George Russell torna alla vittoria, e lo fa con autorità. Il britannico ha messo in pista tutto il suo repertorio: sopraffino talento di guida, acume tattico, un pizzico di malizia e l’immancabile dose di lamentele via radio. Di contro, si registra il pesante crollo della Ferrari. Intendiamoci, la Rossa si era ritrovata momentaneamente al comando solo grazie a una cortesia di Verstappen, poiché era evidente che né Hamilton né tantomeno Leclerc avessero il passo per arginare la Mercedes e, soprattutto, una rediviva Red Bull. Sul tracciato austriaco i “bibitari” sono tornati a fare paura: la monoposto è stata stravolta al punto da restituire un Verstappen moderatamente soddisfatto a fine gara. Se queste prestazioni troveranno conferma a Silverstone, la Mercedes avrà un altro durissimo rivale per la vittoria e la corsa al titolo mondiale si complicherà parecchio.
Antonelli limita i danni, ma il futuro non aspetta
In questo scenario, Andrea Kimi Antonelli si ritrova a masticare amaro. Per il giovane talento italiano è stato un weekend decisamente storto, a partire da una qualifica compromessa quando ha dovuto alzare il piede – correttamente – per l’escursione di pista di Verstappen. In gara, poi, la sua monoposto non è mai apparsa in perfetta forma. Questa volta il pilota italiano è riuscito a limitare i danni artigliando un podio, ma Antonelli sa benissimo che non sono ammessi passi falsi: non si può cedere un solo millimetro a rivali del calibro di Hamilton e Verstappen, e men che meno a un Russell così spietato a parità di macchina.
- George Russell – Voto 10: Ha rasentato la perfezione, come non gli succedeva da tempo. Ci ha messo quel pizzico di malizia e furbizia che distingue i buoni piloti dai campioni. Parte forte, si prende la leadership e detta il ritmo fino alla bandiera a scacchi. Un messaggio forte e chiaro, recapitato direttamente al box di Antonelli.
- Max Verstappen – Voto 8: Rovina le qualifiche con una pesante uscita di pista, ma la monoposto c’è, la fiducia anche e la rimonta diventa realtà. Si infila secondo in mezzo alle due Mercedes: la vittoria non è ancora alla sua portata, ma non è più così lontana. Max è tornato.
- Frecce d’Argento – Voto 8: Portano a casa un’altra vittoria, ma la monoposto non è ancora perfetta. Troppe piccole criticità che tengono a galla la concorrenza e non fanno dormire sonni tranquilli ai piloti.
- I Bibitari – Voto 8: Hanno stravolto la vettura per permettere al “motorone” Ford di esprimere tutto il suo potenziale. Se la prestazione verrà confermata a Silverstone, la seconda parte di stagione sarà da brividi.
- Kimi Antonelli – Voto 7: Si dice che per imparare a vincere si debba prima imparare a perdere. Senza una monoposto al top, l’italiano ha capito che era il giorno di correre in difesa. Il podio era il massimo risultato ottenibile: va benissimo così in ottica mondiale.
- Oscar Piastri – Voto 7: Sornione, capitalizza la crescita della sua McLaren sul passo gara e approfitta del crollo verticale della Ferrari. Guida pulita, zero errori e un ottimo quarto posto in cascina.
- Isack Hadjar – Voto 7: Gran bella prestazione. Costretto a rimontare dal cuore del gruppo, asseconda la crescita della Red Bull con una guida solida che lo porta agilmente in zona punti.
- Liam Lawson – Voto 7: Che la power unit Ford sia la migliore del lotto lo dimostra la competitività della Racing Bulls. Il giovane neozelandese si toglie la soddisfazione di finire a punti davanti al proprio compagno di squadra. Non è affatto poco.
- Arvid Lindblad – Voto 7: Performance solida. Sfrutta l’ottimo passo della vettura e non commette sbavature. Non riesce a scavalcare il caposquadra, ma il tempo e i margini per crescere ci sono tutti.
- Lando Norris – Voto 6: A differenza di Piastri, non riesce a fare lo scatto di qualità. Si limita a svolgere il compitino, senza infamia e senza lode.
- Lewis Hamilton – Voto 5: La prima fila del sabato aveva illuso. In pista tenta di sparigliare le carte, ma non va oltre una prestazione anonima. Unica consolazione: aver chiuso ancora una volta davanti a Leclerc. Per adesso, può bastare.
- Charles Leclerc – Voto 5: Manca il passo, d’accordo, ma lui non fa nulla per inventarsi una differenza. Se il compagno di squadra almeno ci ha provato limitando i danni, il monegasco è parso semplicemente arrendevole.
- Ferrari (Chez Vasseur) – Voto 5: Effetto gambero: un passo avanti e due indietro. Gli aggiornamenti alla power unit non portano alcun beneficio tangibile, come se non fossero mai stati deliberati.
