La lunga pausa forzata del campionato di Formula 1 non ha modificato la strategia della Ferrari sul fronte dello sviluppo della SF-26. Mentre il Mondiale osserva cinque settimane di stop dopo la cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita a causa della guerra in Iran, a Maranello il lavoro prosegue secondo un programma definito da mesi.
Il prossimo appuntamento iridato è fissato per il 3 maggio a Miami, e nelle ultime settimane si era diffusa l’idea che i team potessero sfruttare il calendario improvvisamente alleggerito per accelerare lo sviluppo delle monoposto o introdurre soluzioni più aggressive.
Secondo il direttore tecnico telaio della Ferrari, Loic Serra, però, non esiste alcun cambio di rotta.
«Il piano di sviluppo non nasce in una settimana o in un mese, è qualcosa che si prepara da molto tempo», ha spiegato Serra. «Noi programmiamo tutto con largo anticipo e continuiamo a seguire quel percorso. Il fatto di aver saltato una o due gare non cambia realmente il nostro approccio».
Ferrari respinge quindi l’idea che la pausa possa spingere i team verso aggiornamenti sperimentali o soluzioni estreme.
«Hai un piano di sviluppo e resti fedele a quel piano», ha aggiunto Serra. «Ciò che trovi in fabbrica, al simulatore o nella galleria del vento non viene modificato dal fatto di non correre per qualche settimana. La pausa non cambia ciò che stai imparando».
Nelle prossime gare diversi team porteranno un primo pacchetto di aggiornamenti a Miami, per poi introdurre una seconda evoluzione già al successivo Gran Premio del Canada. Una strategia che Ferrari osserva con qualche perplessità.
Secondo Serra, un doppio intervento ravvicinato ha senso soltanto se si tratta di piccoli passi in avanti.
«Se porti nuovi componenti a Miami e poi un altro step in Canada, dipende da quanto siano grandi gli sviluppi», ha spiegato. «Se si tratta di miglioramenti limitati e progressivi, allora la logica è comprensibile. Ma se parliamo di pacchetti molto diversi tra loro, i costi diventano importanti».
La Scuderia dovrebbe comunque presentarsi a Miami con un aggiornamento significativo per la SF-26, preparato da tempo all’interno del programma tecnico avviato già all’inizio del 2025.
«Abbiamo iniziato a sviluppare la SF-26 all’inizio dello scorso anno», ha ricordato Serra. «Per oltre dodici mesi lavori su una vettura senza poterla realmente testare in pista. Tutto ciò che impari deriva dalle simulazioni, dal lavoro virtuale e dai dati raccolti durante l’inverno».
Per questo motivo, secondo Ferrari, la mancanza di due gare non rappresenta un elemento in grado di cambiare in maniera sostanziale il percorso tecnico della monoposto.
«Più giri fai e più impari, questo è evidente», ha concluso Serra. «Ma non credo che l’assenza di due appuntamenti possa compromettere o alterare il modo in cui affrontiamo lo sviluppo della vettura».

Analisi molto interessante sulla strategia Ferrari. La continuità nello sviluppo è fondamentale, soprattutto con le nuove regole 2026 che cambieranno radicalmente la F1. Sarà affascinante vedere come la SF-26 evolverà nelle prossime gare, a partire da Miami.