A Circuito di Jerez torna sotto i riflettori Marc Márquez, nel teatro di uno dei momenti più difficili della sua carriera. Proprio qui, nel 2020, lo spagnolo subì il grave infortunio al braccio che ne condizionò gli anni successivi. Oggi, alla vigilia del Gran Premio di Spagna, è ancora la sua condizione fisica a far discutere.
Nonostante il titolo iridato in carica, il pilota della Ducati non è ancora al massimo della forma. La spalla, lesionata a Mandalika lo scorso ottobre, continua a limitarlo, mentre la casa di Borgo Panigale rincorre le prestazioni di Aprilia nelle prime gare stagionali.
“La moto è fondamentale, ma lo sono anch’io. Sto facendo fatica”, ha ammesso Márquez senza mezzi termini durante il weekend di Austin. Il problema, spiega, emerge soprattutto nelle fasi iniziali di gara: “Con gomme nuove la moto diventa più aggressiva e non riesco a guidare bene. Mi trovo in una posizione innaturale: sono veloce, ma non abbastanza per fare la differenza”.
Parole che fotografano un momento delicato: il talento resta, ma manca ancora quel margine che lo ha reso dominante per anni. Non a caso, il pilota catalano sottolinea come il vero passo avanti debba arrivare prima da sé stesso che dalla moto.
La pausa forzata di tre settimane, dovuta al rinvio della gara in Qatar, è stata sfruttata per lavorare sul recupero fisico. Jerez rappresenta così un banco di prova cruciale, anche per il calore del pubblico di casa.
Il ricordo più recente sul tracciato andaluso è agrodolce: vittoria nella Sprint Race nel 2025, seguita però da un errore nella gara domenicale, poi vinta dal fratello Álex Márquez.
Attualmente quinto nel mondiale e ancora a secco di podi nei gran premi domenicali, Márquez guarda anche oltre il weekend. Il test di lunedì sarà fondamentale per valutare nuovi sviluppi Ducati e cercare quel salto di qualità necessario per tornare stabilmente al vertice.
“Jerez è una pista storica, completa, e con tanti tifosi. Non vedo l’ora di tornare in pista”, ha dichiarato.
Una vittoria domenica avrebbe un sapore speciale: sarebbe la prima sul circuito spagnolo dal 2019. E forse, anche il segnale definitivo che il lungo percorso di ritorno è davvero vicino al traguardo.
