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WEC Fuji 2026, Toyota beffa Alpine e vince la gara di casa

La Toyota conquista la 6 Ore di Fuji 2026 al termine di una gara combattuta e decisa nelle fasi finali. La GR010 Hybrid numero 8 di Ryo Hirakawa, Brendon Hartley e Sébastien Buemi ha sfruttato alla perfezione l’ultima fase di Safety Car per ribaltare una corsa che sembrava indirizzata verso una doppietta Alpine.

Per Toyota si tratta della prima vittoria casalinga nel FIA WEC dal 2023 e del terzo successo stagionale. Un risultato particolarmente importante anche per la classifica del campionato: l’equipaggio della vettura numero 8 sale infatti al comando della graduatoria con dieci punti di vantaggio, quando restano due gare al termine della stagione.

Alpine domina la prima parte della gara

La gara era iniziata nel migliore dei modi per Alpine. La vettura numero 36 di Jules Gounon e Victor Martins partiva dalla pole position dopo la cancellazione delle qualifiche a causa delle condizioni meteo, mentre la numero 35 di Charles Milesi e Ferdinand Habsburg completava la prima fila.

Le due Alpine hanno mantenuto il controllo della corsa nelle prime fasi, alternandosi al comando. Habsburg è riuscito anche a portare la numero 35 davanti alla vettura gemella intorno a metà gara, mentre Toyota ha dovuto gestire una corsa più complicata.

La numero 7 di Toyota, affidata a Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries, ha perso terreno anche a causa di un drive-through per eccesso di velocità durante una fase di Full Course Yellow.

Nel frattempo, Aston Martin e BMW sono riuscite a inserirsi nella lotta per le prime posizioni, mentre la gara è stata più volte neutralizzata dagli incidenti nelle classi inferiori.

L’incidente che cambia la gara

La svolta decisiva è arrivata a circa un’ora dalla bandiera a scacchi.

Finn Gehrsitz, al volante della McLaren 720S GT3 Evo LMGT3 di Garage 59, è entrato in contatto con la Aston Martin di Mattia Drudi lungo il rettilineo principale. La McLaren è finita violentemente contro le barriere, costringendo la direzione gara a neutralizzare la corsa per permettere ai commissari di ripristinare la pista.

Gehrsitz è uscito autonomamente dalla vettura, mentre Drudi è riuscito a rientrare ai box con una foratura al posteriore sinistro.

L’ingresso della Safety Car ha però completamente modificato le strategie.

La scommessa di Toyota

Con la pit lane aperta, praticamente tutti i principali protagonisti sono rientrati ai box.

Toyota ha però scelto una strategia aggressiva con la numero 8. Il team ha effettuato un rifornimento parziale, portando la vettura solamente al 72% dell’energia disponibile, invece di completare normalmente il pit stop.

Una scelta simile è stata adottata anche dalla BMW numero 15, che ha effettuato un rifornimento fino al 76%.

La strategia ha permesso a Hirakawa di passare dalla sesta posizione al comando, mentre le due Alpine hanno perso terreno. La numero 36 è scivolata addirittura in quinta posizione.

Martins rimonta, ma Toyota resiste

Dopo la ripartenza, con circa 20 minuti ancora da disputare, Victor Martins ha iniziato una rimonta spettacolare.

Il francese ha superato rapidamente la Aston Martin numero 009 di Marco Sørensen e la Alpine numero 35 di Charles Milesi, riportandosi in terza posizione.

Più complicato il sorpasso sulla BMW numero 15 di Dries Vanthoor, ma Martins è riuscito comunque a completare la manovra alla curva 14.

A quel punto Hirakawa aveva un vantaggio di circa 2,6 secondi, ma la distanza si è rapidamente ridotta durante il traffico delle vetture LMGT3.

Una volta liberatosi dal traffico, però, il pilota giapponese ha trovato il ritmo necessario per difendersi dall’attacco dell’Alpine.

Hirakawa resiste fino alla bandiera a scacchi

Martins ha portato la Alpine numero 36 a meno di un secondo dalla Toyota nelle ultime tornate, trasformando gli ultimi giri in un duello diretto.

Hirakawa non ha però commesso errori e ha mantenuto la posizione fino alla bandiera a scacchi, conquistando una vittoria dal valore particolare davanti al pubblico di casa.

La Toyota numero 8 ha tagliato il traguardo con appena 0,591 secondi di vantaggio sulla Alpine numero 36.

Sul terzo gradino del podio è salita la BMW numero 15 di Dries Vanthoor, Kevin Magnussen e Raffaele Marciello, protagonista della stessa strategia aggressiva adottata da Toyota durante l’ultima neutralizzazione.

La Alpine numero 35 di Milesi e Habsburg ha chiuso quarta, mentre la Cadillac Hertz Team JOTA numero 38 di Jack Aitken, Sébastien Bourdais ed Earl Bamber ha completato la top five.

Ferrari chiude decima

La migliore Ferrari 499P è stata la numero 51, che ha concluso al decimo posto con l’equipaggio della vettura di AF Corse.

La Peugeot numero 94 ha ottenuto il suo miglior risultato stagionale con il sesto posto, davanti alla Cadillac numero 12. La seconda Toyota, la numero 7, ha invece concluso ottava.

Aston Martin ha visto sfumare nel finale la possibilità di conquistare il primo podio con la Valkyrie. La numero 009 ha chiuso nona, mentre la numero 007 ha terminato fuori dalla zona punti dopo una penalità inflitta a Tom Gamble per aver oltrepassato la linea bianca all’ingresso della pit lane.

La 6 Ore di Fuji consegna quindi a Toyota una vittoria costruita soprattutto sulla strategia e sulla gestione dell’ultima Safety Car. Per Hirakawa, Hartley e Buemi è un successo pesantissimo anche in ottica campionato, con la vettura numero 8 ora al comando della classifica a due appuntamenti dalla conclusione del FIA WEC 2026.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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