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F1: Gp BARCELLONA, Pagelle ” Vince la Ferrari sbagliata, quella del bollito 2025!”

Si potrebbe dire che dopo tanta attesa vince la Ferrari sbagliata, ma cerchiamo di essere onesti: ogni tifoso della Rossa dovrebbe accendere un cero per la vittoria di Barcellona. In prima battuta si è recuperato un campione che, non dimentichiamolo, l’anno scorso è stato bersagliato da ogni tipo di insulto — un classico trattamento ridicolo che oggi viene riservato con cadenza settimanale al povero Leclerc. La vera notizia, però, non è il trionfo in un vicolo cieco favorevole come Montecarlo, ma sulla pista più tecnica in assoluto. Sul tracciato spagnolo servono telaio, aerodinamica e soprattutto il motore: proprio quello che sembrava l’anello debole della Ferrari e che invece, su un asfalto così bastardo, ha miracolosamente limitato i danni.

Hamilton dà lezioni di guida, Russell prende appunti e come sempre piange.

Lewis Hamilton ha vinto sfoderando una strategia aggressiva delle sue, ma la verità è che quando è rimasto davanti ha stampato un passo gara che Russell poteva solo sognarsi nei suoi incubi migliori. In casa Mercedes, comunque, c’è un campanello d’allarme acceso che fa più rumore di una sirena antiaerea: la loro tanto decantata e potente power unit si è scoperta fragile, ma di una fragilità totalmente imprevedibile. Praticamente tutti i piloti motorizzati Mercedes, inclusi i team clienti, hanno dovuto fare i conti con un desolante zero in classifica durante il weekend.

Antonelli, datti una grattata: il titolo è tuo, l’ansia pure

Il giovane Kimi Antonelli, insomma, non dormirà sonni tranquilli da qui alla fine. Alle sue spalle non c’è più un Russell qualsiasi pronto a lamentarsi via radio, ma un vecchietto con sette mondiali in tasca che sa benissimo come mettere pressione e come si porta a casa l’iride. Intendiamoci: il mondiale non è affatto riaperto e il titolo è ancora saldamente nelle mani del ragazzino, che a questo punto può solo perderlo. Ma nel circo della Formula 1 tutto è ancora da vedere, soprattutto quando corri con l’ansia costante di non sapere se e quando la tua monoposto deciderà di trasformarsi in un barbecue.

  • Lewis Hamilton – Voto 10: È tornato! Dopo aver masticato merda per un anno intero, ha imposto al team le sue modifiche, si è preso il muretto sulle spalle e gli ingegneri arrivati da poco a Maranello lo ascoltano come se fosse il Messia. La rinascita comincia da Barcellona, capitanata da Sir Lewis.
  • Chez Vasseur – Voto 10: Lo Chef ci ha messo due anni per cucinare questa vittoria, ma alla fine il piatto è servito. Saranno stati i nuovi innesti tecnici scippati alla Red Bull, sarà che finalmente qualcuno ascolta Hamilton, ma la svolta è arrivata. Ora, per favore, facciamo in modo che non sia un miracolo isolato ma una costante.
  • Max Verstappen – Voto 7: Ha fatto la sua gara praticamente da solo, facendo il possibile per raccogliere quanti più punti possibili. L’ombra di se stesso, ma con un talento che basta ancora a salvargli la pelle.
  • Oscar Piastri – Voto 7: Ha recuperato buone posizioni sfruttando al meglio l’altrui tendenza al suicidio (leggi: i ritiri dei colleghi). Non commette errori e fa il suo per portare a casa il bottino.
  • Pierre Gasly – Voto 7: La zona punti non era affatto scontata. La sua Alpine non era esattamente un fulmine in qualifica, ma il francese ha dimostrato ancora una volta di essere solido e di essere un pilota su cui si può effettivamente contare.
  • Arvid Lindblad – Voto 7: Punti pesantissimi per un pilota che sta crescendo. Buon passo e zero sbavature, ma adesso deve tirare fuori l’acuto da fuoriclasse se non vuole rischiare di sprofondare nella mediocrità.
  • Lando Norris – Voto 6: Ha fatto la sua onesta gara. A un certo punto non sapeva bene che pesci pigliare, poi ha dato indicazioni (buone) al team. Alla fine era persino contento… per quanto possa essere felice un campione del mondo che arriva terzo.
  • Isack Hadjar – Voto 6: Bravo a metterci una pezza dopo una partenza a dir poco pessima. Alla fine si ritrova a girare nel deserto, senza avversari intorno, col solo compito di portare la macchina al traguardo.
  • Liam Lawson – Voto 6: Gara onesta. Parte bene, ma viene presto risucchiato nel gruppone senza avere il mezzo per fare la differenza. Porta a casa dei buoni punti e la pagnotta.
  • George Russell – Voto 5: Doveva essere la sua grande rivincita e invece, se non si fosse ritirato, le avrebbe prese ancora da Antonelli. Non è in grado di fermarlo e, a quanto pare, non è in grado di competere nemmeno con Hamilton. Il momento di essere ufficialmente declassato a seconda guida è tragicamente arrivato.
  • Le Frecce D’Argento – Voto 5: Avere il motore più potente del lotto va benissimo; avercelo che si rompe a tradimento e random un po’ meno. Per gli avversari è una speranza, anche perché nemmeno Toto Wolff sembra strapparsi i capelli quando si ferma una delle sue macchine.
  • Il Papaya Team – Voto 6: Portano a casa un podio. Se non fanno fesserie e la macchina va, avrebbero pure il passo per stare con la Mercedes e, ogni tanto, puntare alla vittoria. Se solo si decidessero a correre sul serio invece di giocare con le macchinine!

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