Alla vigilia di una nuova era tecnica per la Formula 1, la FIA difende l’impianto regolamentare del 2026 ma non chiude la porta a possibili correttivi. A parlare è il direttore delle monoposto della Federazione, Nikolas Tombazis, che a pochi giorni dal debutto stagionale in Australia invita alla prudenza, senza nascondere che alcuni aggiustamenti potrebbero rendersi necessari nel corso dell’anno.
Il primo semaforo verde del nuovo ciclo scatterà a Melbourne, teatro del Gran Premio d’Australia, appuntamento destinato a rappresentare il primo vero banco di prova per le monoposto profondamente riviste sotto il profilo aerodinamico e motoristico.
Nonostante la rivoluzione tecnica, i riscontri cronometrici emersi nei test hanno fornito indicazioni incoraggianti: le nuove vetture pagano solo pochi secondi rispetto alle F1 del 2025. Un dato che, secondo la FIA, dimostra come la base di partenza sia solida.
Le perplessità, tuttavia, non sono mancate. Alcuni piloti di punta, tra cui Max Verstappen e Lewis Hamilton, hanno evidenziato le difficoltà legate al nuovo equilibrio tra motore termico ed elettrico, che impone uno stile di guida differente. Le power unit 2026, caratterizzate da una ripartizione 50/50 della potenza, possono infatti trovarsi in deficit di energia elettrica su tracciati con lunghi rettilinei e poche frenate, costringendo i piloti a ricorrere con maggiore frequenza al lift-and-coast e a strategie di gestione più marcate.
Una situazione che ha alimentato interrogativi sulla spettacolarità e sulla naturalezza di guida delle nuove monoposto. Tombazis, però, ridimensiona le preoccupazioni: i timori emersi nei mesi scorsi al simulatore, spiega, erano ben più marcati rispetto a quanto osservato in pista. “Siamo in una posizione migliore rispetto alle previsioni di qualche mese fa”, è la sintesi del suo pensiero.
Ciò non significa che il regolamento sia immutabile. Tra le ipotesi allo studio figura un possibile intervento sulle modalità di gestione e recupero dell’energia, con modifiche prevalentemente software che non richiederebbero cambiamenti strutturali alle unità motrici. Prima di qualunque decisione, tuttavia, la Federazione attenderà i dati delle prime gare.
Ogni eventuale revisione dovrà comunque seguire l’iter previsto dalla governance della categoria, passando dal voto degli organi competenti. Tempi brevi, ma non immediati: difficile immaginare cambiamenti tra una gara e l’altra nelle primissime settimane di campionato.
Il messaggio della FIA è chiaro: il progetto 2026 nasce su basi ritenute valide e il lavoro svolto negli ultimi anni ha già risolto gran parte delle criticità iniziali. Ma la Formula 1 resta un laboratorio in continua evoluzione. Se l’esperienza in pista lo renderà necessario, il regolamento potrà essere affinato per garantire equilibrio tecnico e qualità dello spettacolo in un ciclo destinato a durare cinque stagioni.
