La MotoGP ha svelato le prime immagini virtuali del nuovo circuito di Adelaide, destinato a entrare nel calendario del Mondiale a partire dal 2027. Il tracciato australiano dovrebbe prendere il posto di Phillip Island, uno dei circuiti più apprezzati da piloti e appassionati, ma penalizzato dalla sua posizione geografica e dalla conseguente difficoltà nel richiamare un pubblico numeroso.
Il nuovo impianto sorgerà all’interno dei parchi cittadini di Adelaide, portando così il motociclismo mondiale direttamente nel cuore della città.
Un circuito di 4,13 chilometri
Il layout del nuovo tracciato si sviluppa per 4,13 chilometri e comprende complessivamente 15 curve, con una successione di tratti a media e bassa velocità e diverse chicane.
Uno degli elementi più interessanti sarà rappresentato dal lungo rettilineo che precede il settore finale. Secondo le simulazioni della MotoGP, in quel tratto i prototipi della classe regina potrebbero raggiungere una velocità massima di circa 343 km/h.
Il circuito sarà prevalentemente pianeggiante, anche se non mancheranno alcuni cambi di pendenza. In particolare, nei pressi della curva 8 è prevista una salita che, per caratteristiche, può ricordare quella presente sul circuito di Donington Park.
Dal punto di vista della sicurezza, la planimetria prevede vie di fuga in ghiaia all’esterno di tutte le 15 curve, un aspetto particolarmente importante considerando la natura cittadina dell’impianto e gli spazi necessariamente più limitati rispetto a un circuito permanente.
Le polemiche sull’impatto ambientale
Il progetto di Adelaide non è però privo di controversie. La decisione di realizzare il circuito all’interno dei parchi cittadini ha infatti provocato forti reazioni da parte di una parte della popolazione.
Uno dei principali motivi di opposizione riguarda l’abbattimento previsto di fino a 200 alberi per consentire la realizzazione dell’infrastruttura.
Una petizione contraria al progetto, motivata soprattutto dalle preoccupazioni ambientali, avrebbe raccolto circa 43.000 firme.
Le autorità locali e la MotoGP hanno comunque difeso il progetto, sottolineando l’importanza dell’evento per il turismo e per l’economia dell’Australia Meridionale.
Ezpeleta: “Un circuito emozionante e sicuro”
Carlos Ezpeleta, vice CEO del MotoGP Group, ha spiegato che il progetto è stato sviluppato in collaborazione con la FIM e con le autorità di Adelaide.
«Abbiamo trascorso molti mesi lavorando a stretto contatto con la FIM e con i nostri colleghi di Adelaide per progettare un circuito MotoGP che fosse emozionante e, soprattutto, sicuro», ha dichiarato Ezpeleta.
L’obiettivo, secondo il dirigente, è creare un appuntamento capace di offrire un’esperienza completamente nuova a piloti, squadre e tifosi, garantendo allo stesso tempo ricadute positive per la comunità locale.
Ezpeleta ha inoltre riconosciuto che un progetto di questa portata comporterà inevitabilmente alcuni disagi, ribadendo però la volontà di coinvolgere gli abitanti di Adelaide nella nuova manifestazione.
Malinauskas punta sul ritorno della grande velocità
Il Premier dell’Australia Meridionale, Peter Malinauskas, ha ricordato la lunga tradizione motoristica di Adelaide, legata soprattutto al celebre circuito cittadino che ha ospitato la Formula 1.
Secondo Malinauskas, il nuovo progetto rappresenta l’opportunità di inaugurare una nuova era per il motorsport nella città, combinando MotoGP e Supercars in un evento di grande richiamo internazionale.
«Realizzeremo qualcosa di veramente straordinario a livello mondiale, combinando velocità, sicurezza e gare spettacolari sia per la MotoGP sia per la Supercars», ha affermato.
Le aspettative sono particolarmente elevate anche sotto il profilo turistico: l’evento dovrebbe attirare decine di migliaia di visitatori e contribuire a promuovere l’Australia Meridionale davanti a un pubblico televisivo internazionale stimato in oltre 630 milioni di persone.
Il debutto della MotoGP ad Adelaide è quindi fissato, salvo modifiche al progetto, per il 2027. Il nuovo circuito si prepara così a diventare uno degli appuntamenti più discussi del futuro calendario del Mondiale, tra ambizioni sportive, ritorno della grande velocità nel cuore della città e interrogativi sull’impatto ambientale.
