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MotoGP 2025, stagione da montagne russe per Aprilia.

Doveva essere l’anno della consacrazione definitiva, si è trasformato invece in una delle stagioni più complesse ed emotivamente intense della storia recente di Aprilia in MotoGP. L’arrivo del campione del mondo Jorge Martin, accolto come un colpo sensazionale sul mercato piloti, ha finito per innescare una sequenza di eventi drammatici, tra infortuni, tensioni contrattuali e risultati ottenuti in sua assenza.

Il 2025 di Aprilia è iniziato nel peggiore dei modi: Martin si è infortunato nelle prime ore dei test pre-stagionali in Malesia. Da lì, una lunga serie di incidenti e fratture, culminata nel grave crash di Lusail, durante il suo debutto tardivo sulla RS-GP, quando è stato colpito da Fabio Di Giannantonio. Un calvario fisico che ha presto lasciato spazio anche a una crisi interna.

A metà stagione è infatti esploso il “caso Martin”. Il pilota spagnolo ha manifestato la volontà di lasciare Aprilia a fine anno, appellandosi a una clausola d’uscita dal contratto. Il suo manager Albert Valera ha indicato pubblicamente Honda come possibile destinazione, rivelando l’esistenza di un’offerta importante. Una prospettiva che ha scosso profondamente il box di Noale.

Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing, ha raccontato senza filtri quei momenti in un documentario MotoGP: “Quando Valera mi disse che Honda era interessata e che Jorge poteva andarsene, pensai fosse uno scherzo. Il giorno dopo sono andato a Madrid per parlarne direttamente con lui. Mi disse che pensava fosse meglio lasciare. Io gli risposi che non l’avremmo permesso”.

Aprilia ha contestato la validità della clausola e, con il sostegno pubblico del CEO di Dorna Carmelo Ezpeleta, ha imposto il rispetto dell’accordo biennale. Ma i problemi non erano finiti. Al rientro in pista, Martin ha subito un nuovo grave infortunio a Motegi, dopo aver sbagliato la frenata alla partenza della Sprint e aver centrato il compagno di squadra Marco Bezzecchi. Per lui, la quarta serie di fratture della stagione.

Con Martin praticamente fuori gioco, è stato proprio Bezzecchi – arrivato anch’egli da Ducati – a prendersi sulle spalle il progetto Aprilia. Il pilota italiano ha firmato tre vittorie nei Gran Premi, tre successi nelle Sprint e ha chiuso il mondiale al terzo posto, il miglior risultato di sempre per la casa veneta nella classifica piloti.

“È stata una stagione estremamente emotiva – ha ammesso Rivola – e certamente non è iniziata come avevamo pianificato. L’obiettivo era crescere gradualmente e lottare per i podi dopo qualche mese. Poi sappiamo cosa è successo con Jorge, tra infortuni e la spiacevole vicenda legata a Honda”.

Aprilia ha dovuto muoversi su un terreno delicato: mantenere aperto il dialogo con Martin, senza però cedere sul piano contrattuale. Una strategia che ha trovato simbolicamente il suo punto di svolta a Silverstone, dove Bezzecchi ha regalato alla squadra la prima vittoria stagionale, anche la prima sotto la nuova direzione tecnica di Fabiano Sterlacchini.

“Dopo quella vittoria – ha raccontato Rivola – ho mandato un messaggio vocale a Jorge: ‘Dai, possiamo farlo. Puoi farlo anche tu. Rimettiti presto’”.

Martin è tornato in pista a Brno, confermando pubblicamente il suo futuro in Aprilia anche per il 2026. Il suo miglior risultato è stato un quarto posto, prima di essere nuovamente fermato dagli infortuni. “Ha praticamente perso un’intera stagione – ha spiegato Rivola – e il prossimo anno non sarà facile. Bezzecchi è ormai al livello giusto. Jorge dovrà darsi tempo per conoscere davvero la moto”.

Il momento chiave, secondo il numero uno di Aprilia Racing, è stato il test di Misano: “È stato quasi l’unico giorno in cui Jorge ha potuto lavorare davvero sulla RS-GP, senza pensare solo alla prestazione immediata”.

Nonostante tutto, il bilancio finale sorride ad Aprilia. Oltre ai successi di Bezzecchi, Raul Fernandez ha regalato alla squadra Trackhouse la vittoria nel Gran Premio d’Australia e altri due podi. Il risultato complessivo è storico: secondo posto nel mondiale costruttori, alle spalle della sola Ducati.

Una stagione nata sotto una cattiva stella, ma chiusa con la consapevolezza di aver costruito basi solide. E con una lezione chiara: anche dagli anni più difficili può nascere la crescita più importante.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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