La Federazione Internazionale dell’Automobile cambia rotta. Con una decisione destinata a far discutere, il World Motor Sport Council (WMSC) della FIA ha stabilito la revoca totale delle restrizioni imposte a piloti, team e ufficiali di gara russi e bielorussi, in vigore dal marzo del 2022 a seguito dell’invasione dell’Ucraina.
La misura, approvata all’inizio del mese e ufficializzata alle federazioni nazionali tramite una circolare del dipartimento legale, elimina con effetto immediato l’obbligo per gli atleti di gareggiare sotto la bandiera neutrale della FIA. A partire da oggi, i piloti di Russia e Bielorussia non soltanto potranno tornare a gareggiare liberamente in tutte le categorie automobilistiche internazionali, ma non saranno più tenuti a firmare la dichiarazione d’impegno alla neutralità.
Il provvedimento segna anche il ritorno dei simboli nazionali: le bandiere, i colori sulle vetture e sulle tute da gara, così come la riproduzione degli inni nazionali sul podio in caso di vittoria, sono nuovamente autorizzati.
Nessun passo indietro, invece, per quanto riguarda le gare fisiche: resta confermato a tempo indeterminato il divieto di organizzare Gran Premi o competizioni internazionali sui territori di Russia e Bielorussia. La Federazione ha inoltre precisato che la presenza dei piloti nelle singole tappe rimarrà comunque vincolata alle normative sui visti e alle sanzioni vigenti nei diversi Paesi ospitanti.
La mossa della FIA applica una chiara spaccatura nel mondo dei motori. Se l’automobilismo sceglie la linea della riapertura, la FIM (Federazione Internazionale di Motociclismo) ha già ribadito la volontà di mantenere congelati i blocchi ed escludere i piloti russi e bielorussi dalle competizioni su due ruote.
