Lamborghini ha finalmente conquistato la tanto attesa prima vittoria assoluta alla CrowdStrike 24 Ore di Spa, con il team GRT Grasser Racing che ha trionfato nella 78ª edizione della celebre endurance delle Ardenne. A regalare il successo alla casa di Sant’Agata Bolognese ci hanno pensato Mirko Bortolotti, Jordan Pepper e Luca Engstler, autori di una prestazione impeccabile al volante della Huracán GT3 EVO2 n. 63.
Il trio ha avuto la meglio dopo un finale al cardiopalma, imponendosi sulla Porsche 911 GT3 R n. 96 del team Rutronik Racing affidata ad Alessio Picariello, Sven Müller e Patric Niederhauser, con un margine di appena 8,7 secondi al traguardo.
Una vittoria storica
Dopo anni segnati da sfortuna e ritiri, Lamborghini ha finalmente rotto la maledizione, diventando il sesto costruttore diverso a vincere la 24 Ore di Spa nelle ultime sei edizioni, dopo Porsche, Ferrari, Mercedes-AMG, BMW e Aston Martin.
La gara ha vissuto una prima fase combattuta, con la McLaren n. 59 di Garage 59, la Lamborghini n. 163 di Vincenzo Sospiri Racing e la Mercedes n. 17 del team GetSpeed a lungo protagoniste. Proprio quest’ultima è stata però eliminata da un contatto con l’Audi n. 99 di Tresor Attempto Racing alla curva La Source.
A metà gara, la BMW n. 998 di ROWE Racing si è trovata in testa grazie a un pit stop fortunato sotto regime di Full Course Yellow, ma la Lamborghini n. 63 ha iniziato a costruire la propria leadership all’alba della domenica.
Il duello con Rutronik
Con BMW e Ferrari incapaci di tenere il ritmo, è stata la Porsche n. 96 di Rutronik Racing a lanciare la sfida a Bortolotti e compagni. Grazie a una strategia fuori sequenza, Rutronik è passata al comando a tre ore dalla fine sfruttando un’altra Full Course Yellow. Tuttavia, una foratura alla posteriore destra ha compromesso la gara della Porsche proprio prima del pit stop programmato, restituendo la testa alla Lamborghini.
Un’imprecisione durante l’ultima sosta ha fatto perdere quasi sette secondi a Bortolotti, permettendo a Niederhauser di avvicinarsi pericolosamente. Ma l’italiano ha saputo reagire, ristabilendo il distacco nei 30 minuti conclusivi e andando a siglare una vittoria storica.
Lotta per il podio e penalità decisive
La battaglia per il terzo gradino del podio ha visto protagonisti la Ferrari n. 51 di AF Corse e la BMW n. 98 di ROWE Racing. Un sorpasso spettacolare di Raffaele Marciello a 20 minuti dalla fine sembrava aver consegnato il podio alla BMW, ma una penalità di 30 secondi per infrazioni ai limiti di pista ha ribaltato il risultato.
Hanno così chiuso terzi Alessandro Pier Guidi, Vincent Abril e Alessio Rovera, autori di una rimonta strepitosa dopo un problema ai freni nelle prime ore di gara. Marciello, insieme a Jesse Krohn e Augusto Farfus, ha concluso quinto alle spalle della Ferrari n. 50 di Antonio Fuoco, Eliseo Donno e Arthur Leclerc.
Classifiche di classe e ritiri illustri
Nella classe Gold Cup, il successo è andato all’Aston Martin n. 33 di Verstappen.com Racing, dopo la foratura della McLaren n. 58 di Garage 59 a meno di dieci minuti dalla fine. La vettura vincente era guidata da Thierry Vermeulen, Harry King e Chris Lulham, che hanno chiuso noni assoluti.
Decimo posto per la Mercedes-AMG n. 48 di Winward Racing, unica vettura della casa tedesca nella top ten dopo una gara difficile per le squadre Pro. Vari ritiri hanno infatti coinvolto nomi importanti come GetSpeed, Boutsen VDS, Schumacher CLRT, VSR, Comtoyou Racing, Dinamic GT e Pure Rxcing, tutti messi fuori gioco da problemi tecnici o incidenti.
Tra gli altri risultati di rilievo: vittoria nella Silver Cup per l’Aston Martin n. 35 di Walkenhorst Motorsport, mentre la Bronze Cup è andata alla Ferrari n. 74. Nella Pro-Am, il gradino più alto del podio è stato conquistato dalla Porsche n. 29 del team AV Racing by Car Collection Motorsport.
Il trionfo del team Grasser segna un momento storico per Lamborghini, che ora può finalmente iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro di una delle gare endurance più prestigiose al mondo. Una vittoria costruita con intelligenza, velocità e sangue freddo, che resterà nella storia del marchio e della 24 Ore di Spa.
Foto: Danilo Russo
