Dopo le prime modifiche regolamentari introdotte nel weekend del Gran Premio di Miami, Lando Norris ha lanciato un messaggio chiaro alla Formula 1: gli interventi sono un passo nella giusta direzione, ma non bastano. Per il campione del mondo in carica, serve un cambiamento molto più radicale, fino ad arrivare — provocatoriamente ma non troppo — all’eliminazione della componente elettrica.
La FIA e la F1 avevano deciso di intervenire dopo le critiche emerse nelle prime gare del 2026, dove i piloti erano costretti a gestire pesantemente l’energia, rinunciando spesso a spingere al massimo. L’obiettivo delle nuove regole era proprio quello di permettere giri più “flat-out” in qualifica e ridurre il lift and coast.
Secondo Norris, però, il risultato è ancora lontano da quello ideale.
“È un piccolo passo nella giusta direzione, ma non è ancora al livello che la F1 dovrebbe raggiungere”, ha dichiarato il pilota della McLaren. “Se in qualifica spingi al massimo come facevi negli anni passati, vieni comunque penalizzato. Non dovrebbe succedere. Per questo credo che il problema non sia davvero risolvibile senza interventi più drastici: bisogna eliminare la batteria.”
Una posizione forte, che riflette il malcontento diffuso nel paddock, soprattutto per quanto riguarda la gestione energetica delle monoposto ibride.
Più equilibrata, ma comunque critica, la posizione del compagno di squadra Oscar Piastri. L’australiano ha riconosciuto che in qualifica qualcosa è migliorato, grazie alla riduzione del recupero energetico, ma ha sottolineato come in gara la situazione sia rimasta pressoché invariata.
“In qualifica va un po’ meglio, ma non è tutto risolto. In gara, invece, è praticamente tutto uguale”, ha spiegato. “Le differenze di velocità sono enormi. È difficile sia difendersi sia attaccare.”
Proprio le elevate velocità di avvicinamento rappresentano uno dei principali problemi di sicurezza segnalati dai piloti, già emerso con forza dopo l’incidente ad alta velocità di Oliver Bearman in Giappone. Piastri ha raccontato un episodio emblematico: pur avendo un secondo di vantaggio, è stato superato sul rettilineo da George Russell nel giro di pochi istanti.
Sulla stessa linea anche Andrea Kimi Antonelli, protagonista di un inizio di stagione straordinario e vincitore a Miami. Il pilota Mercedes ha confermato i progressi in qualifica, ma ha evidenziato criticità ancora evidenti in gara.
“La qualifica è più naturale, ma in gara le velocità di chi segue sono ancora troppo alte”, ha detto. “Con l’aerodinamica attiva la macchina è meno reattiva nei cambi di direzione, quindi bisogna anticipare molto e fidarsi degli altri piloti. È un piccolo passo avanti, ma serve ancora altro.”
Il quadro che emerge è chiaro: le modifiche introdotte dalla FIA rappresentano un primo tentativo concreto di rispondere alle critiche, ma per i piloti non sono sufficienti. Il dibattito resta aperto e, come suggerisce Norris, il futuro della Formula 1 potrebbe richiedere scelte molto più radicali.
