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F1, GP Ungheria: furia Lewis Hamilton contro le strategie Ferrari: “Il pit-stop è stato un errore”

Lewis Hamilton non ha nascosto il proprio amaro rammarico per la decisione della Ferrari di richiamarlo ai box in regime di Virtual Safety Car durante il Gran Premio d’Ungheria. Una scelta strategica rivelatasi determinante e che ha spianato la strada alla sua terza penalità nelle ultime tre gare.

In seconda posizione dopo il ritiro di Oscar Piastri per un guasto al cambio sulla sua McLaren, la Ferrari ha optato per smarcare la sosta di Hamilton sotto VSC. La mossa lo ha fatto scivolare al quarto posto dietro a Max Verstappen e Kimi Antonelli, con il pilota della Mercedes passato davanti dopo che l’inglese gli ha ceduto la posizione a seguito del testa a testa all’uscita della pit-lane.

A complicare ulteriormente i piani è arrivata la sanzione per un eccesso di velocità in corsia box: un’infrazione di appena $0,1\text{ km/h}$ inflitta a Hamilton, costata 5 secondi di penalità sul tempo finale che lo hanno fatto retrocedere in quinta piazza, sfilato anche dal compagno di squadra Charles Leclerc per soli 0,7 secondi.

Per il sette volte campione del mondo si tratta della terza penalizzazione da 5 secondi consecutiva, arrivata dopo la partenza anticipata a Silverstone e il contatto con George Russell al primo giro in Belgio. Un weekend già salita a causa della penalità di tre posizioni in griglia (da secondo a quinto) incassata al sabato per aver ostacolato Piastri in qualifica.

A mente fredda, Hamilton non ha usato mezzi termini nel giudicare errata la chiamata del muretto, individuando in quella sosta l’origine dei suoi guai:

“A bocce ferme penso proprio che non avremmo dovuto fare quel pit-stop. La chiamata è arrivata un secondo prima dell’ingresso in pit-lane e non ho avuto il tempo di confrontarmi con la squadra. Bisogna fidarsi delle decisioni che vengono prese, ma col senno di poi le mie gomme stavano benissimo. Avrei probabilmente perso la posizione su Max, ma sono convinto che il terzo posto lo avrei salvato.”

“Quella sosta ha semplicemente aperto la strada alla penalità rimediata nel finale. Devo ammettere che le ultime tre gare sono state un disastro per me, costellate da parecchi errori: quello di Silverstone ci è costato caro, e anche la gara scorsa non è andata meglio. Ho collezionato troppe sanzioni ultimamente: ora devo mettermi al lavoro per non dare più ai commissari l’occasione di penalizzarmi.”

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

10 Commenti

  1. Poi Lewis è secondo nel mondiale dite a Carletto di alzare il piede visto che per 0.1 km/h Lewis ha preso 5 secondi… Tanto non cambiava nulla

  2. Cazz….ta colossale.
    Mi sono riguardato la gara.
    Aveva pneumatici di 26 giri in aumento di degrado, visti i tempi, e dovevano percorrerne ancora 14!!!!
    Girava più lento di 1/2″ di Max (Che era a 2″), e di quasi 2″ di Kimi (A poco più di 10″). Un pit era assolutamente inevitabile!!!
    Certo che se con le strategie ti mettono davanti e ti fai superare come un rookie, e con la vettura più performante non riesci a sorpassare, cosa c’entra il muretto!!!!!
    Che differenza ABISSALE con un altro plurititolato di rosso vestito……

  3. Hamilton mi deludi, lo vedono pure le scimmie che il box ferrari è tutto per leclerc…mandali a quel paese…e te ne vai.

  4. Le vedi chiare queste penalità, lo sai che il pilota deve solo schiacciare un pulsante per mantenere la velocità a 80 kmh, lo sai che anche la pressione delle gomme può influire, la toccata con russel al via la ritieni da penalità, le tre posizioni perse in griglia….chi doveva avvertire hamilton della presenza di piastri?ma come le segui le corse…

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