La Formula 1 guarda al futuro e prepara una possibile svolta tecnica e politica. La FIA sta infatti valutando l’introduzione, a partire dal 2031, di una nuova generazione di motori V8 più economici, leggeri e meno complessi, accompagnata dalla possibilità di affidarsi a un fornitore indipendente per garantire propulsori ai team clienti.
Il progetto nasce dalla volontà del presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, e del numero uno della Formula 1, Stefano Domenicali, di riportare la categoria verso una filosofia più vicina alla competizione pura: meno tecnologia esasperata, costi più contenuti e vetture più leggere e spettacolari.
L’ipotesi sul tavolo prevede un ritorno ai motori V8 aspirati, affiancati da un sistema elettrico più piccolo rispetto agli attuali propulsori ibridi. Una soluzione che permetterebbe di ridurre sensibilmente i costi di sviluppo e produzione, superando la complessità dei motori turbo-ibridi introdotti nel 2014.
Ma dietro alla possibile rivoluzione tecnica c’è anche una questione di equilibrio sportivo. La FIA vuole infatti affrontare il problema delle alleanze tra squadre e del peso crescente dei costruttori all’interno della categoria.
Il CEO di McLaren Racing, Zak Brown, ha più volte espresso preoccupazione per i rapporti tra team principali e squadre satellite, con particolare riferimento al legame tra Red Bull Racing e Racing Bulls. Secondo Brown, queste collaborazioni potrebbero influenzare gli equilibri politici della Formula 1 e creare situazioni in cui un team cliente rischia di dipendere troppo dal proprio fornitore.
Proprio per questo Ben Sulayem immagina un sistema nel quale i team possano scegliere tra costruire autonomamente il proprio motore oppure acquistare un propulsore standardizzato da un produttore indipendente.
“Non ci sarà più una squadra A che controlla una squadra B attraverso la fornitura dei motori”, ha spiegato il presidente della FIA. “Se il motore sarà accessibile economicamente, potremo avere un’unica soluzione per i team clienti, evitando che qualcuno possa fare pressioni dicendo: votate in un certo modo o non vi daremo un buon motore”.
L’idea richiama il passato della Formula 1, quando i propulsori indipendenti erano una presenza comune nel paddock. Il caso più famoso è quello di Cosworth, che per decenni ha fornito motori a numerose scuderie private, fino all’ultima collaborazione con Marussia nel 2013. Con l’arrivo dell’era turbo-ibrida, però, gli elevati costi e la complessità tecnica hanno reso quasi impossibile la sopravvivenza di un fornitore indipendente.
Oggi il panorama dei motori è dominato dai grandi costruttori. Mercedes fornisce le power unit a McLaren, Williams e Alpine, Red Bull Ford Powertrains equipaggia Red Bull Racing e Racing Bulls, mentre Ferrari fornisce i propri motori a Haas e alla futura Cadillac. Audi entrerà come costruttore ufficiale, Aston Martin collaborerà con Honda e Cadillac sta sviluppando una propria unità in vista dell’ingresso del 2029.
La prospettiva di un motore indipendente non convince però tutti allo stesso modo. Zak Brown ha dichiarato che McLaren valuterà la situazione quando il regolamento sarà definito, ma il team di Woking non sarebbe intenzionato a intraprendere un investimento miliardario per creare una struttura motoristica simile a quella sviluppata da Red Bull.
Stefano Domenicali ha comunque sottolineato l’importanza strategica di avere un’alternativa ai grandi produttori:
“Se avessimo avuto un costruttore indipendente, avremmo potuto offrire un motore bianco FIA/F1 ai team interessati, come accadeva in passato con Cosworth. I costruttori sono fondamentali per il nostro sport, ma non possiamo più trovarci in una situazione in cui siano loro a dettare il ritmo della Formula 1”.
Il nuovo regolamento motori dovrà ancora essere definito e le discussioni sono state rallentate dal lavoro della FIA sulle modifiche tecniche previste per il 2027 e il 2028. L’attuale accordo della Concordia e il regolamento sulle power unit resteranno in vigore fino alla fine del 2030, lasciando alla federazione margine per intervenire successivamente.
Dal punto di vista regolamentare, la FIA avrebbe il potere di introdurre autonomamente la nuova formula dal 2031, ma una decisione imposta rischierebbe di creare tensioni con i costruttori che negli ultimi anni hanno investito miliardi nella Formula 1.
L’obiettivo resta quindi quello di trovare un accordo condiviso. Se la maggioranza dei produttori coinvolti dovesse approvare il progetto, il ritorno ai V8 potrebbe essere anticipato già al 2030.
La strada verso la nuova era della Formula 1 è ancora lunga, ma il messaggio della FIA è chiaro: il futuro della categoria dovrà essere più sostenibile economicamente e meno dipendente dal potere dei grandi costruttori.
