Nel paddock della Formula 1 continua a far discutere la soluzione tecnica introdotta dalla Scuderia Ferrari durante i test pre-stagionali in Bahrain. Il protagonista è l’innovativo alettone posteriore, già ribattezzato “Macarena wing”, capace di ruotare fino a 270 gradi e funzionare in modo simile a un’ala aeronautica, generando portanza sui rettilinei per aumentare la velocità di punta.
A rivelare la reazione immediata degli avversari è stato il chief designer della McLaren, Rob Marshall, che ha ammesso come a Woking la prima domanda sia stata tanto semplice quanto diretta: “Siamo sicuri che sia legale?” La risposta è arrivata rapidamente dal responsabile tecnico FIA per le monoposto, Nikolas Tombazis, che ha escluso qualsiasi irregolarità, confermando come Ferrari sia libera di utilizzare questa soluzione.
Nonostante l’attenzione suscitata, la nuova ala non ha ancora debuttato ufficialmente in gara. È stata infatti vista soltanto nelle sessioni di prove del Gran Premio di Cina sulle monoposto di Lewis Hamilton e Charles Leclerc, prima che il team decidesse di non impiegarla nel resto del weekend e di non riproporla nemmeno nella tappa successiva in Giappone.
Secondo Marshall, questa soluzione rappresenta un esempio emblematico di quanto i nuovi regolamenti tecnici siano meno limitanti del previsto. Se inizialmente si temeva che le norme potessero appiattire i progetti, la realtà emersa in pista racconta una storia diversa: i vincoli, pur complessi, lasciano ancora spazio all’ingegno. Lo stesso progettista britannico ha sottolineato come, osservando le monoposto al debutto stagionale, siano emerse idee completamente inattese, inclusa una particolare configurazione dell’uscita degli scarichi sulla Ferrari.
Ma non è solo la Scuderia di Maranello ad aver attirato l’attenzione. Marshall ha indicato anche altre vetture interessanti lungo la griglia: la Audi F1 Team si distingue per sidepods dal design insolito rispetto alle aspettative, mentre la Aston Martin F1 Team presenta soluzioni di sospensione giudicate ambiziose, soprattutto nella parte posteriore, ma con spunti rilevanti anche all’anteriore.
L’impressione generale è che, contrariamente alle previsioni iniziali, la stagione 2026 possa offrire una varietà tecnica significativa. Ogni monoposto sembra infatti racchiudere almeno un’idea capace di sorprendere gli avversari, segno che la creatività in Formula 1 è tutt’altro che scomparsa.
