Marc Márquez si riprende il suo “giardino di casa” firmando una pole position magistrale nel Gran Premio di Germania. Per battere il record del tracciato tedesco, il fuoriclasse di Cervera ha dovuto rischiare il tutto per tutto, mettendo in atto una strategia fuori dagli schemi e completamente diversa da quella dei rivali. Per l’eterno numero 93 si tratta della 77ª pole in MotoGP, la 105ª in carriera nel Motomondiale.
Le qualifiche si sono disputate in condizioni meteo ideali, con il sole a fare capolino tra le nuvole, 21 gradi nell’aria e 31 sull’asfalto. Da segnalare l’assenza nel weekend di Fermín Aldeguer (non sostituito), mentre Cal Crutchlow è sceso in pista per supplire all’infortunato Johann Zarco.
Q1: Bagnaia e Quartararo artigliano il passaggio del turno
La prima sessione di qualifica ha visto come protagonista d’eccezione Pecco Bagnaia, costretto a passare dal purgatorio della Q1. Il torinese, che quest’anno ha mostrato una fiducia crescente forte dei numerosi podi conquistati, è sceso in pista con l’unica Ducati del lotto in questa sessione.
Al semaforo verde, il pilota di Chivasso è stato subito tallonato da Diogo Moreira, con Joan Mir a ruota del brasiliano. Bagnaia ha preso il comando delle operazioni già al primo passaggio, mentre Mir ha preferito rientrare subito ai box dopo un solo giro lanciato per cambiare pneumatici. Alla sosta intermedia, il ducatista e il maiorchino della Honda occupavano le posizioni utili per il passaggio del turno.
Nello scampolo finale della sessione, Moreira e Álex Rins hanno cercato il traino di Bagnaia (sceso in pista con la stessa mescola dura all’anteriore e una morbida nuova al posteriore). Sebbene il piemontese sia riuscito a limare ulteriormente il proprio crono, Moreira non ha trovato lo spunto per scalzare Mir. Il maiorchino, dal canto suo, ha scelto di girare in solitaria, ma ha perso decimi preziosi nel terzo settore.
Ne ha approfittato Fabio Quartararo: anche il francese ha optato per un giro senza scie, stampando un tempo eccezionale che ha estromesso Mir. Con le gomme ormai degradate, Mir non è più riuscito a replicare, mentre il pericolo per Quartararo è arrivato da Luca Marini, il quale ha però visto svanire il tentativo nell’ultimo parziale. Fuori dai giochi anche Moreira, che domenica dovrà inoltre scontare tre posizioni di penalità sulla griglia di partenza.
In Q2 sono transitati così Bagnaia e Quartararo, lasciando tutte le Honda escluse. La seconda metà dello schieramento vedrà quindi Mir scattare 13°, seguito da Marini (14°), Moreira (15°), Binder (16°), Bastianini (17°), l’ospite d’eccezione della Superbike Toprak Razgatlioglu (18°), Rins (19°), Viñales (20°) e Crutchlow (21°).
Q2: La lucida follia di Márquez e lo spavento per Bezzecchi
L’avvio della sessione decisiva ha visto Marc Márquez nel ruolo di lepre: lo spagnolo è entrato per primo in pista, seguito da una muta di inseguitori composta da Raúl Fernández, Jorge Martín, Marco Bezzecchi e Pedro Acosta. Bagnaia, con meno pneumatici a disposizione, ha invece preferito attendere all’interno del box. L’inedito avvio ha visto Márquez siglare il primo riferimento, subito ritoccato da Fabio Di Giannantonio per soli 56 millesimi.
I brividi veri sono arrivati poco dopo alla curva 7, teatro di un violento highside di Marco Bezzecchi. Il pilota del Team VR46, già dolorante per il trauma rimediato ad Assen, ha battuto la testa rotolando pesantemente nella ghiaia. Seppur visibilmente stordito, il riminese è riuscito ad alzarsi, rientrando al box in scooter senza però poter riprendere la sessione.
Mentre Márquez rientrava in pit lane dopo un solo giro cronometrato, Raúl Fernández ne approfittava per “volare” in vetta, rifilando ben due decimi e mezzo a “Diggia”, tallonato provvisoriamente da Álex Márquez in seconda piazza.
A quel punto è salita in cattedra la genialità strategica del “93”. Márquez è risalito immediatamente sulla sua seconda moto, una mossa fulminea che ha spiazzato la concorrenza impedendo a chiunque di prendergli la scia. Spingendo al limite, Marc si è fermato a 89 millesimi da Fernández, per poi rientrare nuovamente ai box. Una strategia estrema a due soste e tre uscite, un espediente d’altri tempi che si adatta solo a piste corte e tortuose come quella teutonica.
La zampata finale
Nelle battute conclusive, Raúl Fernández ha abortito il suo secondo tentativo a causa di uno spaventoso spavento alla curva 8. Di Giannantonio ha invece continuato a spingere, riprendendosi momentaneamente la pole position e tirando la volata al compagno di marca Franco Morbidelli, mentre Ai Ogura risaliva fino alla terza piazza.
Il colpo di teatro finale porta però la firma del maggiore dei fratelli Márquez. Migliorando nettamente il secondo e il terzo settore – fino a quel momento i suoi punti deboli – lo spagnolo ha letteralmente polverizzato il cronometro nel quarto parziale, frantumando il record del circuito. Anche Álex Márquez ha piazzato la zampata utile per la seconda posizione, complice il mancato miglioramento di Di Giannantonio e Raúl Fernández.
La pole position va così a Marc Márquez: si tratta della nona partenza al palo in MotoGP sul tracciato del Sachsenring, in assoluto la sua pista fetish. Sabato amaro, invece, per il leader del mondiale Jorge Martín, apparso in netta difficoltà e costretto ad accontentarsi della nona casella in griglia.

Marc 💪✌️
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Silvano Rossi questa è terribile 😂
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