a prima è molto più piccolo,” ha spiegato Savadori. “Ora è più grande e meglio posizionato, ma il problema principale è che quando si è in rettilineo ad alta velocità, il casco può muoversi un po’, facendo sì che il pad si sposti e si perda il segnale.”
Tuttavia, Savadori ha notato che il sistema migliora ogni volta che viene testato. “Il feeling migliora ogni volta che lo provo. Alla fine, penso che i piloti si abitueranno a collegarsi e scollegarsi quando salgono e scendono dalla moto,” ha aggiunto.
Prospettive future: comunicazione via radio e diretta TV
L’introduzione del sistema radio in MotoGP avrà inizialmente una funzione di sicurezza, ma l’obiettivo finale sembra essere quello di implementare una comunicazione ship-to-shore simile a quella che si vede in Formula 1 per migliorare la diretta televisiva.
Nel corso dell’ultimo anno, Dorna ha già sperimentato la trasmissione delle comunicazioni tra i tecnici e i piloti durante le gare, offrendo un’anteprima di ciò che potrebbe diventare una parte centrale della trasmissione televisiva.
Con il sistema radio, la MotoGP sta cercando di adottare una tecnologia che potrebbe arricchire l’esperienza televisiva e migliorare la sicurezza dei piloti. I test di Aragon sono solo l’inizio, e il futuro della comunicazione in gara sembra destinato a evolversi rapidamente.
Il sistema di comunicazione radio potrebbe rivoluzionare il modo in cui i piloti interagiscono con la direzione gara e con i tecnici, mentre i miglioramenti tecnici continueranno a ridurre i problemi iniziali. Con il 2026 alle porte, la MotoGP si prepara a un cambiamento significativo che potrebbe influenzare non solo la sicurezza, ma anche l’esperienza degli spettatori durante le gare.
